Starmer pronto a guidare il Regno Unito? Elezioni decisive mentre i Tory fronteggiano Farage

Le elezioni e il destino delle relazioni post-Brexit con l'UE, tra il rinnovo della cooperazione economica e diplomatica e le incognite politiche
2 settimane fa
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Uk, Giorno Delle Elezioni Generali Nel Regno Unito
Vista del Palazzo di Westminster con il Big Ben a Londra, il giorno delle elezioni nel Regno Unito (IPA/Fotogramma)

Il Regno Unito si trova in una fase cruciale della sua storia politica mentre gli elettori si recano alle urne per la prima volta dopo le elezioni parlamentari del 12 dicembre 2019. Con i seggi aperti dalle 7 di questa mattina fino alle 22, l’attesa è palpabile. Queste elezioni potrebbero segnare un cambiamento significativo nel panorama politico britannico.

Un’opportunità storica per il Labour

Keir Starmer, leader del Labour, è pronto a capitalizzare l’ondata di malcontento contro il Partito Conservatore. Dopo aver assunto la guida dell’opposizione nel 2020, Starmer ha guadagnato terreno, beneficiando delle controversie che hanno afflitto i conservatori, dalla Brexit alla gestione della pandemia di Boris Johnson. La caduta di Johnson, seguita dal breve e tumultuoso mandato di Liz Truss, ha lasciato un vuoto che Rishi Sunak, nonostante la sua esperienza, non è riuscito a colmare.

Starmer ha promesso una svolta riformista per il Labour, mirata a recuperare gli elettori persi nelle roccaforti storiche del partito nel Nord dell’Inghilterra e nelle Midlands, conosciute come la “Red Wall”. La sua strategia sembra aver dato i suoi frutti, con i sondaggi che danno il Labour in testa con un vantaggio del 20%.

La sfida interna dei conservatori e l’incubo Farage

Il Partito Conservatore, al governo da 14 anni, sta affrontando una crisi senza precedenti. I sondaggi indicano una perdita di popolarità che potrebbe tradursi nella peggior performance elettorale dei Tory negli ultimi 200 anni. Sunak ha fatto campagna esortando gli elettori a non dare un “assegno in bianco” a Starmer, ma i dati suggeriscono che potrebbe non essere sufficiente.

Parallelamente, Nigel Farage e il suo Reform UK stanno guadagnando terreno. Farage, figura centrale nella campagna per la Brexit, è tornato alla ribalta, cercando di posizionare il suo partito come una valida alternativa ai conservatori. La sua retorica populista e la critica alla gestione post-Brexit hanno risuonato con una parte significativa dell’elettorato.

Gli scenari post-elettorali

Secondo le proiezioni, il Labour potrebbe ottenere fino a 424 dei 650 seggi disponibili, molto più dei 326 necessari per una maggioranza. Questa vittoria darebbe a Starmer una solida base per implementare le sue riforme. Una figura di spicco del possibile nuovo governo sarebbe Rachel Reeves, ex economista della Bank of England e attuale cancelliere ombra dello Scacchiere.

Il re Carlo III, che riceverà il futuro primo ministro domani, si troverà ad approvare un nuovo capo del governo in un momento di grande trasformazione per il paese. La Scozia, con lo Scottish National Party che continua a spingere per l’indipendenza, potrebbe giocare un ruolo chiave nei futuri sviluppi politici.

Il futuro delle relazioni tra Regno Unito e UE

Le elezioni nel Regno Unito potrebbero segnare un punto di svolta nelle complesse relazioni post-Brexit con l’Unione Europea. Con il Labour di Keir Starmer in posizione di vantaggio, si profila un potenziale cambio di rotta nelle trattative economiche e diplomatiche con Bruxelles. Starmer ha delineato una strategia che mira a migliorare la cooperazione con l’UE su diverse fronti, pur non cercando il rientro nel mercato unico o nell’unione doganale.

L’obiettivo principale è ridurre le restrizioni commerciali, semplificare i controlli agroalimentari e facilitare il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali per agevolare gli esportatori britannici. Tuttavia, l’UE ha mantenuto una posizione ferma sulla necessità di un approccio equo e non discriminatorio nelle trattative con il Regno Unito, tenendo conto delle proprie sfide interne ed esterne mentre cerca di stabilire un nuovo equilibrio post-Brexit.

Curiosità: perché si vota di giovedì?

Il Regno Unito ha una tradizione consolidata di tenere le elezioni di giovedì. Questo uso risale al 1931, quando il Representation of the People Act stabilì il giovedì come giorno fisso per le elezioni. Le ragioni dietro questa scelta includono motivi pratici e storici: il giovedì è visto come un giorno lontano dal fine settimana, riducendo il rischio che il voto sia influenzato da attività di svago o eventi sociali. Inoltre, essendo un giorno lavorativo, l’affluenza alle urne è considerata più stabile e prevedibile, poiché la maggior parte delle persone è meno propensa a viaggiare o prendere ferie. Questa tradizione ha resistito alla prova del tempo, contribuendo a un’organizzazione più efficiente delle elezioni nel paese.

Un nuovo capitolo per il Regno Unito

Queste elezioni rappresentano un punto di svolta per il Regno Unito. Con il Labour in testa e i conservatori che rischiano una sconfitta storica, il panorama politico potrebbe vedere un cambiamento radicale. Tuttavia, l’incognita rappresentata da Farage e il Reform UK aggiunge un ulteriore livello di complessità. Gli elettori britannici si trovano di fronte a una scelta cruciale che definirà il futuro del paese per i prossimi anni.

Mentre attendiamo i risultati, una cosa è certa: il Regno Unito sta entrando in una nuova era politica, con sfide e opportunità che richiederanno una leadership forte e una visione chiara per il futuro.