Una nuova strategia ad hoc (il prossimo autunno), una nuova visione e una più stretta collaborazione con quello che smetterà di essere “un Nord lontano” per diventare “il vicinato settentrionale dell’Europa”. Si riferiva all’Artico la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, parlando ieri in occasione della sua seconda visita ufficiale in Groenlandia, insieme al premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen e alla premier danese Mette Frederiksen. “Siamo una famiglia”, ha scritto la tedesca su X appena atterrata nella capitale Nuuk.
Von der Leyen ha poi ribadito quanto aveva detto durante la sua prima visita, ovvero che “la Groenlandia può contare sull’Ue”. E per dare concretezza alle intenzioni, ha annunciato un nuovo pacchetto di partenariato ‘Global Gateway’ Ue-Groenlandia, del valore di 200 milioni di euro, cui è seguita la firma di una Dichiarazione congiunta con Nielsen e Frederiksen.
Entrambi gli accordi puntano a rafforzare la cooperazione tra le parti “in tutti i settori, da quelli tradizionali come l’istruzione e la pesca a una migliore connettività satellitare e via cavo, dall’energia idroelettrica alle materie prime essenziali. Il pacchetto si concentra anche su investimenti che migliorano la vita quotidiana nel Paese: alloggi migliori, turismo sostenibile e un maggiore sostegno alle piccole imprese”, spiega una nota della Commissione.
Connettività, energia pulita e materie prime critiche
Il partenariato impiegherà 200 milioni di euro tra il 2026 e il 2027, concentrandosi principalmente su tre priorità strategiche: connettività, energia pulita e materie prime critiche. Un primo insieme di progetti in diversi settori prioritari è già stato concordato con la Groenlandia e le parti stanno collaborando per esplorare una serie di nuovi investimenti.
Quanto alla “nuova collaborazione sulla connettività satellitare“, von der Leyen ha promesso via social “risultati immediati”. La Groenlandia del Nord “vedrà enormi miglioramenti nell’accesso a internet nei prossimi giorni”, ha spiegato, “ed entro ottobre anche le comunità remote della Groenlandia orientale avranno un internet migliore e più veloce”. Parallelamente, l’Ue sta sostenendo studi di fattibilità per valutare se i centri dati possano rappresentare un’opportunità concreta per l’isola.
Un’altra parte consistente del pacchetto di investimenti riguarda l’energia pulita e andrà a sostenere la costruzione di nuovi impianti di energia idroelettrica. L’obiettivo, ha proseguito von der Leyen, “è rafforzare la vostra sicurezza energetica con una fornitura di energia autoctona, che vi dà maggiore indipendenza, e anche sviluppare industrie pulite strategiche come, ad esempio, l’idrogeno rinnovabile”.
A tal proposito, Bruxelles sosterrà un programma guidato da Nukissiorfiit, la società energetica nazionale della Groenlandia, per modernizzare e decarbonizzare l’approvvigionamento energetico negli insediamenti remoti.
Per quanto riguarda le materie prime critiche, di cui la Groenlandia possiede vaste risorse, i leader hanno “convenuto che debbano essere utilizzate per creare valore, posti di lavoro e crescita qui nel Paese”, prosegue. Due i progetti coinvolti: l’estrazione di molibdeno a Malmberg, che potrebbe generare fino a 90 milioni di euro l’anno in valore aggiunto per il Paese, e i lavori preparatori del progetto di estrazione della grafite Amitsit di Greenrock.
Un budget più che raddoppiato
“Questo è solo l’inizio”, ha continuato la leader dell’esecutivo Ue, ricordando la proposta di raddoppiare i finanziamenti Ue per la Groenlandia nel prossimo bilancio comunitario 2028-2034, portandoli a 530 milioni di euro dai 225 milioni del budget attuale. I leader hanno discusso anche di aspetti sociali, come l’edilizia abitativa e il sostegno alle imprese locali, specie nel turismo sostenibile. Infine, c’è la volontà di intensificare la partecipazione dei giovani groenlandesi al programma di scambi studenteschi Erasmus+.
