“Giorgia, da quanto tempo!”, tra un Picasso e un tunnel alpino: cosa si son detti Meloni e Macron

Dietro i sorrisi dei due leader c’è un’intesa da 112 miliardi
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Il presidente francese Emmanuel Macron accoglie la presidente italiana Giorgia Meloni per il 36esimo vertice Italia-Francia (Afp)

Sotto il sole della Costa Azzurra, il 36esimo vertice intergovernativo Italia-Francia segna un momento di profonda sintonia tra le due principali economie manifatturiere dell’Ue. Tra battute informali, capolavori d’arte e dossier tecnici, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente Emmanuel Macron hanno blindato un rapporto che, nel 2025, ha polverizzato ogni record commerciale.

Diplomazia e “ritmo serrato”

La giornata è iniziata con un’accoglienza calorosa sul piazzale del Museo Picasso di Antibes, dove Macron ha salutato Meloni con baci, abbracci e un’ironica battuta: “Giorgia, da quanto non ci vediamo…”. Il riferimento è all’agenda fittissima degli ultimi giorni, che ha visto i due leader incontrarsi in rapida successione a Berlino per l’E5, al G7 di Evian e al Consiglio europeo di Bruxelles.

Dopo una visita alle opere di Picasso guidata dal curatore Jean-Louis Andral, alla presenza dei ministri della Cultura Giuli e Pégard, i leader si sono spostati a Villa Eilenroc. La dimora, simbolo della Belle Époque progettata dall’architetto dell’Opéra di Parigi Charles Garnier, è diventata la sede dei colloqui bilaterali e della cerimonia di firma degli accordi.

Un interscambio da 112 miliardi

Mentre i leader discutevano i dossier politici, a Le Cannet il Business Forum Italia-Francia riuniva oltre 300 aziende e i principali gruppi industriali dei due Paesi. I dati presentati dal ministro degli Esteri Antonio Tajani sono:

  • Interscambio record 2025: 112,3 miliardi di euro (+6,1%).
  • Export italiano: 64,9 miliardi di euro (+5,3%), con la Francia che si conferma il terzo mercato di destinazione per i prodotti Made in Italy.
  • Trend 2026: nel primo quadrimestre l’interscambio sfiora già i 40 miliardi di euro.

Per sostenere questo slancio, Tajani e il suo omologo Jean-Noël Barrot hanno firmato una Dichiarazione d’Intenti per rafforzare la cooperazione tra i rispettivi ministeri degli Esteri attraverso scambi di competenze e formazione congiunta. Sono stati inoltre lanciati tre nuovi strumenti operativi: una Guida agli Affari in Francia, un Rapporto sugli investimenti bilaterali e il Taccuino promozionale 2025 di Ambasciata e Ice.

Infrastrutture e connettività: il dossier trasporti

Un pilastro fondamentale del vertice ha riguardato i collegamenti transfrontalieri. Il viceministro Edoardo Rixi ha incontrato il ministro francese Philippe Tabarot per discutere una visione integrata delle infrastrutture. I punti chiave dell’intesa includono:

  • Ferrovia Marsiglia-Genova: considerata strategica per collegare i porti del Mediterraneo occidentale.
  • Tunnel di Tenda: confermato l’impegno per avviare la riqualificazione della canna storica entro l’inizio del 2027.
  • Grandi valichi: piena sintonia sugli investimenti per la Torino-Lione, il Frejus e il Monte Bianco, oltre allo sviluppo delle “autostrade del mare”.

Verso la plenaria

I lavori si concluderanno in serata a Villa Eilenroc con una riunione plenaria allargata alle delegazioni ministeriali, che per l’Italia includono figure chiave come Piantedosi, Crosetto, Urso, Lollobrigida, Pichetto Fratin e Bernini. Dopo la tradizionale foto di famiglia, il Vertice si chiuderà con una cena ufficiale offerta dal presidente Macron in onore della premier italiana.

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