Spagna chiude spazio aereo ai voli Usa per l’Iran. Sánchez: “Guerra illegale”

La decisione spagnola costringe gli Stati Uniti a modificare le proprie rotte verso il Medio Oriente
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Pedro Sanchez
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez (Ftg)

Con una mossa che segna una rottura profonda nelle relazioni transatlantiche, la Spagna ha ufficialmente vietato il sorvolo del proprio spazio aereo a tutti i velivoli statunitensi coinvolti nell’offensiva contro l’Iran. Il provvedimento, rivelato da fonti militari a El País, trasforma la Penisola Iberica in un vero e proprio “muro invisibile” per i bombardieri e gli aerei cisterna americani, che sono ora costretti a modificare radicalmente le proprie rotte verso il Medio Oriente per evitare il territorio spagnolo.

Definendo l’operazione bellica guidata dagli Usa come “illegale e sconsiderata”, il governo di Pedro Sánchez ha scelto di portare la propria opposizione oltre il semplice diniego delle basi militari di Rota e Morón, sfidando apertamente le pressioni di Washington in nome della legalità internazionale.

Un veto totale, con poche eccezioni

Il divieto imposto dal governo spagnolo non riguarda solo il decollo e l’atterraggio, ma preclude il sorvolo del territorio nazionale anche agli aerei statunitensi di stanza in Paesi terzi, come il Regno Unito o la Francia. Secondo fonti della Difesa, i piani di volo legati all’operazione denominata dagli Usa “Epic Fury”, cioè furia epica, vengono sistematicamente respinti, inclusi quelli degli aerei cisterna necessari per il rifornimento in volo.

L’unica deroga concessa riguarda le situazioni di emergenza, nelle quali sarà autorizzato il transito o l’atterraggio per motivi di sicurezza immediata. Tuttavia, il controllo del traffico aereo spagnolo continua a fornire supporto alla navigazione per i bombardieri B-2 Spirit che transitano nello Stretto di Gibilterra: questo perché la Spagna non ha il potere legale di bloccare il passaggio in quel corridoio internazionale.

L’impatto sulla logistica statunitense e il ruolo degli alleati Ue

La mossa di Madrid ha complicato notevolmente le operazioni del Pentagono. Inizialmente, Washington aveva sondato il terreno per schierare i potenti bombardieri B-52H e B-1B Lancer proprio a Morón, ma il piano è stato ritirato dopo la ferma opposizione spagnola. Di conseguenza, gli Stati Uniti sono stati costretti a riposizionare la propria forza d’attacco a Fairford, nel Regno Unito, dopo che il premier britannico Keir Starmer ha ceduto alle pressioni di Donald Trump.

Per i piloti americani, questo significa rotte più lunghe e rischiose. Non potendo sorvolare la Spagna, i bombardieri diretti verso il Medio Oriente devono spesso circumnavigare la Penisola Iberica, appoggiandosi per il rifornimento alle basi francesi di Istres o a quella portoghese di Lajes, nelle Azzorre.

All’interno dell’Unione europea, la posizione della Spagna si distingue nettamente da quella dei partner. Se la Francia limita il suo supporto a missioni di difesa per i propri alleati nel Golfo, la Germania ospita a Ramstein il centro di controllo dei droni americani. Madrid, pur sbarrando i cieli all’offensiva, cerca comunque di onorare i propri impegni internazionali:

  • La Spagna mantiene una batteria di missili Patriot in Turchia e ha inviato la fregata Cristóbal Colón, la più moderna della Marina spagnola, a protezione di Cipro, seguendo i protocolli Nato e Ue.
  • I cacciatorpediniere della classe Arleigh Burke stazionati in Spagna sono stati impiegati nel Mediterraneo orientale per intercettare missili diretti contro Israele e la Turchia.

Le tensioni con Washington e il futuro del conflitto

La fermezza di Sánchez ha scatenato l’ira della Casa Bianca. Il presidente Donald Trump ha minacciato ritorsioni commerciali contro la Spagna per il mancato appoggio logistico. Il ministro dell’Economia spagnolo, Carlos Cuerpo, ha però ribadito che la decisione è coerente con la volontà di non partecipare a una guerra “iniziata unilateralmente e contro il diritto internazionale“.

Mentre il blocco dello Stretto di Hormuz sta già causando razionamenti energetici e inflazione in tutta Europa, la situazione rischia di precipitare ulteriormente. Gli analisti avvertono che la “neutralità tecnica” della Spagna potrebbe essere messa a dura prova se il conflitto dovesse evolvere verso attacchi diretti a infrastrutture civili o energetiche, costringendo i partner europei a una scelta di campo ancora più netta.