Proteine in polvere, occhiali da sole, crema idratante: se li acquisti online forse violano gli standard Ue

I risultati sorprendenti di un’indagine che ha preso in esame 11.300 articoli
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Pacchi dogana europa canva

Proteine in polvere, occhiali da sole, crema idratante: cosa hanno in comune questi prodotti? Se li acquisti online da paesi extra-Ue, è molto probabile che stiano violando i rigorosi standard di sicurezza e qualità dell’Unione europea. A rilevarlo è un recente rapporto della Direzione generale della fiscalità e dell’unione doganale dell’Ue, secondo il quale la maggior parte dei prodotti acquistati online da operatori fuori dall’Unione non rispetta le norme di sicurezza europee.

Un’ondata di pacchi senza precedenti

Il fenomeno non è marginale. Dal 2022, il volume dei piccoli pacchi spediti nell’Ue è raddoppiato ogni anno. Nel 2024 sono stati immessi sul mercato europeo 4,6 miliardi di colli, cifra che è salita vertiginosamente a 5,8 miliardi entro la fine del 2025, segnando un aumento di oltre il 25% in un solo anno.

Per far fronte a questa “invasione”, le autorità doganali di tutti i 27 Stati membri, in collaborazione con le autorità di sorveglianza del mercato (Msa) e per la sicurezza alimentare (Fsa), hanno condotto un’operazione di controllo intensiva tra ottobre e dicembre 2025. I risultati di questa indagine, che ha preso in esame oltre 11.300 articoli, sono definiti “sorprendenti” dalle stesse istituzioni.

I settori a rischio: dai cosmetici ai caschi da bici

L’operazione si è concentrata su categorie di prodotti particolarmente sensibili per la salute dei cittadini. Ecco i dati emersi dai controlli:

  • Cosmetici (creme, make-up, dentifrici): su quasi 6.000 pezzi analizzati, il 65% è risultato non a norma. La maggior parte delle irregolarità riguardava prodotti provenienti dalla Cina (63%), seguiti da Regno Unito e Stati Uniti.
  • Dispositivi di protezione individuale (occhiali da sole, caschi, giubbotti di salvataggio): in questo settore, fondamentale per l’incolumità fisica, il 60% dei prodotti ha violato gli standard Ue. Quasi la totalità degli articoli non conformi (91%) è stata rintracciata in spedizioni provenienti dalla Cina.
  • Integratori alimentari (proteine in polvere, vitamine, booster): circa 3.500 articoli sono stati controllati, con un tasso di non conformità del 63%. In questo caso, il mercato è apparso più frammentato, con gli Stati Uniti come principale fonte di prodotti irregolari, seguiti da Cina e Regno Unito.

Cosa significa “non conforme”?

Non si tratta solo di errori burocratici. La mancanza di conformità significa spesso l’assenza di etichettature corrette, la mancanza di istruzioni per l’uso sicuro o, peggio, l’inclusione di ingredienti vietati nell’Ue. Un prodotto senza le necessarie avvertenze o documentazione espone il consumatore a rischi che le aziende europee sono obbligate a prevenire per poter vendere sul mercato unico.

Questa situazione non è una novità isolata: una precedente fase di controlli nel 2025 su giocattoli e piccoli elettrodomestici aveva già rivelato che l’84% dei prodotti testati in laboratorio era effettivamente pericoloso.

La riforma doganale dell’Ue: una svolta per la sicurezza

Per arginare questo fenomeno e garantire una concorrenza leale per le imprese europee che rispettano le regole, l’Unione sta finalizzando una storica riforma doganale.

I pilastri del cambiamento sono due:

  1. Dal 1° luglio 2026, non esisterà più la franchigia per i pacchi di valore inferiore a 150 euro. Verrà applicato un dazio doganale unico di 3 euro per articolo, eliminando l’incentivo economico a spedire milioni di piccoli pacchi non controllati.
  2. Responsabilità alle piattaforme. Questa è la vera rivoluzione. La responsabilità di garantire che un prodotto sia sicuro e in regola non ricadrà più sul consumatore finale o sul corriere, ma sulle piattaforme online e sui venditori. Questi diventeranno “importatori presunti”, assicurando ai cittadini che ogni acquisto sia conforme agli standard ambientali, etici e di sicurezza dell’Ue prima ancora di arrivare a destinazione.

In attesa che queste norme diventino pienamente operative, l’invito per i consumatori è alla massima cautela: quando il prezzo di un integratore o di una crema acquistata fuori dall’Ue sembra troppo basso, il costo reale potrebbe essere pagato dalla nostra salute.