Difesa Ue, Kubilius: “Serve un mercato europeo integrato, impariamo dall’Ucraina”

Il commissario europeo alla Difesa a Eurosatory chiede un cambio di passo industriale: più produzione, più innovazione, mercato unico. E firma 15 mld di euro di prestiti Safe con la Francia, "leader nella difesa europea"
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Il commissario europeo per Difesa e Spazio, Andrius Kubilius
Il commissario europeo per Difesa e Spazio, Andrius Kubilius, a Cernobbio (Ipa/Fotogramma)

La difesa europea deve imparare dall’Ucraina, superare la frammentazione industriale e costruire un mercato integrato capace di accelerare produzione, innovazione e capacità di deterrenza. È il messaggio lanciato dal commissario europeo Andrius Kubilius nel suo intervento a Eurosatory, il grande appuntamento internazionale dedicato all’industria della difesa che si tiene a Parigi. Un’occasione durante il quale ha anche firmato, insieme al collega per il bilancio Piotr Serafin, un accordo con la Francia per un prestito da 15,1 miliardi di euro nell’ambito del programma europeo Safe, specificatamente dedicato agli investimenti nella difesa.

Di seguito, il suo discorso integrale.

L’Ue conta sulla Francia

“Non sorprende che la Francia ospiti un evento di questo tipo. La Francia è leader nella difesa europea con la sua potente forza militare, la sua industria della difesa e il suo deterrente nucleare indipendente. E diventerà ancora più importante mentre la Russia continua la sua guerra di aggressione e gli alleati americani chiedono all’Europa di assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa”.

“I cittadini europei cercano leadership sulla difesa e guardano alla Francia. L’Europa e la Nato possono essere forti nella difesa solo se gli Stati membri sono forti nella difesa. E questi ultimi possono essere forti solo se siamo forti insieme come Unione europea”.

“La divisione del lavoro è chiara: gli Stati membri sono responsabili della difesa. L’Unione europea sostiene con il valore aggiunto dell’Unione: le leggi, il coordinamento, la scala e il denaro dell’Ue, per esempio i prestiti Safe per la Francia: 15 miliardi di euro per sostenere il rafforzamento della difesa in Francia e in Europa”.

La conferenza Eurosatory

Eurosatory è il luogo migliore in cui industria e forze armate possano incontrarsi, due partner fondamentali per la deterrenza. La pace in Europa dipende da voi. Come disse il generale americano John Pershing, “le battaglie sono vinte dalla fanteria, le guerre sono vinte dalla logistica”.

“Questo significa anche fornitura tempestiva di ciò che l’industria produce. Eurosatory è un colossale mercato della difesa. Migliaia di aziende del settore, grandi e piccole, vengono qui da tutta Europa, prime contractor e startup, grandi nomi e nuovi arrivati. Vengono a presentare i loro prodotti, dai droni alle armi a energia diretta, dagli elmetti agli elicotteri, dai satelliti ai sottomarini”.

“Qui troviamo le ultime innovazioni, dalla robotica all’elettronica, fino all’intelligenza artificiale. Qui i ministeri della Difesa e gli eserciti vengono a cercare i prodotti di cui hanno bisogno, e spero che compreranno anche cose che non sono ancora nella loro lista della spesa”.

“Ciò che rende così importante questo mercato è che mette insieme offerta e domanda. Qui si possono trovare prodotti di cui non si era nemmeno consapevoli di avere bisogno. I grandi innovatori capiscono questo: con un’offerta innovativa creano una nuova domanda“.

“L’industriale Henry Ford disse: “Se avessi chiesto alle persone cosa volevano, avrebbero risposto: cavalli più veloci”. Così costruì automobili, e le persone iniziarono a chiedere automobili“.

Ucraina: maestri dell’offerta innovativa

“Voglio dedicare alcune frasi a spiegare cosa dobbiamo imparare dall’Ucraina su offerta e domanda. Nel mondo della difesa di oggi, gli ucraini sono maestri dell’innovazione nella difesa e dell’offerta innovativa. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha recentemente affermato che le forze militari ucraine sono le più forti e potenti d’Europa. Il presidente della Finlandia Alexander Stubb ha detto: “Non esiste esercito in Europa o negli Stati Uniti, tra l’altro, capace di condurre una guerra moderna nel modo in cui lo sta facendo l’Ucraina””.

“Ma perché considerano l’esercito ucraino il migliore? Non solo perché hanno soldati coraggiosi e comandanti intelligenti, ma anche perché la loro industria della difesa è la migliore e la più innovativa. E perché l’industria della difesa ucraina è la più innovativa? Ho avuto la risposta l’anno scorso, quando ho avuto discussioni informali con importanti leader ucraini della politica e dell’industria, che hanno creato l’“esercito dei droni” nel 2023. Hanno fatto un’osservazione chiara: “Se avessimo ascoltato i generali ucraini fin dall’inizio dell’invasione su larga scala, non saremmo riusciti a creare l’esercito dei droni”.

