Nasce la OceanEye Alliance: perché l’Ue considera i dati sugli oceani una nuova infrastruttura strategica

Conoscenza scientifica, protezione degli ecosistemi, adattamento climatico e sicurezza economica viaggiano insieme
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Oceano
Oceano (Fotolia)

Conoscere meglio gli oceani per proteggerli, ma anche per prevedere gli effetti del cambiamento climatico, migliorare le previsioni meteorologiche e rendere più resilienti le comunità costiere. L‘osservazione oceanica diventa così una vera infrastruttura strategica. È questo il concetto alla base di OceanEye, l’iniziativa europea per l’osservazione degli oceani che l’Unione europea vuole trasformare in un progetto di cooperazione internazionale. Oggi, 23 settembre, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro canadese Mark Carney hanno guidato l’evento dedicato alla OceanEye International Alliance, realizzato insieme alla Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco e all’Organizzazione meteorologica mondiale.

Perché osservare gli oceani è sempre più importante

Il punto di partenza è che per comprendere come stanno cambiando gli oceani servono osservazioni continue, affidabili e distribuite su scala globale: come ha sottolineato von der Leyen negli interventi con cui negli ultimi mesi ha presentato l’iniziativa, più informazioni abbiamo sull’oceano, maggiore è la capacità di proteggerlo e di proteggerci dalle conseguenze dei suoi cambiamenti.

I dati raccolti in mare servono infatti a comprendere lo stato degli ecosistemi, ma allo stesso tempo alimentano le previsioni meteorologiche e climatiche, aiutano a valutare l’impatto del cambiamento climatico, contribuiscono alla sicurezza della navigazione e permettono di preparare meglio le coste agli eventi estremi.

L’obiettivo europeo è dunque, come anticipato, considerare e gestire l’osservazione oceanica come una vera infrastruttura strategica, capace di mettere insieme sensori, piattaforme di rilevamento, dati satellitari, modelli e strumenti digitali. OceanEye nasce perciò per costruire un sistema europeo più coordinato e, contemporaneamente, rafforzare il contributo europeo al monitoraggio globale degli oceani.

Un sistema globale che produce 120mila osservazioni al giorno

L’alleanza internazionale lanciata a New York ruota attorno al Global Ocean Observing System (Goos), il sistema globale di osservazione coordinato nell’ambito della Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco e sostenuto anche dall’Organizzazione meteorologica mondiale.

Secondo i dati diffusi dalle istituzioni europee, al sistema contribuiscono attualmente 64 Paesi, attraverso 17 reti globali e circa 8mila piattaforme, che producono complessivamente circa 120mila osservazioni oceaniche ogni giorno. Il problema è la sostenibilità dell’infrastruttura. La Commissione sottolinea che circa il 90% delle osservazioni mondiali viene finanziato da appena nove Paesi. Una concentrazione che rende il sistema vulnerabile ai cambiamenti delle priorità politiche e di bilancio nazionali.

L’International Alliance nasce anche per questo, per aumentare il numero dei Paesi coinvolti, coordinare meglio gli investimenti e garantire risorse più stabili all’osservazione degli oceani.

Dati oceanici per clima, ambiente e sicurezza

I dati sugli oceani sono fondamentali per ricostruire e prevedere fenomeni che riguardano l’intero sistema climatico. Temperatura delle acque, correnti, livello del mare e altre variabili oceaniche entrano infatti nei modelli utilizzati per le previsioni meteorologiche e climatiche.

L’osservazione permette inoltre di individuare più rapidamente cambiamenti negli ecosistemi marini e di fornire informazioni utili alla gestione delle attività economiche legate al mare, dalla pesca all’acquacoltura fino all’energia offshore e ai trasporti.

Per la Commissione europea esiste quindi un legame diretto tra conoscenza scientifica, protezione degli ecosistemi, adattamento climatico e sicurezza economica. Attraverso la conoscenza, si può proteggere il futuro delle società che dipendono dagli oceani.

L’Europa investe sull’osservazione degli oceani

La Commissione ha previsto un contributo europeo di 62 milioni di euro attraverso Horizon Europe per rafforzare il sistema internazionale di osservazione. Nella prima impostazione dell’iniziativa erano stati annunciati 50 milioni destinati direttamente al rafforzamento delle capacità globali di osservazione; successivamente il quadro europeo è stato ampliato includendo ulteriori investimenti nelle infrastrutture e nei sistemi di gestione dei dati.

OceanEye dovrà inoltre integrare strumenti già sviluppati dall’Unione europea, tra cui il programma marino di Copernicus e il Digital Twin of the Ocean, il gemello digitale dell’oceano attraverso cui combinare grandi quantità di dati e modelli per simulare l’evoluzione dell’ambiente marino.

La Commissione punta ad arrivare entro il 2030 a un sistema europeo di osservazione degli oceani pienamente operativo.