Votare in tempo di guerra “sarebbe uno tsunami“, spaccherebbe il Paese e favorirebbe il premier russo Vladimir Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ieri ha risposto così, dopo diversi giorni, al suo ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, che martedì scorso ha chiesto che l’Ucraina vada alle urne anche se la guerra perdura. Perché, ha spiegato, “non può essere Putin a decidere quando dobbiamo votare”.
Ma Zelensky è stato netto, dichiarando sabato ai giornalisti che “se vogliamo distruggere il Paese, allora possiamo muoverci nella direzione delle elezioni in questi tempi di guerra“. “Credo che durante una guerra come questa, le elezioni in generale comportino rischi considerevoli”, ha spiegato aggiungendo che il voto “in questo momento sarebbe uno tsunami per lo Stato, uno tsunami che dividerebbe l’Ucraina”.
“Se i nostri partner ci offrono condizioni specifiche per lo svolgimento delle elezioni in modo sicuro, legittimo e democratico, allora discutiamone”, ha affermato ancora Zelensky. “Ma nessuno ha mai presentato proposte specifiche. Perché questo è impossibile nelle condizioni attuali“, ha chiarito con un riferimento anche a “Putin, che si rifiuta di accettare qualsiasi forma di cessate il fuoco”.
Il suo obiettivo, ha concluso, è quello di “portare il Paese alla fine della guerra e preservare uno Stato indipendente e sovrano”.
Un voto congelato
L’ultima volta in cui il Paese è andato alle urne è stata nel 2019, quando Zelensky vinse con il 73% delle preferenze. Nel 2024 si sarebbero dovute tenere le nuove presidenziali, ma l’invasione russa del 2022 ha portato all’instaurazione della legge marziale e al divieto, sancito nella Costituzione, di votare. Tutto insomma è rimasto sospeso, congelato, in attesa della fine di un conflitto che sembra non finire mai e che corre verso il suo quinto anniversario.
Fedorov nel suo videomessaggio ha insistito proprio sulla tutela della democrazia, e ieri alla Bbc ha dichiarato di avere il “diritto morale” di porre il tema, perché “se non posso condividere le mie idee ed esprimerle apertamente con la mia stessa società, allora per cosa stiamo lottando?”
L’ex ministro è molto popolare in patria, grazie alla sua opera di modernizzazione delle forze armate e alla sua strategia basata sui droni, che ha consentito all’Ucraina di rintuzzare i russi e di ottenere dei successi militari significativi.
Ambizioni politiche per Fedorov?
A luglio, il suo licenziamento da parte di Zelensky, in seguito ad alcuni dissidi con i vertici delle forze armate, ha fatto scendere in piazza migliaia di persone a sostegno del suo reintegro. Nonostante le pressioni popolari, il 35enne non è rientrato nel governo, e secondo molti la sua richiesta di elezioni sarebbe funzionale a una sua possibile ambizione politica.
Fedorov ha negato di averne nell’immediato, senza tuttavia escludere una futura candidatura alla presidenza: una decisione, ha spiegato, che dipenderà dalla ripresa del processo elettorale, dalle sue energie, dalla possibilità di mantenere la propria squadra e soprattutto dalla fiducia degli ucraini.
Fatto sta che ieri mattina l’ex ministro è tornato a battere sul ferro caldo della corruzione, dopo l’ulteriore scandalo che ha toccato da vicino il presidente e a pochi mesi da quello che ha portato all’arresto del suo braccio destro.
Fedorov: “Zelensky deve rispondere su corruzione nel governo”
La scorsa settimana, infatti, è stata arrestata la vice capo dell’Ufficio presidenziale, Iryna Mudra, accusata di riciclaggio dall’Ufficio anticorruzione. Zelensky non è coinvolto dalle indagini, che riguardano anche parlamentari e banchieri, e ha subito licenziato la funzionaria.
Ma il caso, ha sostenuto Fedorov alla Bbc, solleva interrogativi su quanto il presidente sapesse di possibili episodi di corruzione nella sua cerchia più stretta. “Lasciamo che risponda a questa domanda. Credo che sia pronto a rispondere. È sua responsabilità dirci se fosse a conoscenza di tutto questo oppure no. Non voglio fare supposizioni”.
Fedorov ha precisato di non avere prove di un coinvolgimento personale del presidente: “In tutto il tempo in cui ho lavorato con lui, non ho ricevuto neanche una volta un compito o un incarico che fosse contrario alla legge o al mio senso di integrità. Questa è la mia esperienza personale con lui”.
Zelensky: “Federov va verso le cose sbagliate”
“I capi delle agenzie anticorruzione non mi pongono alcuna domanda”, ha replicato il presidente ucraino. “Capiscono perfettamente che io non faccio cose del genere. E questo per me è importante. Mudra? Quello che so era sufficiente per reagire fin dal primo giorno. C’erano elementi sufficienti per licenziarla”.
E su Fedorov, infine, una stoccata: “Ho sempre avuto e continuo ad avere un atteggiamento molto positivo nei confronti di Mikhailo. Ma credo che stia andando, o venga spinto, verso le cose sbagliate“.

