Il ritorno del Labour, Keir Starmer primo ministro del Regno Unito

Il partito laburista riporta la vittoria dopo 14 anni di governo conservatore
1 settimana fa
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Keir Starmer, primo ministro del Regno Unito (AFP)

Il partito laburista, sotto la guida di Keir Starmer, ha ottenuto una vittoria travolgente nelle elezioni generali del Regno Unito, ponendo fine a 14 anni di governo conservatore. Questo cambiamento rappresenta una svolta significativa nella politica britannica, promettendo un “rinnovamento nazionale” in un momento critico per il paese.

La vittoria del Labour

La vittoria del Partito Laburista nelle elezioni generali del 2024 rappresenta un punto di svolta nella politica britannica, segnando la fine di 14 anni di governo conservatore. Keir Starmer, visibilmente emozionato, ha parlato ai suoi sostenitori in festa nel centro di Londra, dichiarando: “Ce l’abbiamo fatta! Il cambiamento inizia ora“. Questo trionfo è stato attribuito agli sforzi collettivi del partito, riconoscendo il duro lavoro dei volontari e dei sostenitori: “Hai fatto campagna per questo, hai combattuto per questo, hai votato per questo e ora è arrivato”.

Il nuovo primo ministro ha sottolineato che il Labour è pronto a servire il paese e a riportare la Gran Bretagna al servizio dei lavoratori, evidenziando la grande responsabilità che deriva da un mandato così ampio. “Il nostro compito non è niente di meno che rinnovare le idee che tengono unito questo Paese”, ha affermato Starmer, impegnandosi a ristabilire la giusta possibilità di progresso per chi lavora duro e rispetta le regole. Questo messaggio di rinnovamento nazionale ha risuonato profondamente in un elettorato stanco delle politiche divisive e della stagnazione economica che hanno caratterizzato gli anni recenti.

La campagna di Starmer ha mirato a riunificare il partito e a presentare un programma pragmatico e progressista, capace di affrontare le sfide economiche e sociali del paese. Tra le promesse chiave del suo governo, ci sono il miglioramento dei servizi pubblici, la risoluzione della crisi del costo della vita e la promozione di una leadership stabile e trasparente. La sua enfasi sul cambiamento e sulla responsabilità ha permesso al Labour di riguadagnare la fiducia di molti elettori, inclusi quelli disillusi dalle recenti crisi politiche ed economiche.

La sconfitta dei conservatori

Il primo ministro uscente, Rishi Sunak, ha ammesso la sconfitta del Partito Conservatore, descrivendo il verdetto del pubblico come “serio” e riconoscendo la necessità di una riflessione profonda sulle cause di questa débâcle elettorale. In un discorso sobrio e misurato, Sunak ha accettato la responsabilità della perdita, enfatizzando l’importanza di una transizione ordinata e pacifica del potere. “Oggi il potere cambierà mano in modo ordinato e pacifico. C’è molto da imparare e su cui riflettere, e mi assumo la responsabilità della perdita”, ha affermato.

La sconfitta dei Conservatori, che hanno governato il Regno Unito per 14 anni, riflette un accumulo di insoddisfazione pubblica verso la gestione del paese durante gli ultimi anni. Diversi fattori hanno contribuito a questa disfatta. La leadership di Sunak è stata segnata da una serie di sfide economiche, tra cui l’aumento dell’inflazione, una crisi del costo della vita e una percezione diffusa di inefficienza e scandali all’interno del partito. Il suo predecessore, Liz Truss, ha avuto un mandato eccezionalmente breve e tumultuoso, durato solo 49 giorni, durante il quale le sue politiche economiche hanno scatenato una crisi finanziaria che ha ulteriormente eroso la fiducia nel partito.

Un altro fattore cruciale è stata la gestione della pandemia da Covid-19, durante la quale il Partito Conservatore ha affrontato critiche severe per le violazioni delle norme da parte di alti funzionari, inclusi i festeggiamenti durante i lockdown. Questo scandalo, noto come “Partygate”, ha danneggiato irreparabilmente la reputazione del partito, evidenziando un divario tra la leadership e il cittadino comune.

Mentre Sunak si prepara a lasciare Downing Street e a consegnare formalmente le dimissioni a Re Carlo III, il partito conservatore si trova a un bivio. La sconfitta rappresenta non solo una battuta d’arresto politica, ma anche un’opportunità per un rinnovamento interno e una riflessione su come riconnettersi con le esigenze e le speranze dei cittadini britannici.

