Rutte e i 500 voli dall’Italia per l’Iran: la “smentita” del funzionario e la replica di Crosetto

Questa crisi diplomatica giunge in un momento di forte freddezza tra Roma e Washington
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Il segretario generale della Nato Mark Rutte
Il segretario generale della Nato Mark Rutte (Afp)

Si infiamma il dibattito politico e diplomatico attorno all’operazione statunitense “Epic Fury”, volta a degradare le capacità nucleari dell’Iran. A innescare il caso sono state le parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che in un’intervista a Fox News ha esaltato il ruolo dell’Italia come piattaforma logistica fondamentale.

Rutte ha definito “massiccio” il contributo italiano, dichiarando che “500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi statunitensi in Italia” per supportare l’operazione. In seguito alle polemiche suscitate, un alto funzionario della Nato ha cercato di stemperare i toni, sottolineando come il segretario generale volesse evidenziare che gli alleati, Italia inclusa, hanno semplicemente “dato attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi e sorvoli”. Secondo Rutte, l’Europa nel suo complesso ha garantito tra le 4.000 e le 5.000 sortite aeree, agendo come una “piattaforma di proiezione della potenza” per gli Stati Uniti.

La durissima smentita della Difesa: “Messaggio fallace”

Il Ministero della Difesa italiano ha replicato con una nota ufficiale categorica, ribadendo che l’Italia opera esclusivamente nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali e degli indirizzi parlamentari. Via XX Settembre ha espresso sorpresa per la ricostruzione di Rutte, definendola un “messaggio totalmente fallace” che confonde la tipologia dei voli autorizzati.

Il Ministero ha precisato che sono state autorizzate solo attività di natura tecnica e logistica, e assolutamente “non cinetiche” (di combattimento). “Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, l’Italia non ha concesso l’autorizzazione“, conclude la nota, sottolineando che sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per evitare polemiche pretestuose.

L’affondo dell’opposizione: “Il governo ha mentito”

Le parole di Rutte hanno però offerto sponda alle critiche delle opposizioni. Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, a margine della sua intervista a AdnTalks, all’Adnkronos, ha definito le dichiarazioni del segretario Nato “gravissime”, sostenendo che esse “sbugiardano Giorgia Meloni”. Secondo Bonelli, i 500 voli confermerebbero che il governo ha “mentito al Parlamento”, tenendo nascosto il reale coinvolgimento dell’Italia in quella che definisce una “folle guerra”. “È un fatto di una gravità inaudita – ha incalzato Bonelli – e Giorgia Meloni deve chiarire immediatamente il motivo di questa omissione”.

Rapporti sempre più tesi tra Stati Uniti e Italia

Questa crisi diplomatica giunge in un momento di forte freddezza tra Roma e Washington. Mentre Rutte, atteso da Donald Trump in serata, cerca di accreditarsi alla Casa Bianca dimostrando l’impegno degli Alleati atlantici, si incrina sempre più l’iniziale sintonia tra Meloni e Trump, con una frattura personale tra i due leader, esplosa dopo che il presidente Usa ha dichiarato pubblicamente che la premier italiana gli avrebbe “implorato una foto“. In questo clima di tensioni, la rivendicazione italiana della propria autonomia decisionale sull’uso delle basi segna un ulteriore punto di distanza dalla strategia unilaterale della Casa Bianca.

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