Nomine e agenda strategica, tutte le decisioni del Consiglio Europeo

Ieri in tarda serata il Consiglio europeo ha dato l'ok all’Agenda strategica per i prossimi anni e ai tre nomi per le cariche di vertice
2 settimane fa
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Bruxelles Consiglio Europeo Giorno 1 Nomine Ue
La conferenza stamoa seguita al Consiglio europeo (Foto Xinhua/ABACAPRESS.COM/Zhao Dingzhe (IPA(Fotogramma)

L’Europa ha un’Agenda strategica per i prossimi anni, e i tre nomi per le cariche di vertice. Ieri in tarda serata, dopo cena, il Consiglio europeo ha dato infatti il suo ok a entrambe queste decisioni, le più importanti sul tavolo dei negoziati.

C’è stata della tensione per il tentativo da parte franco-tedesca di fare delle modifiche in extremis, ma alla fine l’intesa è stata trovata con una sola aggiunta riguardate la Nato.

I top jobs, il primo nodo

Finisce così la telenovela dei top jobs che ha caratterizzato inevitabilmente le settimane post-elezioni europee, con la conferma del pacchetto di nomi già discusso ampiamente dai 27 Paesi dell’Ue: la tedesca Ursula von der Leyen al secondo mandato alla presidenza della Commissione, il portoghese António Costa alla presidenza del Consiglio europeo e l’estone Kaja Kallas alla Politica estera. Ora Costa dovrà esser votato dal Consiglio, Kallas e von der leyen (assieme alla squadra di commissari che proporrà) dall’Europarlamento.

Secondo alcuni, infatti, per VDL questa era la parte facile e il bello deve ancora venire. La tedesca ha sulla carta una maggioranza sufficiente per l’approvazione dell’emiciclo, ma il rischio – la certezza – di franchi tiratori le rende imperativo cercare un sostegno più ampio rispetto alla sua maggioranza (Popolari, Socialisti, Liberali). Un rebus di non facile soluzione, visto che i verdi, in grosso calo elettorale, sono stati di fatto marginalizzati, mentre l’allargamento verso l’estrema destra più presentabile, leggi i Conservatori di Meloni, è escluso fermamente dai Popolari.

Come ha votato l’Italia

E veniamo proprio alla Meloni, furiosa in queste settimane perché l’Italia è stata tenuta fuori dalle decisioni che contano, nonostante sia il terzo Paese più importante dell’Unione. Furia aggravata dal fatto che la premier è uno dei pochi leader usciti rafforzati dalle elezioni, a differenza di Macron e Scholz che pure sono stati coinvolti nelle negoziazioni, e che il suo eurogruppo ECR è diventato il terzo per numerosità nel Parlamento europeo, scavalcando i liberali di Renew del bastonato – dai voti – presidente francese, i quali invece hanno ottenuto un top job (Kallas).

Se ne riparlerà perciò all’altra partita ancora da giocare: quella dei commissari europei. L’Italia, infatti, punta a una vicepresidenza della Commissione o a un commissario chiave in ambito economico. Ma ha anche proposto la creazione di un commissario ad hoc per l’immigrazione e per la sburocratizzazione (ovviamente da prendere in carico).

In ogni caso, i retroscena spiegano il voto dell’Italia quando si è trattato, dopo la cena, di approvare il pacchetto di nomine: un’astensione per la VDL e due No: uno per Costa e uno per Kallas.

Le nomine sono sbagliate nel metodo e nel merito, ha scritto Meloni su X al termine del Consiglio: “Ho deciso di non sostenere (la proposta, ndr) per rispetto dei cittadini e delle indicazioni che da quei cittadini sono arrivate con le elezioni. Continuiamo a lavorare per dare finalmente all’Italia il peso che le compete in Europa”.

E sulle conseguenze di questa decisione, la premier ha specificato: “Non sono d’accordo che il voto contrario mette a rischio la nostra posizione in Ue. Sarebbe vergognoso se ce la facessero pagare”, mentre sull’astensione: “Il tema non è Ursula von Leyen ma quali sono le politiche che vuole portare avanti. E su questo non abbiamo risposte “.

I commenti di VDL, Kallas e Costa. E di Salvini

Dal canto suo VDL ha ribadito quanto reputi importante lavorare con l’Italia: “Sì, Meloni si è astenuta sulla mia nomina, ma è importante lavorare bene al Consiglio con l’Italia, così come con gli altri Stati membri, è un principio che seguo sempre”, ha detto durante la conferenza stampa al termine del Consiglio sottolineando anche la sua “gratitudine a tutti i leader Ue. Sono molto onorata e molto felice di condividere la responsabilità con la mia cara amica Kaja Kallas e con Antonio Costa”. “Cercherò la conferma della mia nomina al Parlamento europeo dopo aver presentato il mio programma politico per i prossimi cinque anni. Quindi c’è ancora un passo da compiere”, ha ricordato.

