Romania, Veștea fallisce in Parlamento: Dan deve incaricare un terzo premier

Neanche il secondo nome proposto dal presidente per formare un governo riesce a convincere. Potrebbe essere la prospettiva di elezioni anticipate (e annessa vittoria dell'estrema destra) a farlo
3 ore fa
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Vestea adrian parlamento romania afp
Adrian Veștea parla alla Camera dei Deputati (Afp)

Si dice che ci sia sempre una prima volta. Per la Romania, potrebbero essere le elezioni anticipate: anche se rimane un”ultima spiaggia’, Ieri sera Adrian Veștea, il primo ministro designato alla formazione di un nuovo governo, ha fallito il voto di fiducia in Parlamento, raccogliendo 189 voti: molti meno dei 233 necessari.

Si tratta del secondo nome incaricato dal presidente Nicușor Dan di mettere in piedi un gabinetto che possa far uscire il Paese dalla nuova fase di instabilità politica in cui è ripiombato in seguito alla caduta del governo guidato dal liberale Ilje Bolojan, sfiduciato a fine maggio dalla strana alleanza tra socialisti ed estrema destra.

L’estrema destra vuole elezioni anticipate

Dan ci ha provato prima con un tecnico, Eugen Tomac, che non è nemmeno arrivato in Parlamento, e poi con un politico. Ma neanche il cambio di approccio ha funzionato: Veștea è stato sostenuto dai socialdemocratici, ma i liberali (Pnl) e due partiti minori non lo hanno appoggiato. Ago della bilancia è così diventata l’estrema destra di Aur (Alleanza per l’Unione dei Romeni), il secondo partito con più seggi, che ha votato contro. Aur, infatti, è in vantaggio nei sondaggi e dunque gli conviene andare alle elezioni anticipate.

Proprio questo fatto potrebbe alla fine portare le altre forze a coagularsi attorno al terzo nome che Dan deve ora proporre, con l’obiettivo di ottenere un governo filoeuropeo. Oggi pomeriggio il capo di Stato incontrerà i rappresentanti di tutti i partiti.

Secondo la costituzione romena, il presidente può sciogliere il Parlamento solo a determinate condizioni: se l’organo legislativo “non ha concesso il voto di fiducia per la formazione del Governo entro 60 giorni dalla prima richiesta e solo dopo aver respinto almeno due richieste di investitura”. Inoltre, deve aver prima consultato i presidenti delle due Camere e i capi dei gruppi parlamentari.

Verso un governo di minoranza

Le prossime legislative sono previste nel Paese solo nel 2028, e non si sono mai verificati voti anticipati. Ma certo l’instabilità attuale potrebbe portare a una prima volta. Ma, come detto, le prossime urne potrebbero consegnare le chiavi del potere all’estrema destra euroscettica, e Dan vuole evitare in tutti i modi (leciti) questa eventualità. E dato che i Liberali hanno detto che non vogliono formare un’altra coalizione con i Socialdemocratici, al momento i legislatori ritengono più probabile che si vada a un governo di minoranza, composto dalla sinistra o dai tre partiti di centrodestra della precedente coalizione compreso il Pnl.

In ogni caso, un governo fragile che dovrà mettere mano alle stesse problematiche che hanno fatto cadere Bolojan, e Tomac e Vestea prima ancora di iniziare: attuare riforme e ridurre il più grande deficit di bilancio dell’Unione europea.

A rischio “fondi europei, fiducia e tempo”

Intanto la crisi politica mette a rischio l’accesso di Bucarest ai fondi erogati da Bruxelles, e i suoi rating creditizi. “47 giorni senza un governo ci stanno già costando troppo: fondi europei, fiducia e tempo”, ha sottolineato Veștea su Facebook. “Il voto di oggi non è quello che speravamo in Romania. Ma il voto è sovrano e lo rispetto”, ha concluso.

Bolojan, leader dei liberali a cui appartiene anche Veștea, ha invece sentenziato, sempre su Faceboook: “I tradimenti hanno mostrato i loro limiti”. Il riferimento è al fatto che la nomina a premier incaricato del compagno di partito sia avvenuta senza consultare i vertici del movimento.

Come i precedenti due, il prossimo premier designato avrà 10 giorni per formare una squadra di governo e ottenere la fiducia del Parlamento.

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