Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo a una serie di emendamenti all’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale. Con 423 voti favorevoli, 57 contrari e 174 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato oggi, 16 giugno 2026, il cosiddetto “pacchetto omnibus digitale”. Il provvedimento punta a bilanciare due esigenze fondamentali: la protezione della dignità umana contro gli abusi tecnologici e la semplificazione burocratica per sostenere le imprese europee.
Stop ai deepfake senza consenso: il bando delle app “nudifier”
La novità più attesa riguarda il divieto totale dei software di “nudificazione”. La nuova norma proibisce l’uso dell’intelligenza artificiale per generare, senza esplicito consenso, immagini, video o audio che ritraggano parti intime o attività sessualmente esplicite di persone identificabili. Il bando colpisce duramente anche la creazione di materiale pedopornografico assistito dall’Ai.
I fornitori di tecnologia non potranno più immettere questi sistemi sul mercato europeo, a meno che non siano dotati di protezioni tecniche rigorose per impedirne l’uso illecito. Secondo Il correlatore della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, Michael McNamara (Renew), questa misura è un atto di giustizia necessario, poiché tali strumenti vengono usati quasi esclusivamente per “umiliare, degradare e oggettivare” le persone, colpendo in modo sproporzionato le donne. Questo specifico divieto dovrebbe diventare operativo già entro la fine di quest’anno.
Semplificazione e sostegno alle imprese
Oltre alla stretta etica, la riforma introduce importanti misure di semplificazione per le aziende. L’obiettivo dichiarato dalla co-relatrice della commissione Mercato interno e tutela dei consumatori, Arba Kokalari (Ppe) è trasformare l’Europa in un vero “continente dell’Ai”, riducendo la burocrazia per permettere a ingegneri e imprenditori di restare e crescere nell’Unione.
Tra i cambiamenti principali per le imprese:
- Supporto alle medie imprese: le agevolazioni già previste per le piccole e medie imprese (Pmi) sono state estese alle imprese a media capitalizzazione (Smc) per favorirne lo sviluppo.
- Meno burocrazia per i macchinari: sono stati eliminati i requisiti duplicati per i prodotti meccanici dotati di Ai; d’ora in avanti dovranno seguire solo le regole di sicurezza del proprio settore.
- Lotta ai pregiudizi: sarà possibile trattare dati sensibili, sotto stretta sorveglianza, esclusivamente per individuare e correggere i “bias” (pregiudizi) degli algoritmi, garantendo sistemi più giusti per tutti.
Nuovo calendario per l’Ai ad alto rischio
Per garantire certezza legale ed evitare intoppi, il Parlamento ha deciso di posticipare alcune scadenze. Gli obblighi più severi per i sistemi di Ai considerati “ad alto rischio” (come quelli usati in ambiti sensibili come la salute o la sicurezza) entreranno in vigore il 2 dicembre 2027 per i sistemi indipendenti e il 2 agosto 2028 per quelli integrati in altri prodotti.
Cambia anche la data per la trasparenza: i contenuti generati dall’intelligenza artificiale dovranno essere obbligatoriamente etichettati in modo leggibile dalle macchine (il cosiddetto watermarking) a partire dal 2 dicembre 2026.
Cosa succede ora?
Il voto di oggi rappresenta l’ultimo passaggio parlamentare. Prima di diventare ufficialmente legge, il testo dovrà essere adottato formalmente dal Consiglio dell’Unione europea. La maggior parte delle disposizioni generali dell’Ai Act inizierà comunque ad applicarsi dal 2 agosto 2026.