“All’inizio della guerra non c’era domanda militare per i droni e per una difesa innovativa. Solo dopo qualche tempo, in Ucraina, l’offerta innovativa nel settore della difesa è riuscita a trasformare la domanda militare. Come Henry Ford che, con l’offerta innovativa di automobili, riuscì a trasformare la domanda del pubblico”.

L’offerta innovativa cambia la dottrina della guerra moderna

“Ora la domanda di innovazioni da parte della leadership militare e politica della difesa ucraina guida le trasformazioni dell’offerta. Il più grande risultato del presidente (ucraino, ndr) Zelenskyy, del ministro Fiodorov, dei generali Zaluzhnyj e Syrskij (ucraini, ndr), è stato aver capito che l’offerta innovativa cambia l’intera dottrina della guerra moderna. Per questo hanno cambiato la domanda militare, concentrandosi sui droni e sulla guerra dei droni”.

“Grazie all’offerta innovativa, l’Ucraina ha cambiato la propria dottrina di guerra. E grazie alla trasformazione della sua dottrina di guerra, sta prevalendo, respingendo il nemico sulla linea del fronte e colpendo in profondità dentro la Russia”.

“Vediamo il risultato della trasformazione della difesa ucraina anche qui oggi, a Parigi, in questa conferenza. Due anni fa, a questa conferenza c’erano solo 10 aziende ucraine. Ora ce ne sono 80. Aziende molto innovative che illustrano il grande big bang della produzione della difesa ucraina, da 1 miliardo di euro nel 2022 a 50 miliardi nel 2026. E illustrano il grande passaggio dal monopolio statale alle aziende private”.

Non armi ‘haute couture’ ma “sufficientemente buone

“In Ucraina, è il campo di battaglia a decidere quali armi sono necessarie per la difesa: non quelle decise dai pianificatori in tempo di pace, ma quelle in grado di rispondere ai reali bisogni di guerra di un Paese sotto assedio”.

Armi che richiedono produzione rapida, innovazione rapida, riparazioni rapide. Non “haute couture”, ma produzione “sufficientemente buona”: più economica, facilmente scalabile ed efficace nel distruggere i nemici. Armi per abbattere droni e missili in arrivo, per fermare l’avanzata nemica, per interrompere la logistica e colpire obiettivi strategici in profondità dietro le linee nemiche”.

La mia conclusione geopolitica: abbiamo bisogno dell’Ucraina. Sarebbe difficile da capire se noi in Europa non considerassimo un nostro interesse vitale integrare la migliore forza militare europea, o persino globale, dell’Ucraina nella nostra architettura di difesa europea. E sarebbe difficile da capire se non integrassimo l’industria della difesa più innovativa al mondo nella nostra base industriale e tecnologica europea della difesa”.

Abbiamo bisogno dell’Ucraina per imparare come trasformare l’offerta e come trasformare la domanda nella difesa. Offerta e domanda vanno di pari passo. E nella difesa dell’Europa entrambe hanno bisogno di una rottura. Come è accaduto in Ucraina”.

Il mercato europeo frammentato della difesa

“In Europa stiamo imparando dall’Ucraina, ma la nostra industria prevalente è ancora un’industria della difesa da tempo di pace. La trasformazione dell’offerta e della domanda in Europa procede molto lentamente se la confrontiamo con l’Ucraina”.

“Voglio fornire alcuni argomenti per spiegare che la ragione principale di questa lentezza è la mancanza di un mercato integrato della difesa in Europa. Qui oggi a Eurosatory abbiamo un grande mercato della difesa, forse il più grande al mondo. Ma nell’Unione europea stessa non stiamo sfruttando tutto il potenziale del mercato europeo della difesa”.

“Come sappiamo, gli Stati membri sono responsabili della difesa, è una realtà storica, politica e giuridica, fa parte del Trattato dell’Ue. Di conseguenza abbiamo 27 mercati della difesa, sostenuti da 27 sistemi di regole. La frammentazione costa denaro e ostacola startup e Pmi”.

“Negli Stati Uniti, solo il 40% degli appalti va alle prime dieci aziende della difesa. Qui in Europa, la quota è tra il 67 e il 90% per Germania, Polonia e Regno Unito, come mostra uno studio di Bruegel. Fino all’80% di ciò che i prime contractor producono viene acquistato dai loro governi nazionali e dalle loro forze armate nazionali. Questo significa che solo poche aziende stanno quasi monopolizzando l’intero mercato”.

“Fino all’80% degli appalti nella difesa viene effettuato usando l’esenzione dell’articolo 346 del Tfue, attraverso affidamenti diretti. Senza una gara pubblica competitiva. Gli affidamenti diretti possono essere necessari per ragioni di sicurezza, ma sono diventati la regola. Questo è uno squilibrio, e significa che in Europa non esiste un mercato integrato della difesa“.

