Elezioni Bulgaria, la filorussa Iotova diventa presidente e affianca il premier Radev: cosa cambia per l’Ue

Iotova vince le presidenziali e rafforza la linea del governo favorevole al dialogo con Mosca. Le reazioni dell'Ue e le tensioni nel Mar Nero
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Iliana Yotova e Rumen Radev si danno la mano calorosamente
Iliana Yotova e Rumen Radev in occasione delle dimissioni di quest'ultimo dalla presidenza bulgara (Ipa)

Iliana Iotova vince il ballottaggio elettorale del 1° novembre e diventa la nuova presidente della Bulgaria. Considerata vicina alla Russia, politicamente allineata a un primo ministro che condivide la stessa posizione sulla guerra in Ucraina, Iotova avrà un carico che per la Costituzione è soprattutto cerimoniale, ma che comunque va a rafforzare il potere del premier Rumen Radev, suo alleato e leader di una maggioranza parlamentare giudicata favorevole al dialogo con Mosca. Il risultato consolida una linea politica critica verso il sostegno militare a Kiev, in un Paese membro dell’Unione europea e della Nato ma con legami storici con la Russia.

I risultati del ballottaggio

Secondo i dati quasi definitivi della Commissione elettorale centrale, con il 99,95% dei verbali scrutinati, Iotova ha ottenuto il 57,5% dei voti, pari a circa 1,1 milioni di preferenze. Il suo avversario, Andrey Gyurov, ex primo ministro ad interim sostenuto dalle forze liberali e filo-occidentali, si è fermato al 39,4%, con circa 749.500 voti. L’affluenza è stata di circa il 27%. Al primo turno, il 25 ottobre, Iotova aveva raccolto il 34,7% dei consensi contro il 31,9% di Gyurov.

La sua vittoria la rende la prima donna eletta alla presidenza della Bulgaria. La politica aveva già assunto temporaneamente la carica a gennaio, dopo le dimissioni di Radev, che aveva lasciato la presidenza per partecipare alle elezioni parlamentari, poi vinte col suo partito Bulgaria Progressista.

Come anticipato, la presidenza bulgara ha poteri prevalentemente rappresentativi, ma il capo dello Stato può esercitare il veto sulle leggi e ricopre il ruolo di comandante in capo delle forze armate. La vittoria di Iotova, dunque, rafforza la posizione politica di Radev, già sostenuto da una maggioranza assoluta in Parlamento, con 131 seggi su 240.

La posizione sulla Russia e sulla guerra in Ucraina

La guerra in Ucraina è stata uno dei principali temi della campagna elettorale. Iotova si è presentata come una “presidente della pace“, sostenendo che la fine del conflitto debba essere raggiunta attraverso negoziati e un confronto diretto con Mosca, anziché attraverso un aumento delle forniture militari a Kiev. “Tutti dovrebbero chiamare il presidente Putin“, ha affermato con riferimento al capo delle Federazione russa.

Durante un confronto televisivo con Gyurov, Iotova ha ribadito questa posizione, aggiungendo che inviare ulteriori armi sofisticate all’Ucraina rischia di provocare nuove distruzioni e vittime da entrambe le parti. Un pensiero vicino a quello del premier Radev, che ha promesso di interrompere le esportazioni di armi verso l’Ucraina e considera il cessate il fuoco e i colloqui diplomatici indispensabili anche per ristabilire la sicurezza nel Mar Nero.

Di segno opposto la linea di Gyurov, che durante il suo mandato di primo ministro ad interim aveva firmato un accordo di cooperazione sulla sicurezza con Kiev. Secondo l’ex premier, è la Russia a dover porre fine all’aggressione prima che possano aprirsi nuove prospettive diplomatiche.

Nonostante la vicinanza politica a Mosca, Iotova sostiene la permanenza della Bulgaria nell’Unione europea e nella Nato. Il suo orientamento prevede tuttavia un miglioramento delle relazioni con la Russia e una revisione della politica delle sanzioni adottate dall’Unione europea.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è congratulata con Iotova per la vittoria. “Dalla sicurezza e dalla difesa alla nostra competitività e indipendenza energetica, non vedo l’ora di continuare il nostro lavoro congiunto”, ha scritto su X, auspicando “una Bulgaria forte in un’Europa forte“.

Mar Nero, gli attacchi alle navi mercantili e i timori per la sicurezza

Le elezioni si sono svolte in un momento di alta tensione nel Mar Nero, dove ad ottobre numerose navi commerciali sono state colpite da droni, anche nelle zone economiche esclusive di Bulgaria e Romania. La serie di attacchi ha provocato un bilancio di circa 24 marittimi morti o dispersi.

Il 5 ottobre, la nave mercantile Royad Mammadov è affondata al largo della Romania dopo un incendio, provocando due vittime. Il giorno successivo, due imbarcazioni sono state attaccate a circa 70 miglia nautiche dalla costa bulgara: la Alfa Watan è affondata, con dieci membri dell’equipaggio dispersi, e la stessa sorte è toccata alla Able.

Il 13 ottobre, altri due mercantili sono stati colpiti al largo della Bulgaria. La HS Dignity è affondata nei pressi di Shabla: cinque marinai sono stati salvati e undici sono risultati dispersi. La Chelsea 3, colpita vicino a Byala, è stata danneggiata, ma tutti i quindici membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo.

A metà ottobre, ulteriori incidenti hanno interessato due navi cisterna, la Yara J e la Wine Trader, nelle acque vicine alla Romania. Il 23 ottobre, la nave Khoryv è affondata al largo di Costanza, causando almeno un morto e tre dispersi.

L’ultimo grave episodio è avvenuto il 28 ottobre, quando la portacontainer Contship Jet, battente bandiera liberiana e gestita da una società greca, è stata colpita da tre droni navali a circa 21 miglia nautiche dalla costa bulgara. La nave, diretta dal porto israeliano di Haifa a Costanza, trasportava 421 container, alcuni contenenti materiali pericolosi. È successivamente affondata, ma tutti i 18 membri dell’equipaggio sono stati soccorsi.

Sofia ha evitato accuse a Mosca

La responsabilità degli attacchi non è stata accertata. L’Ucraina e la Romania hanno attribuito alla Russia alcuni episodi, mentre Sofia ha evitato un’accusa diretta in assenza di prove definitive. Radev ha dichiarato che gli attacchi producono risultati favorevoli agli interessi della Federazione Russa.

La Nato ha annunciato un rafforzamento della sorveglianza marittima, mentre Bulgaria, Romania e Turchia hanno intensificato il coordinamento per proteggere il traffico commerciale.