Anche Costa, in videocollegamento, ha commentato le nomine: “Con Ursula von der Leyen e Kaja Kallas sarà una collaborazione di successo a servizio dell’Europa e dei cittadini europei. Creare l’unità tra gli Stati membri sarà la mia principale priorità quando assumerò il mio ruolo a dicembre”.

Kallas, in conferenza stampa, ha affermato: “E’ un onore non solo per me, ma anche per l’Estonia, un piccolo Paese che è nell’Ue da 20 anni. Ed è una responsabilità enorme, in questo periodo di tensioni geopolitiche. C’è la guerra in Europa e c’è anche una instabilità crescente a livello globale”.

Netto il commento di Salvini, ospite ieri sera della puntata di Dritto e Rovescio su Retequattro: “Quello che sta accadendo in queste ore puzza di colpo di Stato. Perché milioni di europei hanno votato in Italia, in Francia, in Germania e in Spagna e hanno chiesto di cambiare l’Europa, hanno chiesto un cambiamento dell’Europa da tutti i punti di vista. E che cosa ti ripropongono quelli che hanno perso voti? Le stesse facce”.

Pronta la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Sono giudizi politici, non è il mio linguaggio, ma assolutamente non influiscono sul peso dell’Italia” a livello europeo. “La trattativa la fa il presidente del Consiglio per conto dell’Italia, non per conto delle forze politiche che sostengono il governo, ha aggiunto.

Da notare infine che Il premier ungherese Viktor Orban ha votato contro Ursula von der Leyen, si è astenuto su Kaja Kallas e ha votato a favore di Antonio Costa.

Bruxelles, Consiglio Europeo Giorno 1 Nomine Ue
Orban e Meloni (Foto Nicolas Economou/NurPhoto/Shutterstock (14560801bi) – IPA/Fotogramma)

L’altro nodo: l’Agenda strategica

L’altro nodo delicatissimo su cui ieri si è raggiunto un accordo è l’Agenda strategica 2024-2029: un consenso che è anche “un segnale forte in termini di democrazia europea”, ha sottolineato il presidente Charles Michel nelle sue Osservazioni a seguito dell’incontro.

L’Agenda strategica è un piano che stabilisce gli orientamenti, le priorità e gli obiettivi dell’Ue. Si baserà su tre pilastri:

• un’Europa libera e democratica
• un’Europa forte e sicura
• un’Europa prospera e competitiva

Michel nelle sue Osservazioni ha citato i punti fondamentali su cui si sono i poggiati i lavori per l’Agenda, iniziati un anno fa:

• i valori democratici: “l’ispirazione, la bussola che guida per tutti noi”
• la competitività, per una maggiore prosperità di tutta l’Unione
• la sicurezza e la difesa europee, compresa l’immigrazione
• l’allargamento per il quale “sarà necessario un processo di riforme interne”

Ecco punto per punto, in estrema sintesi, le conclusioni del Consiglio europeo del 27 giugno, oltre le nomine ai top jobs e l’Agenda strategica:

Sostegno all’Ucraina

Ieri il Consiglio ha ospitato Volodymyr Zelenskyy, che ha parlato all’assemblea. I leader dell’Ue hanno condannato fermamente l’escalation delle ostilità da parte della Russia, in particolare l’intensificarsi degli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili e critiche, e ribadito l’impegno a fornire sostegno politico, finanziario, umanitario e militare all’Ucraina per il tempo necessario. In tale contesto, hanno chiesto un rafforzamento urgente del sostegno al settore energetico ucraino soprattutto in vista dell’inverno.

Insieme a Zelenskyy inoltre i leader hanno discusso dei prossimi passi dopo il vertice sulla pace che si è svolto in Svizzera: l’impegno è quello di difendere i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare l’integrità territoriale e la sovranità degli Stati.

In tale contesto, il Consiglio ha approvato Accordi di sicurezza con l’Ucraina e alcuni Paesi hanno firmato anche accordi bilaterali. Si è inoltre parlato del pacchetto aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l’Ucraina deciso in seno al G7, per il quale occorre decidere le misure che saranno necessarie per renderlo operativo. “Sarebbe un segnale per la Russia che non siamo intimiditi, che siamo pronti a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato Michel.

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Foto di gruppo con Zelensky (foto presidenza ucraina via ABACAPRES.COM – IPA/Fotogramma)

Medio Oriente

Non accettiamo due pesi e due misure: vogliamo difendere e promuovere il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario sempre e ovunque”, ha scritto Michel nelle sue Osservazioni.