27 mercati della difesa creano barriere per le imprese

“Siamo orgogliosi dei nostri prime contractor, ma anche le nostre startup e le nostre Pmi hanno bisogno di spazio e opportunità. Opportunità per entrare nel mercato, crescere, scalare. Senza un mercato integrato non ci sono spazio e opportunità per loro. Perché tutto è dominato dallo status quo consolidato, sia dal lato dell’offerta sia dal lato della domanda”.

L’esistenza di 27 mercati della difesa crea barriere per le imprese, soprattutto per quelle più piccole. (Ad esempio, ndr) le licenze nazionali di trasferimento tra Stati membri dell’Ue per spostare non solo prodotti finiti, ma parti di prodotti: anche per spostarle all’interno di un processo industriale consolidato, quando i componenti sono prodotti in Paesi diversi e, per l’assemblaggio del prodotto finale, devono essere trasferiti tra Stati membri dell’Ue, questi componenti vengono fermati alle frontiere: si perde tempo, si perde denaro.

“È anche un ostacolo per le catene di approvvigionamento transfrontaliere, molto difficile da superare per le Pmi: standard e certificazioni diversi tra Stati membri significano più valutazioni, più test, più audit, più documenti, più spese. Ancora una volta, è un problema soprattutto per le startup e le medie imprese”.

“Questi sono gli ostacoli al rafforzamento della produzione della difesa, all’innovazione, alla trasformazione della domanda. Dobbiamo trovare una strada migliore. E quella strada è un mercato della difesa efficace e integrato”.

Il mercato europeo della difesa: l’ultimo pezzo del puzzle

“Da quando ho iniziato come commissario, abbiamo portato il valore aggiunto dell’Ue a sostegno degli Stati membri e dell’Ucraina nella loro difesa per rafforzare non solo l’Europa, ma anche l’intera Nato. Con risorse finanziarie aggiuntive e strumenti di politica industriale, riducendo burocrazia e ostacoli per l’industria della difesa”.

“Abbiamo appena concordato una grande riforma: massimo 102 giorni di attesa per un’autorizzazione, invece di fino a quattro anni, come accadeva finora in alcuni casi per costruire una linea di produzione o una fabbrica”.

“Ma la più grande burocrazia contro la trasformazione della nostra difesa, contro la trasformazione dell’offerta e della domanda nella difesa, è la non esistenza di un mercato integrato della difesa. Ci sono quattro ragioni principali per cui ne abbiamo bisogno”.

“La prima: nonostante la difesa sia una prerogativa nazionale, la sicurezza nazionale trarrà beneficio da un mercato europeo della difesa più integrato, che aiuterà le industrie nazionali della difesa a crescere, produrre e prosperare e renderà molto più facile per l’industria francese della difesa vendere prodotti ad altri Stati membri. Ciò porterà posti di lavoro di alta qualità e crescita economica in tutte le parti d’Europa, compresa la Francia”.

“Secondo motivo, dai rapporti Letta e Draghi è chiaro che per la competitività industriale europea della difesa abbiamo bisogno anche di un mercato della difesa su scala europea. Una maggiore competitività globale della nostra industria della difesa significherà che i nostri governi e le nostre forze armate acquisteranno più produzione europea, invece di produzione da altri Paesi. Quindi, la nostra autonomia strategica dipende dalla nostra competitività industriale”.

“La terza ragione: un mercato europeo della difesa più integrato è essenziale anche per la nostra prontezza europea nella difesa. Per essere forti in un mondo di giganti, dobbiamo essere anche noi giganti. Giganti per dimensione del mercato. È così che possiamo aumentare la nostra capacità di difendere e dissuadere come Europa”.

“Abbiamo bisogno della forza di un mercato europeo della difesa più integrato per produrre più di Putin. La Russia sta ancora producendo più di noi. E questa è una minaccia reale. Possiamo produrre più di Putin con una visibilità di lungo periodo della domanda, accelerando la produzione e la sua innovazione, passando dalla “haute couture” alla produzione “sufficientemente buona”, migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento. Tutto ciò che deriva da un mercato della difesa efficace e integrato”.

“E la quarta ragione: un mercato europeo della difesa più integrato aiuterà le molte startup e Pmi della difesa in Europa, incluse quelle che oggi hanno i loro stand qui e che forse sono presenti in questa sala, stimolando l’innovazione nella difesa e valorizzando al meglio il deep tech nel mercato europeo integrato della difesa, rimuovendo i silos nazionali e gli ostacoli della frammentazione per aiutare chi è piccolo, ma intelligente e innovativo”.

“Il mercato integrato della difesa è il miglior aiuto per le Pmi per crescere e innovare, per entrare facilmente nel mercato e, alla fine, per trasformare le dottrine di guerra dei nostri Paesi. Come è accaduto in Ucraina”.

La difesa non è un mercato ordinario e l’industria della difesa non è un’industria ordinaria ma una risorsa per la nostra difesa. Dobbiamo usare il valore aggiunto dell’Ue per rafforzare la nostra difesa nazionale. Un mercato europeo della difesa più integrato ci renderà solo più forti nella nostra sicurezza nazionale e nella nostra sovranità nazionale, perché avremo un’industria europea della difesa più forte”.

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