116117, come funziona il numero europeo per le cure non urgenti

In Friuli-Venezia Giulia 30.000 contatti già nel primo mese
4 ore fa
3 minuti di lettura
116117 numero medico europeo non urgenze

Un numero semplice da ricordare, gratuito, attivo 24 ore su 24. Il 116117 è il numero europeo armonizzato per le cure mediche non urgenti, e in Italia sta finalmente uscendo dalla fase sperimentale. La sua diffusione, tuttavia, è ancora diseguale: alcune regioni lo usano da anni, altre non lo hanno ancora attivato.

Non essendo un numero di emergenza, l’116117 non sostituisce il 112, che resta il riferimento per le situazioni a rischio immediato. Questo numero, che negli ultimi giorni sta trovando nuove attivazioni nella penisola, serve invece a intercettare tutti i bisogni sanitari di bassa intensità. Si tratta di una soluzione interessante perché consente di non intasare gli ospedali e ricevere un consiglio medico quando il proprio medico è irreperibile. Pensiamo per esempio alla febbre nel weekend, un malore di notte o dubbi su una determinata terapia. L’116117 consente inoltre di orientare i cittadini verso il servizio giusto, evitando che che finiscano impropriamente al pronto soccorso, intasando strutture già sotto pressione.

Cos’è l’116117 e come funziona

L’116117 è il numero europeo armonizzato (Nea) per l’assistenza medica non urgente. Rientra nella famiglia dei numeri europei che iniziano con 116, riservati dalla Commissione europea a servizi di utilità sociale.

In pratica, chi chiama il 116117 viene messo in contatto con un operatore sanitario che può dare una consulenza telefonica, attivare una visita ambulatoriale o domiciliare, oppure indirizzare verso il servizio territoriale più adatto. In molte regioni il numero ha sostituito i vecchi numeri locali della guardia medica e della continuità assistenziale.

Il numero è gratuito, disponibile da fisso e mobile, attivo tutti i giorni 24 ore su 24 e non richiede registrazione. In Italia gli operatori rispondono in italiano e in inglese. Non può essere chiamato da un cellulare bloccato, perché, a differenza del 112, non è classificato come numero di emergenza.

Dove è già attivo in Italia

La copertura è progressiva, regione per regione, e ancora incompleta. Secondo il Ministero della Salute, il 116117 è attivo su tutto il territorio di Lombardia, Piemonte e Toscana e nella Provincia autonoma di Trento.

È operativo anche in Sardegna nel Sulcis Iglesiente, in Veneto in alcune ULSS, nel Lazio nell’area di Roma e provincia e in Liguria nell’ASL 4 Chiavari. Dal 13 aprile 2026 il numero è attivo su tutto il territorio del Friuli-Venezia Giulia, con una centrale operativa che nei primi trenta giorni ha già gestito oltre 30.000 chiamate. Dalla scorsa settimana, anche l’Asl di Sassari ha attivato il nuovo canale europeo.

In Veneto, l’Ulss 2 Marca Trevigiana ha attivato il servizio a partire dal 4 marzo 2026. A maggio 2026 è partita una fase sperimentale anche nel comprensorio sanitario di Bolzano e dintorni.

Le regioni già autorizzate ad attivarlo, ma non ancora in piena operatività, includono Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Sicilia.

Il nodo irrisolto: metà Italia ancora esclusa

L’116117 esiste come infrastruttura nazionale dal 2009, quando fu incluso tra i numeri armonizzati europei. In Italia i primi test partirono in Lombardia nel 2015, ma a distanza di oltre dieci anni, la copertura effettiva rimane incompleta.

Come ha scritto il Ministero della Salute, il numero nasce per garantire continuità di risposta alle chiamate di cure mediche non urgenti senza interruzione. Tuttavia, l’assenza di un obbligo di attivazione con scadenza nazionale ha lasciato ampi margini di discrezionalità alle regioni (che hanno la competenza in materia di sanità ex articolo 117 della Costituzione), producendo quello che alcuni osservatori definiscono un sistema a due velocità.

Il rischio concreto è che l’116117 diventi uno strumento utile solo per chi vive in una regione già coperta, mentre altrove i cittadini continuano a rivolgersi al pronto soccorso o ai vecchi numeri locali spesso poco conosciuti e difficili da ricordare, ampliando il gap sanitario già esistente in Italia.

Perché alleggerisce il sistema sanitario

Il sovraffollamento dei pronto soccorso italiani è un problema strutturale documentato. Una parte consistente degli accessi, stimata tra il 20% e il 30%, riguarda codici bianchi e verdi, cioè situazioni che non richiedono intervento d’emergenza.

Un numero unico territoriale che risponde 24 ore su 24, con operatori sanitari in grado di valutare la situazione e attivare il servizio giusto, riduce la pressione sulle strutture ospedaliere e risponde a un’esigenza reale dei cittadini: sapere a chi rivolgersi quando il problema non è urgente ma non si può aspettare il giorno seguente.

In Friuli-Venezia Giulia, i 30.000 contatti del primo mese sono la prova che, quando un sistema funziona ed è spiegato bene, i cittadini lo usano.

Il 116117 in Europa: armonizzato, ma non uniforme

Anche nel resto dell’Ue la copertura è disomogenea: ogni Stato membro decide autonomamente i tempi e le modalità di attivazione, e non tutti hanno recepito il numero con lo stesso livello di capillarità. A livello europeo, la Germania è stata la prima a introdurlo effettivamente, nel 2012.

Il principio alla base resta valido e condiviso: un numero unico, semplice e gratuito che fa da filtro tra il bisogno del cittadino e il sistema sanitario, evitando sprechi, riducendo i tempi di attesa nelle strutture di emergenza e migliorando l’orientamento nella rete dei servizi.