L’Europa, perciò, condanna l’attacco lanciato da Hamas ad ottobre e sostiene il diritto di Israele a difendersi, ma anche il diritto umanitario internazionale. Di conseguenza ha chiesto un cessate il fuoco immediato, il rilascio di tutti gli ostaggi e un aumento significativo e sostenuto dell’assistenza umanitaria in tutta Gaza, come chiesto dalla risoluzione 2735 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Consiglio europeo infatti “prende atto con la massima preoccupazione dell’inaccettabile numero di vittime civili, in particolare di bambini, nonché dei livelli catastrofici di fame e dell’imminente rischio di carestia causati dall’insufficiente ingresso di aiuti a Gaza”.

L’Ue infine è a favore della soluzione dei due Stati e intende impegnarsi per rivitalizzare questo processo politico. Monitora inoltre la regione e lavora per cercare di evitare un allargamento del conflitto (vedi Libano).

Competitività

I leader hanno esaminato i progressi compiuti in merito alle iniziative finalizzate a

• migliorare la competitività
• garantire la resilienza economica
• sfruttare appieno il potenziale del mercato unico

Cinque anni fa, ha evidenziato Michel il raggiungimento della competitività si basava sulla transizione digitale e quella ecologica, ora questo paradigma va ‘’adattato’’ in modo da sostenere sia la base industriale e tecnologica che le Pmi europee.

Sicurezza e difesa

Scurezza e difesa sono diventati sempre più centrali nel dibattito europeo, complici la guerra in Ucraina e l’instabilità di diverse aree mondiali. In questo campo l’obiettivo dell’Ue è essere più efficiente ed efficace, cosa che passa attraverso un maggior sostegno finanziario nel settore, più appalti congiunti, più progetti comuni in linea con la Nato, pietra angolare per la difesa e sicurezza collettiva, e forse per un esercito comune.

Migrazione

Nell’ambito della protezione delle frontiere rientra anche la spinosa questione dell’immigrazione , una sfida per la quale, ha ricordato Michel, è necessaria la cooperazione.

Negoziati di adesione

Il 25 giugno sono cominciate le prime conferenze intergovernativa per l’adesione di Ucraina e Moldova nella Ue, la quale continuerà a lavorare a stretto contatto con entrambi i Paesi e a sostenere i loro sforzi di riforma. Per l’allargamento tuttavia “sarà necessario un processo di riforme interne”, come ha spiegato Michel: “Abbiamo concordato un quadro in questo campo e abbiamo chiesto a coloro che desiderano aderire all’Unione europea di mettere in atto le riforme necessarie”.

Riforme interne

I leader dell’UE hanno adottato una tabella di marcia sui futuri lavori in materia di riforme interne che dovrebbe intraprendere per realizzare le sue ambizioni a lungo termine. La Commissione dovrà presentare, entro la primavera del 2025, revisioni delle politiche, per quanto riguarda

• gli strumenti e i processi per proteggere lo Stato di diritto
• la competitività, la prosperità e la leadership a lungo termine dell’UE sulla scena mondiale
• il bilancio
• la governance

I lavori sulle riforme interne si svolgeranno parallelamente al processo di allargamento dell’Ue.

Mar Nero

I leader dell’Ue hanno ribadito l’importanza della sicurezza e della stabilità nel Mar Nero. Di conseguenza, hanno invitato la Commissione e l’alto rappresentante a preparare una comunicazione congiunta su come definire un approccio strategico per questa area.

Georgia

La Georgia è finita sul tavolo delle discussioni per la recente adozione della legge sugli agenti stranieri, un passo indietro rispetto alle raccomandazioni della Commissione per ottenere lo status di Paese candidato e che di fatto porta a un arresto del processo di adesione.

A tale riguardo, i leader hanno invitato le autorità georgiane a:
• chiarire le loro intenzioni invertendo l’attuale corso d’azione
• garantire che le prossime elezioni parlamentari e il referendum di questo autunno siano liberi ed equi

Minacce ibride

I leader europei si sono occupati, condannandoli fermamente, di tutti i tipi di attività ibride rivolte all’Ue, ai suoi Stati membri e ai suoi partner, tra cui:

• intimidazione
• sabotaggio
• sovversione
• manipolazione e interferenza di informazioni straniere
• disinformazione
• attività informatiche dannose
• strumentalizzazione dei migranti da parte di paesi terzi

L’Ue continuerà a collaborare con i suoi partner per individuare e contrastare questo tipo di attività. I leader hanno anche sottolineato il fatto che la Russia ha intensificato la sua campagna con nuove operazioni attive sul suolo europeo, ragione per la quale hanno invitato il Consiglio a istituire un nuovo regime di sanzioni.