Un’alleanza per rafforzare le catene di approvvigionamento delle materie prime critiche, fondamentali per industria, digitale, energia e difesa e dunque per “la prosperità e la sicurezza economica dei nostri Paesi”. La G7 Critical Minerals Resilience and Production Alliance, decisa dai leader del G7 riuniti a Évian, in Francia, sarà una piattaforma non vincolante di cooperazione tra i Paesi del gruppo e i partner affini (‘like-minded’). E nel suo stesso nome sottolinea due punti fondamentali della questione: la resilienza e la produzione di questi minerali ormai imprescindibili.
Il ruolo strategico dei minerali critici
Nella dichiarazione congiunta che il gruppo ha adottato oggi sulla sicurezza delle supply chain delle materie prime strategiche, dalle terre rare al litio, dal nichel ai magneti permanenti, si riconosce il “ruolo strategico delle catene del valore dei minerali critici“, si sottolinea “l’elevata concentrazione del mercato dei minerali critici” e si condannano molto chiaramente “il ricorso a restrizioni commerciali arbitrarie”, le pratiche non di mercato e le forme di coercizione economica come strumento di pressione politica. Anche se non viene mai menzionata, il riferimento è palesemente alla Cina, che detiene il quasi monopolio della produzione ma anche della trasformazione delle materie prime critiche.
Ne è stato un esempio quando nel 2025, in pieno braccio di ferro seguito ai dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump, il Dragone ha deciso restrizioni nell’export di materie prime, peraltro causando parecchie difficoltà non solo agli Stati Uniti ma anche all’Europa.
Per evitare che le dipendenze industriali diventino strumenti di pressione geopolitica (la cosiddetta ‘weaponization’) il G7 si dice pronto a lavorare insieme per coordinare investimenti, produzione, trasformazione, riciclo, tracciabilità e gestione delle scorte, come anche per diversificare le catene di approvvigionamento attraverso partenariati strategici e “reciprocamente vantaggiosi”. Alla dichiarazione ha aderito anche l’Australia, che non fa parte del club ma è Paese partner. E che può mettere sul tavolo importanti giacimenti di litio, nichel, cobalto e terre rare.
Ridurre le dipendenze
La dichiarazione fissa degli obiettivi: per quanto riguarda terre rare e magneti permanenti è ridurre la dipendenza da un singolo fornitore esterno al gruppo e ai Paesi partner sotto il 60% entro il 2030, con l’ambizione di arrivare al 50% il prima possibile. Per gli altri minerali critici, i ministri competenti dovranno definire entro la fine dell’anno un obiettivo specifico di riduzione delle dipendenze.
La nuova alleanza nasce anche per mettere ordine tra iniziative già esistenti e trasformarle in una strategia più coordinata. Secondo la dichiarazione, dall’inizio del 2026 sono stati annunciati 195 progetti nelle catene del valore dei minerali critici, per 64 miliardi di euro di investimenti, tra partecipazioni azionarie e accordi di acquisto. L’obiettivo è sostenere progetti lungo tutta la filiera: estrazione, lavorazione, capacità industriale, riciclo e infrastrutture collegate.
Tracciabilità e stockpiling
Un altro capitolo riguarda la tracciabilità. Il G7 vuole arrivare a creare meccanismi armonizzati e interoperabili per verificare tracciabilità e la trasparenza sull’origine dei minerali critici, come strumento per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, garantire standard elevati e contrastare traffici illegali. Si parte da due progetti pilota su litio e nichel, con la precisazione che si dovrà “evitare di compromettere la competitività o imporre oneri eccessivi”. Il sistema dovrebbe poi essere esteso ogni anno ad altri cinque minerali, con particolare attenzione alle terre rare.
Per quanto riguarda la gestione delle crisi, la dichiarazione ‘ingloba’ il punto di vista giapponese, più orientato alla costituzione di scorte strategiche. I Paesi del G7 si impegnano infatti a sviluppare o aumentare capacità nazionali di stockpiling, pubbliche o industriali, dove appropriato. È prevista inoltre la creazione di un meccanismo di cooperazione congiunto, con il supporto dell’Agenzia internazionale dell’energia, per condividere dati e avvisi su possibili tensioni di mercato o interruzioni dell’offerta o della domanda.
Economia circolare
Spazio infine all’economia circolare. I Paesi si impegnano a favorire progettazione efficiente, riuso, riparazione e rigenerazione di prodotti che contengono minerali critici, oltre a sostenere il riciclo e la creazione di mercati più solidi per le materie prime secondarie, “attraverso incentivi economici e normativi come i requisiti di contenuto riciclato”.
Il testo prevede anche il recupero di minerali da fonti alternative e secondarie, come rifiuti minerari e scarti di lavorazione, e una maggiore collaborazione sull’innovazione tecnologica. L’obiettivo è aumentare la capacità di raccolta e riciclo, ridurre la dispersione di prodotti di valore e a fine vita contenenti materie prime critiche, e contrastare il traffico illegale di rifiuti ricchi di minerali critici, anche attraverso sistemi digitali di tracciabilità e responsabilità estesa dei produttori.
Va precisato che la dichiarazione congiunta sottoscritta oggi dai leader del G7 non introduce obblighi immediatamente vincolanti; tuttavia resta un impegno politico e una conferma dell’importanza centrale dei minerali critici come leva di sicurezza economica, autonomia tecnologica e resilienza geopolitica.

