AfD fa marcia indietro: niente nuovo gruppo sovranista nell’Europarlamento (per ora)

L'AfD, che aveva programmato per il 27 giungo l'annuncio del nuovo gruppo - Sovranisti -, ha dato lo stop: vuole verificare i requisiti di alcuni candidati all’ingresso, che potrebbero risultare ‘troppo estremisti’
3 settimane fa
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Bandiera Ue

Sovranisti sì ma fino a un certo punto. A quanto pare anche partiti estremisti come Alternative für Deutschland (AfD) hanno una ‘linea rossa’ da non valicare. Ecco perché la formazione tedesca ha fatto marcia indietro sulla costituzione di un nuovo gruppo all’Europarlamento, il cui annuncio era in programma per domani mattina. Il motivo, come riporta Euractiv, è che il partito vuole verificare i requisiti di alcuni candidati all’ingresso, che potrebbero risultare ‘troppo estremisti’.

AfD stava lavorando per creare un gruppo che riunisse vari partiti nazionalisti ed euroscettici di tutta Europa, e aveva dato la cosa praticamente per fatta, anche perché, affermano, i candidati all’adesione soddisfacevano i requisiti richiesti dalle norme: almeno 23 deputati di almeno 7 Paesi diversi.

Candidati troppo estremi?

Il partito ha poi ha deciso di non andare avanti con la creazione del nuovo eurogruppo, che si sarebbe dovuto chiamare Sovranisti (un nome che è anche un programma politico). Piuttosto, come ha riferito una fonte anonima ad Euroactiv, procederà ora a un esame dei potenziali futuri membri del gruppo per evitare quelli troppo estremi.

Nello specifico, andrà vagliata la collaborazione con il Movimento per la Nostra Patria ungherese, col nazionalista SOS Romania e col Movimento estremista della Repubblica slovacca. Il timore è che queste formazioni dicano proprio le cose di cui è incolpata AfD, dando così ragione a chi la accusa.

I problemi in Patria

Pensiamo che in Germania il partito, arrivato secondo alle elezioni europee di inizio mese, è oggetto di attenzione. Nel 2023 l’agenzia di intelligence tedesca, incaricata di sorvegliare i gruppi ritenuti anticostituzionali, ha classificato l’ala giovanile del movimento, Young Alternative for Germany, come estremista, e un tribunale amministrativo di Colonia le ha dato ragione lo scorso febbraio. Decisione confermata in appello a maggio da un tribunale amministrativo superiore di Münster che è arrivato alle stesse conclusioni: AfD e la sua ala giovanile sono effettivamente classificabili come “sospetta” organizzazione estremista di estrema destra”. “La Corte ritiene che ci siano prove sufficienti che l’AfD persegue obiettivi che vanno contro la dignità umana di alcuni gruppi e contro la democrazia”, hanno scritto i giudici.

In base a queste decisioni (AfD presenterà ulteriori ricorsi) sarà più semplice per l’agenzia di intelligence tedesca indagare e sorvegliare i membri del partito o reclutare informatori al suo interno.

A livello popolare, a gennaio ci sono state proteste di massa contro l’AfD in 114 città tedesche, mentre a livello politico si segnalano proposte per bandire il partito, considerato un “pericolo per la democrazia”.

AfD inoltre è sempre più sotto esame da parte delle agenzie governative a causa delle accuse che lo collegano allo spionaggio per conto di Russia e Cina. Ma è comunque in ascesa nei sondaggi per le elezioni previste a settembre nei Länder di Sassonia, Turingia e Brandeburgo.

AfD tra l’incudine e il martello

Tornando all’Europa, attualmente i 15 deputati tedeschi sono senza casa. Poco prima delle elezioni di inizio mese, infatti, sono stati scaricati da Marine Le Pen, che cerca di normalizzare il suo Rassemblement Nazional in vista delle imminenti votazioni in Francia e soprattutto delle presidenziali del 2027 e dunque non vuole essere accomunata a posizioni ‘impresentabili’.

Subito dopo, Identità e Democrazia, l’eurogruppo di estrema destra cui apparteneva AfD, li ha direttamente espulsi, giudicando davvero troppo i diversi scandali che hanno coinvolto il partito tedesco negli ultimi tempi e le discutibilissime, fondamentalmente inaccettabili, dichiarazioni del suo spitzenkandidat Maximilian Krah, che ha tentato una sorta di ‘rivalutazione’ delle SS naziste.

La posizione del partito dunque al momento non è comodissima, anzi è praticamente tra l’incudine e il martello: da una parte l’isolamento politico, dall’altra la collaborazione con gruppi nazionalisti ancora più radicali, con i quali nemmeno l’estrema destra non vuole essere confusa.

In ogni caso, i prossimi passi saranno la conferenza di AfD in programma il 29 e 30 giugno, occasione in cui si potrà discutere della questione, e poi il 2 luglio la riunione della delegazione Ue del partito. in tale sede potrà essere presa una decisione definitiva.

Ricordiamo che i nuovi gruppi hanno tempo fino al 15 luglio per notificare alla presidenza del Parlamento il loro nome, il loro presidente e la loro composizione. Il 16 luglio si parte infatti con la prima sessione plenaria.