Più europei fanno sport, ma servono soldi e luoghi sicuri: cosa rivela il nuovo Eurobarometro

Il 38% degli europei fa esercizio più volte alla settimana. A spingere sono soprattutto salute fisica, relax e benessere mentale. Ma chi ha poche risorse economiche continua a fare difficoltà
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Sport
Strumenti per fare sport (Canva)

Gli europei si muovono di più. La quota di cittadini dell’Unione che dichiara di non fare mai esercizio fisico o sport è scesa dal 45% del 2022 al 39% nel 2026, mentre aumenta la frequenza con cui una parte della popolazione pratica attività fisica. È quanto emerge dal sesto Eurobarometro speciale su sport e attività fisica, pubblicato dalla Commissione europea alla vigilia della Settimana europea dello sport.

Il 38% degli europei dichiara oggi di fare esercizio più volte alla settimana, con un aumento di 6 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Sale anche la quota di chi pratica attività fisica quasi ogni giorno, arrivata al 9%, tre punti percentuali in più rispetto al 2022.

Il quadro mostra quindi un aumento dell’attività fisica nell’Unione europea, ma restano differenze rilevanti tra i diversi gruppi della popolazione.

La salute mentale spinge gli europei a fare sport

La motivazione più citata per praticare sport o attività fisica è migliorare o mantenere la propria salute fisica, indicata dal 44% degli intervistati. Il 39% afferma invece di muoversi per rilassarsi, mentre il 26% indica esplicitamente il miglioramento della salute mentale.

Considerando anche il relax come una forma di sostegno al benessere mentale, il 65% considera quest’ultimo come la motivazione più importante per l’attività fisica.

Cambiano, almeno in parte, i luoghi e le modalità con cui gli europei fanno movimento. Parchi e spazi all’aperto restano la soluzione più diffusa, scelta dal 47% degli intervistati, una quota stabile rispetto al 2022.

Cresce il ricorso a strutture per la salute e il fitness, passato dal 33% al 39%, ma l’incremento più marcato riguarda il pendolarismo attivo: la quota di chi integra l’attività fisica nei propri tragitti quotidiani (andare a piedi, in bicicletta, con i pattini o in monopattino non elettrico) è salita dal 24% al 37%. Anche l’uso dei trasporti pubblici può essere considerato parzialmente attivo se include tratti significativi a piedi o in bici.

Età, istruzione e condizioni economiche fanno ancora la differenza

L’Eurobarometro evidenzia differenze nella partecipazione allo sport in base alle caratteristiche socio-demografiche. I più giovani, le persone con livelli di istruzione più elevati e quelle che incontrano minori difficoltà economiche tendono a praticare sport e attività fisica con maggiore frequenza. Al contrario, la partecipazione diminuisce tra le persone più anziane e i pensionati.

Le differenze tra uomini e donne risultano sfumate, con gli uomini che rimangono leggermente più propensi a praticare regolarmente sport e attività fisica.

Su questo punto la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per i Diritti sociali Roxana Mînzatu ha sottolineato come l’accesso allo sport continui a dipendere troppo da reddito, età e istruzione, indicando tra le priorità l’accessibilità economica delle attività sportive e la disponibilità di luoghi sicuri in cui fare esercizio.

Tutti dovrebbero avere accesso a sport a prezzi accessibili e luoghi sicuri per esercitarsi, vicino a casa. Ciò significa aprire le porte ai bambini le cui famiglie non possono permettersi le tasse del club, agli anziani e alle persone con disabilità”, ha sottolineato.

Eurobarometro grafiche sullo sport nell'Ue
Source: Special Eurobarometer 574 on ‘Sport and physical activity’ – April-May 2026

Dal 23 settembre torna la Settimana europea dello sport

I dati Eurostat arrivano alla vigilia della Settimana europea dello sport 2026, in programma dal 23 al 30 settembre. Si tratta di un’iniziativa nata nel 2015 per mano della Commissione europea, con lo scopo di promuovere sport e attività fisica attraverso la campagna #BeActive. Il messaggio scelto per il 2026 è “#BeActive Your Way”: l’obiettivo è incoraggiare le persone a muoversi secondo le proprie possibilità, senza legare l’attività fisica alla competizione o a particolari livelli di preparazione.

“La Settimana europea dello sport è un invito a muoversi in qualsiasi modo funzioni per te e ad aiutare gli altri a partecipare”, ha spiegato ancora Mînzatu.

La campagna si rivolge infatti a persone di tutte le età e abilità e propone anche forme semplici di movimento, dall’attività organizzata al camminare, fino ai piccoli cambiamenti nella vita quotidiana.

È dimostrato che un’attività fisica regolare e adeguata contribuisce a prevenire, gestire e guarire dalle malattie non trasmissibili, tra cui malattie cardiovascolari, tumori, diabete e disturbi mentali. Ciononostante, come emerge dall’indagine Eurobarometro, la sedentarietà rimane una sfida importante in tutta l’Ue.

Dal lancio dell’iniziativa, secondo i dati della Commissione, la Settimana europea dello sport ha coinvolto 118 milioni di partecipanti attraverso oltre 433mila attività. Per l’edizione 2026 sono previsti migliaia di eventi in Europa, organizzati in scuole, parchi, luoghi di lavoro, palestre e altri spazi.