Romania, Tomac premier tecnico: la mossa di Nicușor Dan per evitare il voto anticipato

Il consigliere del presidente punta a un governo tecnico per affrontare fondi europei, stabilità finanziaria e bilancio 2027. Ma prima deve trovare una maggioranza, mentre la sua nomina rischia di alimentare i populismi 
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Eugen Tomac e Nicușor Dan
Da sinistra, Eugen Tomac e Nicușor Dan (Afp)

A un mese esatto dalla caduta del governo di Ilje Bolojan, il presidente della Romania Nicușor Dan ha nominato Eugen Tomac, suo consigliere, come primo ministro. “Dato che i partiti non riescono a raggiungere un accordo, l’unica soluzione possibile è nominare un primo ministro indipendente dai partiti rappresentati in parlamento, capace di guidare la Romania nella direzione desiderata dal popolo romeno”, ha dichiarato Dan.

Il 5 maggio, il liberale Bolojan è stato sfiduciato dai suoi ex alleati socialdemocratici che si sono uniti ai deputati di estrema destra uscendo dal governo e votando una mozione di sfiducia, in una mossa che ha messo a rischio la stabilità del Paese, che da un anno e mezzo non riesce a trovare un equilibrio politico, oltra alla sua valutazione da parte delle agenzie di rating e l’accesso ai fondi europei.

“Governo tecnico, non politico”

Tomac proporrà un “governo tecnico, non politico“, ha specificato il presidente, chiarendo che il neopremier terrà “una posizione filo-occidentale”. Tra le sue priorità il bilancio 2027, il mantenimento della stabilità finanziaria e i fondi europei.

Quanto all’ultimo punto, Budapest rischia di perdere 8,6 miliardi di euro di fondi in scadenza ad agosto, mentre, per quanto riguarda i piani di bilancio, il futuro esecutivo si scontrerà contro il più grande deficit dell’Unione, così come è toccato al gabinetto Bolojan, che è caduto proprio sul tema.

Tomac, 44 anni, ex storico e giornalista ed eurodeputato di Renew, ora ha 10 giorni per formare un governo, che sarà formato, ha detto, da “specialisti”, e ottenere il voto di fiducia. Ma per gli esperti, anche se riuscirà nell’intento, non sarà un governo di lunga durata, perché si troverà di fronte un Parlamento frammentato che difficilmente accetterà riforme controverse su cui non c’è consenso.

Il rischio-elezioni anticipate

In Romania le prossime elezioni parlamentari sono previste nel 2028, e finora non è mai capitato che si dovese andare al voto anticipato. Nel frattempo, anche in questo Paese i consensi per i politici di estrema destra e nazionalisti sono in crescita, con Aur (Alleanza per l’Unione dei Romeni) dato come prima forza nei sondaggi, al 34-37%. La nomina di Tomac, che è fuori dai partiti e dunque non è passato per le urne, rischia di dare ulteriore spinta ai populismi.

“Comprendo appieno il difficile contesto che stiamo attraversando”, ha affermato il premier in pectore lanciando un appello: “La Romania si trova in un momento che richiede, prima di tutto, responsabilità. Questo è l’unico modo in cui possiamo dare al Paese la chiara direzione di cui ha bisogno”.

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