Iran, Francia invia difese antimissile a Cipro: Ue nel perimetro della guerra

La reazione dopo il drone che ha colpito la base Uk di Raf Akrotiri. La linea tra deterrenza e coinvolgimento europeo si assottiglia
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Emmanuel Macron invia difese a Cipro
Emmanuel Macron in un'immagine di repertorio (Afp)

Questa mattina Emmanuel Macron ha chiamato il presidente di Cipro Nikos Christodoulides per annunciare che la Francia invierà di sistemi di difesa aerea — anti-missile e anti-drone — più una fregata nell’isola. La decisione dell’Eliseo arriva in risposta all’attacco lanciato dall’Iran alla base aerea britannica Raf Akrotiri, nella parte meridionale di Cipro. La mossa, che è di natura difensiva, rappresenta inesorabilmente un ulteriore passo verso il coinvolgimento dell’Europa nel conflitto in Medio Oriente.

A seguito dell’intensificarsi delle tensioni, Parigi ha anche schierato caccia Rafale negli Emirati Arabi Uniti per proteggere le proprie basi militari e il personale nell’area.

La Francia si è anche detta “pronta a partecipare” alla difesa dei Paesi del Golfo e della Giordania esprimendo “Pieno sostegno ai Paesi trascinati in una guerra che non hanno scelto” tramite le parole del ministro degli Esteri Jean Noel Barrot che rafforza la posizione assunta con Regno Unito e Germania.

Cosa è successo ad Akrotiri

Domenica 1° marzo un drone Shahed di fabbricazione iraniana — probabilmente lanciato da Hezbollah — ha colpito la pista della base di Raf Akrotiri. I danni sono stati minimi (due altri droni erano stati intercettati prima di raggiungere l’obiettivo), gli strascichi no. Londra, titolare della base attaccata, ha parlato di “Cipro sotto tiro”, sollevando il timore di un’imminente offensiva militare contro l’Unione europea, passando dall’isola. Nicosia, che ha interesse a mantenere calme le acque e florido il turismo, ha smorzato i toni smentendo l’esistenza di un pericolo diretto e imminente per l’isola.

Da sottolineare che, nonostante la sua posizione geografica, la base di Akrotiri fa parte del territorio sovrano britannico.

La risposta coordinata di Parigi e Atene

La Francia non si è mossa da sola. La Grecia aveva già inviato quattro F-16 e fregate equipaggiate con il sistema Centauros, concepito specificamente per l’abbattimento di droni e missili a corto raggio. Parigi ha poi seguito l’iniziativa di Atene, implementando un sistema di difesa che copre sia la dimensione aerea che quella navale.

Non è ancora stato reso noto il modello esatto dei sistemi anti-aerei francesi che verranno dispiegati. Nelle ultime operazioni di deterrenza regionale, la Francia ha impiegato il sistema Samp/T (Surface-to-Air Missile Platform/Terrain), basato sui missili Aster, capace di intercettare missili balistici a corto e medio raggio oltre che droni. È plausibile che sia questo il sistema inviato in soccorso di Cipro, ma al momento non ci sono conferme in tal senso.

Macron: “Inorriditi da attacchi sproporzionati dell’Iran”

In una dichiarazione congiunta del formato E3 con Germania e Regno Unito, il presidente francese Emmanuel Macron aveva usato toni netti sulla risposta di Teheran: “Siamo inorriditi per gli attacchi missilistici indiscriminati e sproporzionati lanciati dall’Iran contro i Paesi della regione, compresi quelli che non erano coinvolti nelle operazioni militari iniziali di Stati Uniti e Israele“. Per questo, ha continuato, “siamo pronti a prendere misure per salvaguardare i nostri interessi e quelli dei nostri partner, anche facilitando azioni difensive necessarie e proporzionate per neutralizzare alla fonte la capacità dell’Iran di lanciare missili e droni”.

Sentito da i24News, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha confermato: “La Francia è pronta a difendere i suoi partner se lo richiedono”.

Von der Leyen sulla tutela di Cipro

La mossa francese si inserisce nel quadro delineato da Ursula von der Leyen, che ieri ha scritto su X: “Sebbene la Repubblica di Cipro non sia stata l’obiettivo, noi restiamo collettivamente, con fermezza e senza ambiguità, al fianco dei nostri Stati membri di fronte a qualsiasi minaccia”.

La presidente della Commissione europea ha inquadrato Cipro come un punto di tensione nel perimetro Ue, proprio perché l’isola — l’unico stato Ue del Mediterraneo orientale senza alleanze di difesa bilaterale con una grande potenza — si trova nell‘immediata prossimità di un’area in cui operano Iran, Hezbollah e proxy sciiti.

Deterrenza o escalation?

I rapporti tra Usa e Iran sono definitivamente deteriorati, come confermato dal Segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran, Ali Larijani, secondo cui “Trump ha tradito l”America First’ per adottare l”Israele first'”, come ha scritto su X.

La domanda che si pone a questo punto è se un dispiegamento militare europeo rischi di trasformare Cipro in un nodo della crisi iraniana. La risposta dipende dalla funzione dei sistemi inviati: sono esclusivamente difensivi — intercettano oggetti in arrivo, senza potere offensivo — e il loro posizionamento segnala che l’Europa intende proteggere il proprio spazio, non allargare il conflitto.

C’è però un elemento da non sottovalutare: la base di Raf Akrotiri è una delle piattaforme operative più sensibili del Mediterraneo orientale, utilizzata da Stati Uniti e Regno Unito per missioni di intelligence, rifornimento e proiezione nella regione. Difendere Cipro significa, anche indirettamente, rispondere agli attacchi di Teheran. Proprio quello che avviene tra due forze che entrano in guerra.