Farage eletto per la prima volta

Nigel Farage è stato eletto per la prima volta alla Camera dei Comuni, segnando un momento significativo nella sua carriera politica. Questo successo è giunto grazie al suo partito, Reform UK, che ha conquistato quattro seggi secondo i dati della BBC e del Guardian. Farage ha ottenuto una vittoria decisiva a Clacton, con un margine di oltre 8.000 voti, dimostrando il suo persistente appeal tra gli elettori britannici.

Per quasi tre decenni, Farage è stato una figura di spicco nel panorama politico britannico, noto soprattutto per il suo fervente euroscetticismo e il ruolo di leader dell’UK Independence Party e successivamente del Brexit Party. La sua battaglia per la Brexit è stata fondamentale nel condurre il Regno Unito fuori dall’Unione Europea, segnando un punto di svolta nella politica britannica moderna.

Farage, 60enne carismatico e populista, è stato anche un sostenitore dichiarato di Donald Trump, tanto da essere considerato per il ruolo di ambasciatore britannico a Washington dal presidente americano. La sua piattaforma politica si concentra su proposte radicali come la riduzione delle tasse, la lotta contro la criminalità e un severo controllo sull’immigrazione, temi che hanno risonato tra gli elettori delusi dal tradizionale establishment politico.

Sotto la guida di Reform UK, Farage ha descritto la sua leadership come una “rivolta politica” contro lo status quo che ritiene inefficace e disfunzionale. Durante la campagna elettorale, il suo partito ha visto un aumento significativo dei consensi, passando dall’11% iniziale fino al 19% a metà giugno, superando anche i Tory in alcuni sondaggi elettorali.

Tuttavia, nonostante i suoi successi elettorali, Farage rimane una figura polarizzante nella politica britannica. La sua retorica provocatoria e le sue posizioni decise hanno suscitato sia apprezzamenti che critiche, con alcuni che lo ritengono divisivo e altri che lo considerano un campione della sovranità nazionale. Con la Brexit ormai realtà, Farage cerca di ridefinire il panorama politico britannico, promuovendo una visione radicale di cambiamento e riforma. Il suo recente trionfo con Reform UK rappresenta solo il primo passo verso ciò che Farage ha previsto come “qualcosa che stupirà tutti”, anticipando una nuova fase di agitazione politica sotto la sua guida.

Affluenza e risultati elettorali

Le elezioni generali del 2024 nel Regno Unito sono state caratterizzate da un dato significativo: il tasso di affluenza alle urne ha raggiunto un minimo storico in oltre 20 anni, con solo il 59,8% degli elettori che si è recato a votare. Questo rappresenta un netto calo rispetto al 67,3% registrato nel 2019 e riflette un generale senso di disillusione e stanchezza tra gli elettori britannici. La partecipazione elettorale in diminuzione è stata attribuita a diversi fattori, tra cui la crescente sfiducia nelle istituzioni politiche, le difficoltà economiche e un panorama politico percepito come stagnante e privo di soluzioni concrete ai problemi quotidiani delle persone.

Nonostante l’affluenza bassa, i risultati delle elezioni sono stati decisamente chiari e inequivocabili. Secondo gli ultimi dati della BBC, il Partito Laburista ha ottenuto una vittoria schiacciante, conquistando 410 seggi su un totale di 650. Al contrario, i Conservatori si sono fermati a soli 116 seggi, subendo una delle peggiori sconfitte nella loro storia recente. Il successo del Partito Reform UK, guidato da Nigel Farage, che ha conquistato quattro seggi, segna, invece, un risultato significativo per un partito emergente.

Questa vittoria laburista è stata marcata da una serie di sconfitte emblematiche per il partito conservatore. Tra le più significative, quella dell’ex Primo Ministro Liz Truss, che ha perso il seggio di South West Norfolk a favore del candidato laburista Terry Jermy. La sconfitta di Truss è stata particolarmente simbolica, dato il suo ruolo di breve durata ma di grande impatto come Primo Ministro. Anche altre figure di spicco dei Conservatori, come Penny Mordaunt, Grant Shapps e Jacob Rees-Mogg, hanno perso i loro seggi, evidenziando quella che molti commentatori hanno descritto come una notte “disastrosa” per il partito.

