Il Parlamento europeo tutela i veicoli storici: esenzione dal regolamento sul fine vita

È la prima volta che un regolamento europeo riconosce in modo diretto il legame tra patrimonio automobilistico e patrimonio culturale europeo
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Auto storiche ue canva

Il Parlamento europeo ha deciso di tutelare le auto di interesse storico, escludendoli dal regolamento sulla fine del ciclo di vita dei veicoli. È la prima volta che un regolamento europeo riconosce in modo diretto il legame tra patrimonio automobilistico e patrimonio culturale europeo.

Cosa prevede l’articolo 14

Il cuore della tutela è nell’articolo 14, in base al quale i veicoli di interesse storico sono esentati dagli obblighi relativi al trasferimento di proprietà, all’esportazione e ai requisiti di fine vita. L’esenzione si estende anche ai veicoli riconosciuti da uno Stato membro come aventi un particolare interesse culturale: la norma cita espressamente veicoli in possesso di collezionisti o musei, vetture costruite su misura e veicoli da competizione.

Un elemento importante è che la tutela non si limita ai veicoli completi: riguarda anche quelli in fase di restauro e i relativi pezzi di ricambio. La decisione di salvare e restaurare un veicolo storico resta in capo esclusivamente al proprietario.

Da sottolineare che la storicità del veicolo non è retroattiva: se al momento dell’entrata in vigore del regolamento, il veicolo non avrà ancora acquisito lo status di interesse storico e culturale, sarà assoggettato alle regole sul fine vita. Il veicolo rientra automaticamente nell’ambito del regolamento, con tutti gli obblighi che ne derivano, anche se lo Stato decide di revocare il riconoscimento.

Il nodo del riconoscimento nazionale

La tutela europea si fonda su un presupposto che rimane in capo ai singoli Stati membri: il riconoscimento del valore storico del veicolo nel Paese di immatricolazione. Senza quel riconoscimento, l’esenzione non si attiva. Per i proprietari e le associazioni di settore, questo significa che mantenere alta la consapevolezza istituzionale del valore storico dei veicoli — a livello nazionale — è condizione necessaria per beneficiare delle garanzie europee.

La Federazione Internazionale dei Veicoli Storici (Fiva) ha seguito il dossier per diversi anni, interagendo con le istituzioni europee durante l’intero processo legislativo. Il presidente Alberto Scuro ha definito “molto soddisfacente” il risultato ottenuto e ha sottolineato il vantaggio di avere le tutele inserite direttamente in un regolamento, evitando la variabilità dei recepimenti nazionali. “Collaborare con le autorità in modo costruttivo e onesto funziona e vale davvero la pena”, ha aggiunto, offrendo una riflessione che va oltre la singola norma.

Il regolamento sul fine vita e la strategia europea di economia circolare

Il caso è rilevante anche come precedente politico. Il regolamento sul fine vita dei veicoli si inserisce nel quadro più ampio della strategia europea sull’economia circolare e sulla gestione dei rifiuti industriali.

Il regolamento entrerà in vigore in tutti gli Stati membri dopo l’approvazione formale del Consiglio e la pubblicazione del testo definitivo. Sarà pienamente operativo due anni dopo. Trattandosi di un regolamento (e non di una direttiva), non sono previsti periodi di recepimento nazionali, e le disposizioni si applicheranno in modo uniforme in tutta l’Unione.