Romania ancora senza governo: bocciato anche Mureșan, crescono le chances per l’estrema destra

Dopo il fallimento del terzo premier designato, l'ipotesi del voto anticipato diventa più concreta mentre si prospetta una possibile intesa tra socialdemocratici ed estrema destra. La scelta in mano al presidente Dan
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Siegfried Mureșan si rivolge al Parlamento romeno
Siegfried Mureșan si rivolge al Parlamento romeno (Afp)

Non c’è due senza tre.

Nemmeno Siegfried Mureșan, europarlamentare di lunga data e terzo incaricato dal presidente romeno Nicușor Dan di formare un governo, ce l’ha fatta a superare lo scoglio parlamentare. Oggi, 30 settembre, Mureșan si è presentato all’aula con una squadra e un “programma orientato alle riforme”, mettendo insieme il suo Partito Nazionale Liberale (Pnl) di centro-destra, il partito Unione Salva la Romania (Usr) e il partito ungherese Udmr. Ma non ha ottenuto i 233 voti necessari per ottenere la fiducia, anzi non li ha nemmeno sfiorati, fermandosi a 182 favorevoli – con 15 contrari.

“Chi ha voluto la crisi la prolunga”

“Abbiamo trovato una soluzione per porre fine alla crisi politica, e abbiamo visto che i partiti che l’hanno scatenata hanno votato per prolungarla“, ha dichiarato Mureșan in conferenza stampa dopo la votazione.

Il riferimento è ai socialdemocratici, che lo scorso maggio hanno fatto cadere il governo guidato dal liberale Ilie Bolojan togliendogli il sostegno e poi votando una mozione di sfiducia insieme all’estrema destra euroscettica e ‘Nato-scettica’ dell’Alleanza per l’Unità dei Romeni (Aur).

E proprio una collaborazione tra questi due partiti sembra essere una delle possibilità per evitare le elezioni anticipate, che per il Paese sarebbero una prima volta. I socialdemocratici in effetti hanno dichiarato di non escludere più la possibilità di formare un governo con Aur, che a sua volta non ha detto ‘no’ a una collaborazione con la sinistra pur chiedendo a gran voce di andare alle urne.

Il presidente Dan: “Nuove elezioni sono ultima opzione”

Secondo la costituzione romena infatti dopo due rifiuti formali da parte del parlamento a candidati proposti dal presidente, questo può indire una nuova votazione. Al momento il prossimo appuntamento con le legislative è nel 2028.

Dan però ritiene le elezioni anticipate “un’ultima opzione“, perché “sarebbero una continuazione dell’instabilità e della sfiducia”, dunque “non una soluzione”.

Il presidente moderato sa bene che Aur viaggia sul 40% nei sondaggi, per cui preferirebbe che i politici si mettessero d’accordo. “Devono guardare alle persone che hanno dato loro il mandato”, ha detto Dan in visita nella Repubblica Ceca.

A rischio il rating della Romania

Sicuramente il prolungarsi della crisi non fa bene alla Romania, che rischia di vedersi tagliare il rating creditizio, già all’ultimo livello della categoria investment grade, e che deve decidere un piano di tagli per ridurre il deficit di bilancio, il più grosso dell’Unione europea. La moneta nazionale oggi è rimasta stabile rispetto all’euro perché il mercato riteneva già che Mureșan non avrebbe ottenuto la fiducia, ma il leu quest’anno ha comunque perso il 3,5%.

Da parte sua, il leader del Psd, Sorin Grindeanu, ha affermato su Facebook che la Romania ha “urgentemente bisogno di un governo con pieni poteri per invertire la rotta”, e ha assicurato: “Siamo pronti ad assumerci il compito di risollevare la Romania”.

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