L’Unione europea ha introdotto un limite comune ai grandi pagamenti in contanti, fissato a 10mila euro per le transazioni commerciali. La misura è contenuta nel regolamento (UE) 2024/1624, parte del nuovo pacchetto antiriciclaggio approvato nel 2024. Non modifica automaticamente le soglie nazionali più basse: gli Stati membri possono mantenerle o introdurne di più restrittive.
Il limite europeo si applica ai pagamenti in contanti nell’ambito di transazioni commerciali, cioè all’acquisto di beni e servizi. Non riguarda in modo generalizzato i trasferimenti tra privati al di fuori di un’attività professionale. Il regolamento si inserisce nella normativa antiriciclaggio e interviene sull’utilizzo del contante nelle operazioni di importo elevato, considerate più esposte al rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.
Accanto al tetto massimo, la disciplina prevede obblighi di verifica per alcune operazioni in contanti di importo inferiore. Sopra i 3mila euro, i soggetti obbligati dovranno identificare e verificare l’identità del cliente. La misura è parte di un insieme più ampio che include l’estensione degli obblighi antiriciclaggio a nuovi settori e il rafforzamento dei controlli sui flussi finanziari.
Un tetto europeo che convive con le soglie nazionali
Il regolamento stabilisce un limite massimo valido a livello europeo senza imporre una soglia uniforme per tutti gli Stati membri. La Commissione europea precisa che i Paesi possono mantenere limiti inferiori, in base al proprio quadro normativo e al livello di rischio valutato a livello nazionale. Questo meccanismo consente la coesistenza tra il tetto europeo e discipline interne più restrittive.
In Italia resta in vigore il divieto di trasferire contante tra soggetti diversi per importi pari o superiori a 5mila euro. La soglia è indicata nelle comunicazioni di Banca d’Italia e continua ad applicarsi anche dopo l’adozione del regolamento europeo, salvo eventuali modifiche legislative interne.
Il limite europeo entra in un contesto già caratterizzato da differenze tra gli Stati membri. La Commissione segnala che una parte significativa dei Paesi dell’Unione aveva già introdotto soglie nazionali sui pagamenti in contanti, con valori diversi. Il regolamento introduce un riferimento comune per il mercato interno, senza eliminare queste differenze.
L’applicazione generale della misura è fissata al 10 luglio 2027. Fino a quella data restano valide le normative nazionali vigenti. Il regolamento, essendo direttamente applicabile, non richiede un recepimento formale, ma prevede tempi di adeguamento per gli operatori e per le autorità di controllo.
Il perimetro della disciplina riguarda le transazioni economiche rilevanti per la normativa antiriciclaggio. L’obiettivo dichiarato dalla Commissione è ridurre l’uso del contante nelle operazioni che presentano un rischio più elevato, senza incidere sull’utilizzo ordinario del cash nei pagamenti quotidiani.
Verifiche sopra i 3mila euro e ampliamento degli obblighi antiriciclaggio
Il regolamento introduce una soglia operativa inferiore rispetto al limite massimo. Per le operazioni in contanti pari o superiori a 3mila euro, i soggetti obbligati devono procedere all’identificazione e alla verifica dell’identità del cliente. Questo obbligo si inserisce nelle procedure di adeguata verifica previste dalla normativa antiriciclaggio europea.
Il pacchetto approvato dall’Unione estende inoltre gli obblighi a nuove categorie di operatori. Il Consiglio Ue indica tra i soggetti coinvolti, tra gli altri, operatori nel settore delle cripto-attività, commercianti di beni di lusso e alcune attività legate al calcio professionistico. L’obiettivo è includere nel sistema di controllo ambiti economici nei quali possono verificarsi operazioni rilevanti sotto il profilo del rischio di riciclaggio.
Tra i settori considerati più esposti rientra il commercio di beni di alto valore. La Commissione cita, tra gli altri, gioielli, orologi, automobili di fascia alta, imbarcazioni e aeromobili. Per alcune di queste categorie sono previsti obblighi specifici di verifica e, in determinati casi, meccanismi di segnalazione alle autorità competenti.
Il nuovo assetto prevede anche il rafforzamento della cooperazione tra autorità nazionali e la creazione di un’autorità europea dedicata, l’ Anti-Money Laundering Authority, con compiti di coordinamento e supervisione. L’agenzia è chiamata a contribuire all’applicazione uniforme delle regole e al miglioramento dello scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria.
Il regolamento interviene quindi su due livelli: introduce un limite massimo comune per i pagamenti in contanti nelle transazioni commerciali e rafforza gli obblighi di controllo sulle operazioni di importo rilevante. Il contante resta un mezzo legale di pagamento, mentre aumentano le condizioni e le verifiche previste per il suo utilizzo nelle operazioni economiche più esposte.
