Terremoto Venezuela, l’Ue invia aiuti e attiva la protezione civile

La presidente della Commissione von der Leyen: "Il Paese non è solo". Roma e altri sette capitali stanno inviando squadre di ricerca e soccorso. Attivato il sistema satellitare Copernicus
1 ora fa
2 minuti di lettura
Soccorritori in Venezuela dopo il terremoto
Soccorritori al lavoro (Ipa)

L’Unione europea si mobilita per il Venezuela, colpito nel nord-ovest del Paese da due violenti terremoti che hanno provocato finora – 26 giugno – quasi 600 morti e 50mila dispersi, oltre al crollo di numerosi edifici e gravi danni. Bruxelles ha attivato il Meccanismo di protezione civile dell’Ue e il Servizio di gestione delle emergenze Copernicus, che utilizza immagini satellitari e dati geospaziali per supportare la valutazione dei danni nelle aree colpite da calamità naturali.

I due sismi si sono verificati il 24 giugno a distanza di meno di un minuto l’uno dall’altro. Il primo, di magnitudo 7.2, è stato registrato alle 18:04 ora locale, a una profondità di 20 chilometri, con epicentro a 23 chilometri a sud-est della città di Yumare, nello Stato di Yaracuy, e a circa 170 chilometri a sud della capitale Caracas. Il secondo, di magnitudo 7.5, si è verificato un minuto dopo a una profondità di 10 chilometri, con epicentro a 28 chilometri a sud-est di Yumare. Le autorità venezuelane hanno dichiarato lo stato di emergenza e dispiegato squadre di ricerca e soccorso per individuare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie degli edifici crollati.

Von der Leyen: “Il Venezuela non è solo”

“Siamo al fianco del popolo venezuelano in questo momento di grande tragedia e catastrofe”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ringraziando “tutti gli Stati membri per la loro solidarietà e rapidità nell’inviare vigili del fuoco, cani da soccorso, personale medico e altre forme di assistenza. Il Venezuela non è solo”.

Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo stanno inviando squadre di ricerca e soccorso nel Paese. “Siamo pronti a offrire ulteriore aiuto, inclusa assistenza medica”, ha aggiunto von der Leyen. Finora oltre 520 soccorritori provenienti dagli otto Stati membri si sono mobilitati nell’ambito dell’operazione. L’Italia sta inviando anche un’équipe medica, mentre il Lussemburgo sta mettendo a disposizione attrezzature per le telecomunicazioni, alloggi e fonti energetiche.

Nell’ottobre del 2001, la Commissione ha istituito il meccanismo di protezione civile dell’Ue per migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi in tutto il mondo, attivabile da qualsiasi Paese venga colpito da una catastrofe, in Europa e non solo.

Attivato Copernicus

A supporto degli interventi sul campo, il 25 giugno il servizio satellitare europeo Copernicus è stato attivato in modalità di mappatura rapida. Il sistema, attraverso il servizio CEMS Mapping, fornisce gratuitamente mappe basate su immagini satellitari e altri dati geospaziali per sostenere la risposta a disastri naturali e crisi causate dall’uomo in tutto il mondo. Nel caso del Venezuela, l’attivazione del servizio servirà a supportare la valutazione dei danni e l’organizzazione degli interventi di emergenza.

In una dichiarazione congiunta, l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, la commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib e il commissario ai Partenariati internazionali, Jozef Síkela, hanno espresso “condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime dei devastanti terremoti” e la solidarietà europea “al popolo venezuelano e a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza”.

Un Paese già in crisi

La dichiarazione congiunta sottolinea anche che i terremoti colpiscono un Paese in milioni di venezuelani “continuano ad affrontare gravi bisogni umanitari“. L’Unione, spiegano ancora i tre, è in contatto con le autorità e sta collaborando con i partner “per valutare le necessità più urgenti man mano che saranno disponibili nuove informazioni”.

Il Venezuela è tra i principali beneficiari degli aiuti umanitari europei in America Latina. Per quest’anno, l’Ue ha stanziato fino a 52 milioni di euro per rispondere alle conseguenze umanitarie della crisi socio-economica nel Paese. Gli aiuti vengono erogati esclusivamente attraverso partner umanitari, tra cui agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni non governative internazionali, in collaborazione con realtà locali.

L’Unione Europea ha fatto sapere di essere pronta a fornire ulteriore assistenza in base all’evoluzione delle necessità sul campo.

Gli ultimi articoli