Le reazioni internazionali

La vittoria di Keir Starmer alle elezioni generali nel Regno Unito ha suscitato reazioni positive e congratulazioni da parte di leader e figure di spicco a livello internazionale. Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, ha espresso il suo supporto su X, sottolineando l’importanza della cooperazione tra Unione Europea e Regno Unito. Ha descritto il Regno Unito come un “partner cruciale per l’UE, cooperando in tutti i settori di interesse reciproco per i nostri cittadini”. Michel ha manifestato la sua volontà di lavorare con il nuovo governo britannico su questioni fondamentali come la stabilità, la sicurezza, l’energia e le migrazioni. Ha anche anticipato un incontro alla riunione della Comunità Politica Europea il 18 luglio nel Regno Unito, dove saranno discussi questi temi comuni.

Analogamente, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha espresso il suo desiderio di stabilire una “partnership costruttiva” con il governo laburista di Starmer. Ha enfatizzato l’importanza di affrontare insieme le sfide comuni e di rafforzare la sicurezza in Europa, sottolineando il suo impegno a lavorare con Starmer e il suo governo per affrontare tali questioni in modo collaborativo.

Oltre alle istituzioni europee, altri leader internazionali hanno accolto con favore la vittoria di Starmer. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto il Regno Unito come un alleato affidabile, auspicando successo al nuovo governo entrante. Anche il Primo Ministro canadese Justin Trudeau ha condiviso un messaggio di congratulazioni, definendo Starmer “un amico” e mostrando la volontà di costruire un futuro progressista e equo con il Regno Unito.

Queste reazioni internazionali sottolineano il riconoscimento della figura di Keir Starmer non solo come nuovo leader britannico, ma anche come partner chiave nella cooperazione internazionale per affrontare sfide globali e promuovere la stabilità e la sicurezza regionale ed europea.

Chi è Keir Starmer?

Keir Starmer è una figura centrale della politica britannica, con radici profonde nella classe lavoratrice e una carriera distinta sia come avvocato che come leader politico. Nato nel 1962 a Southwark, Londra, Starmer è cresciuto in una famiglia profondamente laburista, dove il padre era operaio e la madre infermiera, affetta da una rara malattia autoimmunitaria. La sua infanzia nella modesta casetta a schiera nel Surrey ha lasciato un segno indelebile, definendola come una fonte di stabilità che ha influenzato il suo impegno per l’edilizia pubblica.

Educato presso la Reigate Grammar School e successivamente all’Università di Leeds e a Oxford, Starmer si è laureato in giurisprudenza e ha sviluppato una carriera come avvocato specializzato in diritti umani. Ha difeso pro bono gli attivisti McLibel accusati da McDonald’s, un impegno che riflette il suo forte senso di giustizia sociale e impegno civico.

Nel 2008, è stato nominato Direttore della Pubblica Accusa per l’Inghilterra e il Galles, un ruolo che ha occupato fino al 2013, guadagnandosi il titolo di baronetto per i suoi servizi nel campo della giustizia penale. Il suo ingresso in politica avviene nel 2015, quando è stato eletto deputato per Holborn e St Pancras, diventando rapidamente una figura di spicco all’interno del Partito Laburista.

Sotto la leadership di Jeremy Corbyn, Starmer è stato segretario ombra alla Brexit, giocando un ruolo cruciale nel dibattito nazionale e nel partito sulla questione europea. La sua posizione pragmatica e il suo impegno per un secondo referendum hanno riflettuto un approccio equilibrato e orientato al compromesso, rafforzando la sua reputazione come leader competente e orientato alla soluzione dei problemi.

Eletto leader del partito laburista nel 2020, Starmer ha intrapreso una significativa svolta riformista, distanziandosi dalle posizioni più radicali della precedente leadership. La sua leadership si è concentrata sulla modernizzazione del partito, riconquistando la fiducia degli elettori moderati e centristi, con un’immagine di stabilità, competenza e unità nazionale.

La vittoria storica del Partito Laburista alle elezioni generali del 2024, sotto la guida di Starmer, ha segnato un punto di svolta nella politica britannica. La sua visione di un “rinnovamento nazionale” e un governo al servizio del popolo ha risonato profondamente con un elettorato desideroso di cambiamento dopo anni di instabilità sotto i governi conservatori. Starmer si presenta ora come una figura di speranza e rinnovamento, pronta a guidare il Regno Unito in una nuova era di prosperità e unità. Dopo anni di turbolenze politiche ed economiche, il paese guarda al futuro con rinnovata speranza e aspettative elevate. Con questa storica vittoria, Starmer si prepara a varcare le porte del numero 10 di Downing Street. Il compito che lo attende è arduo, ma il mandato conferitogli dagli elettori rappresenta un’opportunità storica per rinnovare e unire la nazione, riaffermando al contempo un ruolo cooperativo e significativo sulla scena internazionale.