Ok dell’Europarlamento all’accordo commerciale tra Ue e Stati Uniti, con l’approvazione definitiva a due provvedimenti legislativi che attuano gli impegni tariffari dell’Unione previsti dalla dichiarazione congiunta delle parti dell’agosto 2025. Dichiarazione che faceva seguito all’accordo raggiunto a Turnberry, in Scozia, dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen il 27 luglio 2025, molto contestato in Europa.
La prima e principale proposta di regolamento, approvata con 440 voti favorevoli, 151 contrari e 50 astensioni, elimina i dazi doganali su tutti i prodotti industriali statunitensi e garantisce un accesso preferenziale al mercato per un’ampia gamma di prodotti ittici e agricoli del Paese.
La seconda, approvata con 444 voti favorevoli, 152 contrari e 54 astensioni, riguarda la proroga dell’esenzione tariffaria per l’importazione di aragoste e ora include anche le aragoste trasformate.
In cambio delle concessioni europee, Washington ha accettato di limitare al 15% i dazi sulla maggior parte delle esportazioni dell’Unione e di ridurre le imposte sulle automobili europee.
L’approvazione dell’Eurocamera arriva dopo un faticoso compromesso e poco prima della scadenza del 4 luglio dopo la quale Trump, spazientito che l’Unione non avesse ancora approvato l’intesa, minacciava di imporre nuovi dazi.
L’Europarlamento d’altronde voleva maggiori tutele, vista l’inaffidabilità del capo della Casa Bianca, che nel frattempo nell’ultimo anno ha minacciato l’uso della forza per prendersi la Groenlandia, continuato a insultare gli europei, sventolato altri dazi e iniziato a svuotare la Nato da dentro.
Maggiori tutele per le imprese dell’Unione
Decisive perciò sono state le modifiche già introdotte dai negoziatori del Parlamento stesso e del Consiglio, che andavano a rafforzare la proposta originaria della Commissione. Tra queste, la ‘sunset clause‘, secondo cui alla scadenza del primo regolamento, il 31 dicembre 2029, il rinnovo non sarà automatico. Occorrerà infatti un ok esplicito dell’Europarlamento, dopo una valutazione completa da parte della Commissione degli effetti che l’accordo avrà avuto sull’industria, l’agricoltura e le piccole e medie imprese dell’Unione e delle modifiche ai modelli commerciali con i Paesi terzi.
La Commissione potrà inoltre sospendere le preferenze tariffarie se gli Stati Uniti non risolveranno le criticità segnalate dall’Ue sul trattamento applicato alle esportazioni europee che, fino al 24 febbraio 2026, rientravano nel tetto tariffario complessivo del 15%.
Il Parlamento e il Consiglio hanno inoltre stabilito un meccanismo di salvaguardia qualora le preferenze tariffarie concesse agli Stati Uniti dovessero comportare un aumento delle importazioni tale da danneggiare l’industria dell’Unione, compreso il settore agricolo.
La Commissione potrà avviare un’indagine di propria iniziativa o sulla base di informazioni fornite da uno o più Stati membri o dal Parlamento europeo e riferirà al Parlamento e al Consiglio ogni tre mesi sulle variazioni dei volumi e dei valori degli scambi commerciali delle esportazioni statunitensi dei beni previsti dai regolamenti approvati oggi.
“Nonostante le pressioni, il Parlamento ha mantenuto la sua posizione durante tutti i negoziati. La nostra determinazione ha dato i suoi frutti, portando a un accordo più solido per le imprese e i cittadini europei e a garanzie molto più robuste di quanto inizialmente previsto“, ha commentato Bernd Lange (S&D), presidente della commissione per il commercio internazionale e relatore permanente per gli Stati Uniti. Lange ha anche assicurato “un monitoraggio costante” del comportamento degli Usa, perché “un partenariato transatlantico stabile e prospero può avere successo solo se entrambe le parti rimangono impegnate a sostenerlo”.
I derivati dell’acciaio e dell’alluminio
Tutela anche per i derivati dell’acciaio e dell’alluminio: lo scorso agosto, gli Stati Uniti hanno aggiunto 407 categorie di questi prodotti all’elenco di quelli soggetti a dazi. I legislatori hanno stabilito che la Commissione potrà sospendere le preferenze tariffarie a favore degli Usa se entro il 31 dicembre 2026 Washington continuerà ad applicare un’aliquota tariffaria superiore al 15% sui derivati dell’acciaio e dell’alluminio provenienti dall’Ue.
Cosa succede ora
Spetta ora al Consiglio ratificare formalmente i testi concordati. La nuova legislazione entrerà poi in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue.

