Il mese di maggio segna, in tutta l’Unione europea, lo European Diversity Month, l’iniziativa promossa dalla Commissione europea per richiamare l’attenzione sull’importanza della diversità e dell’inclusione nei luoghi di lavoro e nella società. L’edizione 2026 ha come tema “Building inclusive labour market for all”, costruire un mercato del lavoro inclusivo per tutti: un’indicazione che collega direttamente il dibattito su pari opportunità, non discriminazione e rappresentanza alla dimensione occupazionale, alla partecipazione e all’accesso alle opportunità professionali.
La Commissione definisce il Mese europeo della diversità come un’occasione per coinvolgere imprese, organizzazioni pubbliche e private, enti del terzo settore e istituzioni in attività dedicate alla valorizzazione delle differenze. L’iniziativa invita le organizzazioni a realizzare eventi interni ed esterni, momenti di formazione, campagne di comunicazione e iniziative pubbliche durante tutto il mese di maggio, con la possibilità di registrarle nella mappa europea degli eventi. L’obiettivo dichiarato è aumentare la visibilità dei diversi gruppi presenti nella società e promuovere ambienti di lavoro in cui prospettive differenti possano essere riconosciute e incluse.
L’edizione 2026 si colloca inoltre in continuità con un altro appuntamento europeo dedicato all’inclusione. Il 21 aprile la Commissione europea ha annunciato i vincitori dello European Capitals of Inclusion and Diversity Award 2026, il premio che riconosce città, comuni e regioni dell’Unione impegnati in politiche locali per l’uguaglianza e la non discriminazione. La cerimonia ha segnato anche il lancio del Mese europeo della diversità 2026. Secondo la Commissione, i vincitori di quest’anno provengono da Belgio, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Spagna.
Il Mese europeo della diversità e il focus 2026 sul mercato del lavoro
Il Mese europeo della diversità è parte dell’impegno della Commissione europea per contrastare la discriminazione e promuovere luoghi di lavoro più inclusivi. La campagna si rivolge in modo particolare ai datori di lavoro e alle organizzazioni, chiamati a rendere visibili le proprie iniziative e a contribuire alla costruzione di ambienti professionali più aperti. Nel 2026 il tema del mercato del lavoro inclusivo concentra l’attenzione su accesso, partecipazione e valorizzazione delle competenze, indipendentemente da sesso, età, origine razziale o etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, orientamento sessuale o altre condizioni personali e sociali.
La formulazione scelta per il 2026, “Costruire un mercato del lavoro inclusivo per tutti”, consente di leggere la diversità non solo come tema di rappresentanza, ma come elemento legato al funzionamento dei sistemi occupazionali. Un mercato del lavoro inclusivo presuppone procedure di accesso più eque, contesti professionali accessibili, percorsi di crescita non discriminatori e strumenti che permettano alle persone di partecipare alla vita lavorativa in condizioni di pari opportunità. La Commissione, nella pagina dedicata alla campagna, richiama esplicitamente il ruolo delle organizzazioni nel promuovere iniziative durante il mese di maggio e nel dare continuità alle attività anche oltre la ricorrenza annuale.
Il tema si inserisce nel quadro delle Diversity Charters, le Carte della diversità presenti nei Paesi europei, che riuniscono organizzazioni impegnate a promuovere diversità e inclusione nei luoghi di lavoro. In Italia il riferimento è la Carta per le Pari Opportunità e l’Uguaglianza sul Lavoro, promossa da Fondazione Sodalitas. La Fondazione, che si occupa di il cui core è la sostenibilità d’impresa e la responsabilità sociale, ha indicato il tema 2026 come coerente con il lavoro portato avanti attraverso la Carta, sottolineando il collegamento tra pari opportunità, diversity & inclusion e costruzione di un’Europa più equa e competitiva.
L’adesione formale basta? La risposta è no. La stessa impostazione del Mese europeo della diversità richiama infatti le organizzazioni non solo a dichiarare un impegno, ma a renderlo visibile attraverso iniziative, attività e pratiche. L’iscrizione a una Carta o la partecipazione a una campagna europea rappresentano un punto di partenza; la dimensione sostanziale riguarda invece la capacità di tradurre i principi in interventi organizzativi, formativi e gestionali. Nel caso del lavoro, questo significa agire su selezione, accessibilità, sviluppo professionale, conciliazione, contrasto alle discriminazioni e partecipazione ai processi decisionali.
Le Capitali europee dell’inclusione e della diversità 2026
Il focus 2026 sul mercato del lavoro inclusivo per tutti non riguarda soltanto imprese e organizzazioni. L’accesso al lavoro dipende anche da condizioni esterne: servizi, mobilità, accessibilità degli spazi, politiche attive, formazione, strumenti per la conciliazione e capacità delle amministrazioni locali di intercettare persone e gruppi che rischiano di restare ai margini. È in questo quadro che si inserisce l’European Capitals of Inclusion and Diversity Award 2026, istituito dalla Commissione europea per riconoscere il lavoro delle autorità locali nella promozione dell’inclusione e nella lotta alla discriminazione. L’edizione 2026 è la quinta e prevede diverse categorie, tra cui quelle per autorità locali con più o meno di 50mila abitanti, un premio specifico dedicato al mercato del lavoro inclusivo e un riconoscimento assegnato tramite voto pubblico.
Nella categoria delle autorità locali con più di 50mila abitanti, l’oro 2026 è stato assegnato a Józsefváros, l’ottavo distretto di Budapest, in Ungheria. L’argento è andato a Leuven, in Belgio, mentre il bronzo è stato assegnato a Leiden, nei Paesi Bassi. Nella categoria delle autorità locali con meno di 50mila abitanti, i riconoscimenti hanno premiato realtà spagnole: oro a Errenteria, argento a Orio e bronzo a San Xoán de Río.
L’edizione 2026 ha previsto anche uno specifico riconoscimento per le autorità locali impegnate nella costruzione di mercati del lavoro inclusivi. In questa categoria il bronzo è stato assegnato alla Città metropolitana di Milano, per il progetto Claudia!, ispirato alla Nobel Claudia Goldin, con cui sono state supportate oltre 70 organizzazioni sul tema della parità di genere nel lavoro. Il riconoscimento si inserisce in un quadro più ampio di interventi sul lavoro inclusivo, che comprende anche il Piano Emergo: nel primo semestre 2025, il programma ha coinvolto 1.603 persone in misure attive per l’occupazione di persone con disabilità.
L’Italia è stata premiata anche con Marsicovetere, in Basilicata, a cui è stato attribuito il Public Choice Award. Le iniziative premiate riguardano accessibilità, servizi educativi, sport paralimpico, corsi di lingua dei segni, facilitazione digitale e attività per persone con disabilità: interventi che rafforzano le condizioni di partecipazione sociale e autonomia, alla base anche dell’accesso alle opportunità formative e lavorative. Il premio mostra così che il tema dell’inclusione non riguarda solo le grandi aree urbane, ma anche i piccoli comuni e la loro capacità di costruire servizi di prossimità.
