Aiuti di Stato, svolta di Bruxelles per il caro-energia: sostegni fino al 70%

Bruxelles vara un quadro temporaneo per sostenere i settori colpiti dall’impennata di carburanti, energia e fertilizzanti
7 ore fa
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Ribera Teresa Afp
La commissaria Ue per la Concorrenza, Teresa Ribera (Nicolas Tucat/Afp)

Bruxelles allenta le regole sugli aiuti di Stato per proteggere imprese e settori produttivi (e non singole imprese) più esposti al caro-energia generato dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz. La Commissione europea ha presentato ieri, 29 aprile, il Middle East Crisis Temporary State Aid Framework, Metsaf, un quadro temporaneo che consentirà agli Stati membri di sostenere agricoltura, pesca, acquacoltura, trasporti terrestri, trasporti marittimi interni all’Ue e industrie energivore.

Si potrà compensare fino al 70% dei costi aggiuntivi

La misura permetterà ai governi nazionali di compensare fino al 70% dei costi energetici aggiuntivi sostenuti dalle imprese, in particolare per carburanti, fertilizzanti ed elettricità, attraverso sovvenzioni, sgravi fiscali e garanzie statali. L’obiettivo è evitare che l’aumento dei prezzi colpisca in modo eccessivo comparti già fortemente dipendenti dall’energia, senza però aprire la strada a sussidi generalizzati e fuori controllo.

Il nuovo quadro resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. Eventuali proroghe saranno possibili, ma gli Stati membri dovranno motivarle e giustificarle. La Commissione ha scelto quindi una linea prudente: interventi rapidi, ma limitati nel tempo; sostegno pubblico, ma dentro regole comuni; margini di manovra per i governi, ma cercando di non rompere l’equilibrio del mercato unico.

Valutazione caso per caso

Gli aiuti non saranno concessi direttamente a singole imprese scelte caso per caso. I governi dovranno presentare schemi nazionali per settore sotto pressione, che saranno valutati dalla Commissione. Una volta ottenuto il via libera, le imprese interessate potranno ricevere un sostegno fino a 50mila euro ciascuna, con procedure semplificate e un onere amministrativo ridotto.

Il calcolo dei costi aggiuntivi sarà affidato agli Stati membri, che dovranno confrontare il prezzo di mercato attuale con un prezzo storico di riferimento. I costi complessivi verranno poi determinati sulla base dei consumi attuali o più recenti del beneficiario prima della crisi. In questo modo Bruxelles punta a sostenere chi ha subito davvero l’impatto dell’impennata dei prezzi, evitando compensazioni eccessive o scollegate dai costi reali.

Regole comuni

Secondo la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Teresa Ribera, “quando si tratta di aiutare famiglie e imprese è importante avere regole comuni”. Il punto è proprio impedire che ogni Stato intervenga in ordine sparso, con il rischio di generare squilibri tra Paesi con capacità fiscali molto diverse. “Abbiamo scelto un approccio equilibrato per non azzerare i margini di spesa degli Stati”, ha spiegato Ribera, ricordando che l’aumento dei prezzi è evidente ma resta incerta la sua durata.

Il punto rimane la concorrenza interna all’Ue. Le regole europee sugli aiuti di Stato servono a impedire che i governi favoriscano le proprie imprese alterando la parità di condizioni nel mercato unico. Il rischio, già emerso durante le precedenti crisi energetiche, è che i Paesi con bilanci più solidi possano sostenere molto più degli altri le proprie aziende, come è successo in particolare la Germania, storicamente tra i maggiori utilizzatori delle deroghe agli aiuti di Stato.

Il rischio di incentivare fonti fossili

La Commissione difende però la necessità dell’intervento in quanto si tratta di una risposta “mirata, temporanea e proporzionata” agli effetti immediati del conflitto.

Greg Van Elsen, coordinatore senior della politica industriale presso l’ong Climate Action Network Europe, ha fatto presente a a Euronews che il Metsaf rischia di “far spendere miliardi di euro per sovvenzionare i costi dell’energia di origine fossile, invece di accelerare la transizione industriale pulita dell’Europa”.

A tal proposito Ribera ha legato l’emergenza attuale alla strategia di lungo periodo dell’Ue. “La transizione energetica rimane la strategia più efficace per l’autonomia, la crescita e la resilienza dell’Europa”, ha affermato.

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