Von der Leyen avvisa: “Senza nuove tasse, ci sarà meno Europa lì dove serve”

La presidente della Commissione parla all'Europarlamento e spiega che senza nuove 'risorse proprie', la scelta è netta: contributi nazionali più elevati o minore capacità di spesa di Bruxelles
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Ursula Von der leyen (Ipa/Fotogramma)

L’aggiunta di nuove risorse proprie per l’Ue – al secolo ‘tasse’ – è “indispensabile” se nell’ambito del bilancio per il settennato 2028-2034 si intende sia mantenere le priorità come la Politica agricola comune e di coesione, sia investire nelle nuove priorità come competitività e difesa. Lo ha affermato oggi, 29 aprile, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo intervento al Parlamento europeo.

Vecchie e nuove priorità nel bilancio 2028-2034

Il prossimo bilancio dell’Ue è centrale per la nostra agenda di competitività. Può de-rischiare gli investimenti e attrarre capitali privati, può finanziare priorità strategiche su vera scala europea e può sostenere riforme che rendano l’Europa un posto migliore in cui investire. Ma dobbiamo essere lucidi riguardo all’equazione di bilancio”, ha sottolineato la tedesca, ricordando che dal 2028 in poi l’Ue dovrà anche iniziare a rimborsare il prestito di NextGenerationEU. Da quel momento, Bruxelles dovrà tenere insieme tre esigenze: onorare i rimborsi del piano post-pandemia, mantenere fondi consistenti per agricoltura e coesione, e finanziare le nuove priorità europee senza scaricare tutto sui bilanci degli Stati attraverso i contributi nazionali.

“L’equazione di bilancio è chiara: nuove risorse proprie sono indispensabili. Senza di esse, la scelta è netta: contributi nazionali più elevati o minore capacità di spesa. In altre parole, meno Europa esattamente là dove l’Europa deve fare di più“, sottolinea la leader dell’esecutivo Ue, ricordando che il suo ufficio ha proposto un pacchetto completo di nuove risorse proprie “diversificato, collegato alle politiche dell’Unione e in grado di generare entrate stabili nel tempo. Questo è l’unico modo credibile per allineare le priorità dell’Europa ai mezzi dell’Europa”.

Anche l’Europarlamento chiede nuove ‘risorse proprie’

Il passaggio arriva all’indomani della decisione del Parlamento europeo adottata ieri, 28 aprile, sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034. L’Eurocamera ha chiesto un bilancio più ampio rispetto alla proposta della Commissione, e ha a sua volta ribadito la necessità di nuove risorse proprie per almeno circa 60 miliardi di euro l’anno.

Il Parlamento sostiene il cosiddetto “basket approach”, cioè un paniere di diverse entrate. Nella proposta della Commissione rientrano risorse collegate al sistema europeo di scambio delle emissioni, al meccanismo Cbam sul carbonio alle frontiere, a un contributo sulle grandi imprese, alle accise sul tabacco e ai rifiuti elettronici non raccolti. L’Europarlamento ha indicato possibili opzioni alternative o integrative: una tassa sui servizi digitali rivolta alle grandi piattaforme, un prelievo sul gioco e sulle scommesse online, un’estensione del Cbam e un prelievo sulle plusvalenze da cripto-attività.

Capitali divise

La questione, però, è politicamente divisiva. Diversi Stati membri guardano con cautela a nuove imposte europee, sia per ragioni fiscali sia per il timore di ampliare il potere finanziario diretto di Bruxelles. La Germania, ad esempio, ha già mostrato resistenze su nuove forme di prelievo. Anche tra gli eurodeputati italiani le posizioni divergono: da una parte chi considera le nuove risorse proprie un passaggio necessario per finanziare difesa comune, transizione verde e digitale; dall’altra chi le interpreta come un passo verso un bilancio europeo più ampio e quindi verso una maggiore integrazione federale.

Von der Leyen lega invece il tema alla credibilità dell’azione europea. Secondo la presidente, la Commissione ha proposto un pacchetto “diversificato, collegato alle politiche dell’Unione e in grado di generare entrate stabili nel tempo. Questo è l’unico modo credibile per allineare le priorità dell’Europa ai mezzi dell’Europa”.

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