Putin attaccherà la Nato? Trump rassicura: “Non c’è nessun problema”

Il presidente degli Stati Uniti parla di “buoni colloqui” con il presidente russo: “Non attaccherà un territorio della Nato”
3 ore fa
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Donald Trump
Il presidente Usa Donald Trump (Afp)

La Nato è al sicuro? Per Donald Trump, la risposta è “Sì”. Il presidente degli Stati Uniti ha riferito ad Axios, di non essere preoccupato per un eventuale attacco di Putin agli Alleati. “Non c’è nessun problema”, ha spiegato in un’intervista telefonica con il giornalista Barak Ravid. Poco dopo, parlando con la stampa alla Casa Bianca, ha aggiunto: “Ho avuto buoni colloqui con Putin. Non attaccherà un territorio della Nato”.

Il giallo della missione Cia a Mosca

Il chiarimento e le rassicurazioni di Trump arrivando dopo una bufera diplomatica esplosa circa il volo a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe. Il capo l’intelligence statunitense si è recato in visita in Russia per incontrare il suo omologo russo, Sergey Naryshkin. Secondo il Wall Street Journal, questa inaspettata missione aveva uno scopo preciso: avvertire il Cremlino di non toccare i Paesi dell’Alleanza Atlantica. Le ultime valutazioni dell’intelligence Usa ipotizzavano infatti che Vladimir Putin avrebbe tentato un “assalto limitato”, probabilmente nei Baltici. Che fosse un attacco cyber o una piccola incursione terrestre, lo scopo è testare la risolutezza della Nato e il suo impegno a rispettare l’articolo 5 dei Trattati relativo al principio della difesa collettiva.

A spingere il presidente russo verso questo azzardo ci sarebbero le pressioni interne, le difficoltà in Ucraina e una carenza “critica” di munizioni occidentali causata dal loro largo impiego nella guerra in Iran.

Ma per Trump, i media hanno ingigantito tutto. Il presidente ha definito il viaggio di Ratcliffe “quasi di routine” e “un normale impegno di lavoro” che si tiene ogni sei mesi o una volta all’anno. Anzi, Trump ha smentito categoricamente che la Cia abbia lanciato alcun avvertimento a Mosca: “Non c’è stato alcun messaggio e non c’era nulla di insolito”. Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che non c’è stato alcun faccia a faccia tra Putin e Ratcliffe, poiché i contatti sono avvenuti esclusivamente a livello di agenzie di sicurezza. Inoltre, Peskov ha gelato le speranze di un rapido contatto politico, chiarendo che al momento non è in programma alcun colloquio tra Putin e Trump.

Tra “spauracchi” e minacce di escalation

Dal canto suo, il Cremlino bolla le preoccupazioni occidentali come pura propaganda. Peskov ha definito “spauracchi” senza alcun legame con la realtà le notizie di un piano russo per attaccare la Nato. Ma i toni ufficiali di Mosca restano durissimi. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha avvertito che qualsiasi contingente straniero in Ucraina che ostacoli l’operazione militare diventerà un “obiettivo militare legittimo”. La portavoce ha anche attaccato le esercitazioni militari che si terranno in autunno nei Paesi Ue al confine con l’Ucraina, bollandole come una “esercitazione di occupazione” che trascinerà ulteriormente la Nato nel conflitto.

Negoziati al capolinea e spettro nucleare

Dietro la facciata diplomatica, la tensione è alle stelle. Fonti vicine al Cremlino hanno rivelato a Bloomberg che Mosca considera ormai naufragati i canali di trattativa convenzionali. Le aspettative legate all’accordo che si riteneva raggiunto tra Putin e Trump al vertice di Anchorage, in Alaska, lo scorso anno sono state completamente abbandonate. Mosca accusa la Nato di essere direttamente coinvolta negli attacchi in territorio russo tramite la fornitura di armi e intelligence a Kiev. Per questo, la Russia starebbe valutando di intensificare gli attacchi lanciando potenti missili balistici convenzionali contro il centro di Kiev e le infrastrutture ucraine.

La mancanza di alternative diplomatiche ha persino spinto i falchi russi a riaprire il dibattito sull’uso di armi nucleari tattiche come extrema ratio. L’esperto Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, giudica il rischio “estremamente basso”: finché Mosca avrà margini per intensificare gli attacchi con armi convenzionali, sostiene, avrà “pochi incentivi a oltrepassare la soglia nucleare”.

Mosca ammette di sperare ancora in nuove proposte diplomatiche da parte degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel frattempo, la diplomazia balla sul filo del rasoio.

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