La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è volata ad Algeri per un vertice bilaterale di massima urgenza, definendo immediatamente il legame con il Paese nordafricano come un “rapporto fondamentale” e un “partner di assoluto rilievo strategico”. La missione arriva a soli due giorni dal referendum del 22-23 marzo, in un momento di delicate tensioni interne all’esecutivo. Nonostante il clima politico rovente a Roma, Meloni ha voluto ribadire che l’amicizia tra le due nazioni è “antica e profonda” e rappresenta, in un tempo di crescente instabilità, “uno dei punti fermi sui quali si deve poter contare”.
Mentre i corridoi di Palazzo Chigi sono ancora agitati dalle dimissioni del sottosegretario Delmastro e della dirigente Bartolozzi, la premier ha scelto di proiettarsi sulla scena internazionale per mostrare solidità. Ha ricordato come Italia e Algeria si siano aiutate reciprocamente in passato, sottolineando che “ciascuna c’è sempre stata per l’altra nei momenti di bisogno”.
La grande “corsa al gas”
La priorità assoluta del vertice è la sicurezza energetica, minacciata dall’attacco iraniano all’impianto di Ras Laffan in Qatar. Per rispondere a questa crisi, Meloni ha annunciato il rafforzamento di una collaborazione già solida, lavorando su nuovi fronti come lo shale gas e l’esplorazione offshore. Questo impegno è stato confermato dal presidente Tebboune, il quale ha solennemente dichiarato: “L’Algeria si impegna a rispettare i suoi impegni con la Repubblica italiana e con l’Europa in generale” per quanto riguarda i rifornimenti di petrolio e gas.
Tuttavia, la partita con Sonatrach resta complessa. Se da un lato l’Italia cerca stabilità, Algeri, come riporta Bloomberg, sembra puntare a massimizzare i profitti chiedendo di acquistare forniture extra sul “mercato spot”, caratterizzato da prezzi più volatili. Meloni ha però chiarito, nel corso delle dichiarazioni congiunte, che l’obiettivo è “rafforzare il flusso di fornitura” stabilmente, vedendo nell’energia non solo una risorsa, ma una “possibilità di sviluppo condiviso”.
Oltre il gas: il Piano Mattei e l’asse economico
L’incontro ha permesso di stabilizzare il rapporto attraverso il Piano Mattei. Oltre al polo agricolo di Sidi Bel Abbès, Meloni ha fatto il punto sull’iniziativa di 36mila ettari nel deserto per la produzione di cereali e legumi, annunciando inoltre l’apertura entro l’estate di un centro di formazione professionale agricolo che ha già ricevuto oltre 100 candidature. Tebboune ha elogiato questi sforzi, citando i progetti a Timimoun come esempio concreto di successo.
Per sostenere questa crescita, è stata annunciata la creazione di una Camera di Commercio Italia-Algeria, uno strumento definito dalla premier come “stabile per liberare il potenziale ancora inespresso delle nostre relazioni”. Meloni ha sottolineato che le aziende italiane possono offrire un contributo fondamentale non solo nella fornitura di beni, ma anche nella “diversificazione del tessuto economico e industriale” algerino, con un focus particolare su difesa, farmaceutica e innovazione digitale.
Sicurezza, Migranti e Geopolitica
Un altro pilastro del vertice è stata la gestione dei flussi migratori. Meloni ha definito la cooperazione con l’Algeria un “modello” nel contrasto alle reti criminali, ringraziando Tebboune per il contributo decisivo nel ridurre il numero di morti in mare e degli sbarchi. Sul fronte diplomatico, Tebboune ha confermato una piena sintonia sulla necessità di una descalation in Medio Oriente e sul diritto del popolo palestinese a uno Stato indipendente, oltre a ribadire l’impegno comune per la stabilità del Sahel e della Libia.
In conclusione, la missione ha segnato un punto di svolta non solo economico ma anche simbolico. La premier ha accolto con grande favore l’annuncio della prima visita di Papa Leone XIV in Algeria, definendola un evento storico che ribadisce la vocazione del Paese come “ponte tra Africa ed Europa”.
