“Non chiamatela stagnazione”, Lagarde scommette su cannoni e chip

Dombrovskis: "Capacità difesa vanno rafforzate, abbiamo speso poco per decenni"
2 ore fa
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Christine Lagarde
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde (Afp)

In un’audizione cruciale alla Commissione europea per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, la presidente della Banca centrale europea (Bce) Christine Lagarde ha tracciato i contorni di un’economia dell’area euro in fase di trasformazione. In un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, emerge un dato sorprendente: mentre i servizi rallentano, la manifattura mostra una resilienza inaspettata, sostenuta in modo determinante dalla spesa per la Difesa.

Il nuovo motore della manifattura: scorte e armamenti

Secondo l’analisi di Lagarde, l’attività economica ha registrato una crescita del Pil reale dello 0,3% nel primo trimestre del 2026. Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente però ha rapidamente mutato lo scenario, intaccando la fiducia dei consumatori e deprimendo il settore dei servizi. Al contrario, il settore manifatturiero ha “tenuto”. Questa tenuta non è casuale: è il risultato di un massiccio accumulo di scorte per prevenire interruzioni nelle catene di approvvigionamento e di un incremento significativo della spesa pubblica e privata nel settore della difesa. Una visione confermata dal commissario europeo per l’economia, Valdis Dombrovskis, il quale ha dichiarato apertamente che l’Europa ha “sfruttato i dividendi della pace” per vent’anni, investendo poco nella Sicurezza. Quell’era, secondo il commissario, è “sfortunatamente finita”, imponendo un rafforzamento rapido delle capacità difensive dell’Unione.

La strategia della Bce: tassi e “approccio graduato”

Sul fronte della stabilità dei prezzi, la sfida rimane complessa. L’inflazione è risalita al 3,2% a maggio, trainata da una componente energetica che ha superato il 10%. Nonostante ciò, Lagarde ha espresso fiducia nel ritorno all’obiettivo del 2% nel lungo termine, grazie a una politica monetaria “adeguata”.

In questo spirito, la Bce ha innalzato i tassi di interesse di 25 punti base a giugno. La presidente ha spiegato che l’Istituto segue tre principi cardine:

  1. Valutazione della natura dello choc: distinguendo tra effetti diretti e rischi di “secondo livello” su salari e prezzi.
  2. Focus sui rischi: utilizzando scenari alternativi per gestire l’incertezza.
  3. Risposta graduata: Lagarde ha chiarito che l’attuale choc è troppo grande per essere ignorato, ma non ancora tale da giustificare una risposta “forzosa”, poiché non vi sono prove di uno “sradicamento” delle aspettative di inflazione.

Oltre la crisi: Competitività, Euro digitale e linee Eurep

L’audizione ha toccato temi fondamentali per il futuro dell’Unione. Dombrovskis ha sottolineato l’importanza di attuare l’agenda sulla competitività, ispirandosi al rapporto di Mario Draghi per semplificare la burocrazia europea. Un ruolo centrale sarà giocato dall’unione dei risparmi e degli investimenti, necessaria per finanziare l’economia reale e stabilizzare il ruolo internazionale dell’euro.

Su quest’ultimo punto, Lagarde ha rilanciato l’urgenza dell’euro digitale, definendolo una “priorità” per avere denaro della banca centrale nel mondo digitale. Tuttavia, ha espresso frustrazione per i tempi burocratici: anche se la fase pilota procede per un rollout nel 2029, la presidente ha ammesso che “ci vuole troppo tempo”.

Infine, per garantire la stabilità finanziaria globale, Lagarde ha annunciato che dal 1° luglio saranno disponibili le linee Eurep (Eurosystem repo facility). Si tratta di uno strumento di liquidità aperto a quasi tutte le banche centrali nazionali del mondo, volto a prevenire la volatilità finanziaria che danneggia la stabilità dei prezzi nell’area euro.

Infine, Lagarde ha respinto con forza l’idea di una stagnazione. Con una crescita del Pil stimata allo 0,8% per il 2026, l’Europa sta lottando per ritrovare il suo slancio. La strada indicata è chiara: per ridurre la vulnerabilità agli choc esterni, la politica monetaria da sola non basta; sarà essenziale rafforzare la resilienza strutturale, specialmente nel settore energetico.

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