Tutto ciò “creerà nuove opportunità e un’Ue forte e impegnata sia in Groenlandia che nell’Artico. Perché la Groenlandia è un alleato strategico e un amico fidato“, ha rimarcato la tedesca.
L’isola artica, territorio autonomo del Regno di Danimarca, è balzata agli onori delle cronache per le ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di prendersela, anche con la forza, ed è diventata oggetto di rinnovato interesse da parte dell’Unione europea, in una partita che vede al tavolo da gioco anche Russia e Cina (che si è dotata da tempo di una personale strategia per l’Artico).
Dichiarazione congiunta
Non a caso la Dichiarazione congiunta firmata ieri “riconosce la crescente importanza strategica della Groenlandia” e riafferma “un partenariato fondato su valori e interessi condivisi”, spiega una nota della Commissione. Nello specifico, ha sottolineato von der Leyen, “approfondisce la cooperazione su tutti i fronti. Solo per citarne alcuni: opportunità per i giovani, un Paese meglio collegato, preparazione alle crisi, rafforzamento della protezione civile, alloggi, turismo sostenibile, pesca, lotta al cambiamento climatico, che come abbiamo visto sta facendo progressi anche qui”.
La dichiarazione congiunta “riflette una chiara scelta” da parte di Nuuk “di rafforzare i legami con l’Ue in linea con i vostri valori, la vostra libertà, i vostri interessi”, ha spiegato von der Leyen. “Ma lasciatemi dire che essa mostra anche un forte interesse dell’Europa, che ha fatto anch’essa una scelta: quella di essere più presente e più impegnata in Groenlandia e nell’Artico”.
L’isola artica, territorio autonomo del Regno di Danimarca, è balzata agli onori delle cronache per le ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di prendersela, anche con la forza, ed è diventata oggetto di rinnovato interesse da parte dell’Unione europea, in una partita che vede al tavolo da gioco anche Russia e Cina (che si è dotata da tempo di una personale strategia per l’Artico).
Nielsen ha definito l’Ue “un’amica leale e fidata” e ha sottolineato che “in questi tempi difficili il sostegno è stato senza falle”.
VDL: “Interesse diretto in ciò che accade qui”
Il presidente americano Donald Trump, elefante nella stanza, non è mai stato nominato durante la visita della presidente della Commissione. La tedesca ha comunque colto l’occasione per “essere molto chiari e ripetere ancora una volta che decidere il futuro della Groenlandia spetta al popolo della Groenlandia e della Danimarca, a nessun altro”.
“L’integrità territoriale, la sovranità, l’inviolabilità dei confini sono principi fondamentali del diritto internazionale”, ha proseguito von der Leyen, sottolineando che l’Artico “è diventato uno dei luoghi in cui si scontrano le placche tettoniche della geopolitica. Abbiamo quindi un interesse diretto in ciò che accade qui“.
Anche Frederiksen ha ribadito il concetto: “Il Regno di Danimarca è uno Stato sovrano, membro dell’Ue e della Nato. (…) Siamo stati sotto pressione. È stato molto chiaro, e siamo molto grati per il grande sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri partner europei”.
La nuova mappa di Trump: Groenlandia e Islanda parte degli Usa
Dal lato suo il capo della Casa Bianca non ha perso occasione per ribadire che lui la Groenlandia la vuole, e dopo la firma dell’accordo tra Nuuk, Bruxelles e Copenaghen è tornato a pubblicare sui suoi canali social mappe “personalizzate” dei confini degli Stati Uniti. Quella condivisa ieri raffigura gran parte del Nord America e altri territori coperti dalla bandiera a stelle e strisce, sotto la scritta “United States of America”, includendo vaste aree del Canada e del Messico, dell’America Centrale e dei Caraibi oltre alla Groenlandia e – per la prima volta – anche l’Islanda. Una novità che forse attiverà un campanello d’allarme sull’isola, che proprio pochi giorni fa ha scelto tramite referendum di non riaprire i colloqui per un’eventuale adesione al blocco europeo, dando maggior peso a preoccupazioni economiche che di sicurezza.

