Prevenire prima che compaiano i sintomi, intercettando ipertensione, glicemia e colesterolo elevati prima che possano tradursi in infarto, ictus o altre patologie. È l’obiettivo delle nuove raccomandazioni sui controlli cardiovascolari presentate dalla Commissione europea oggi, 28 settembre, insieme all’avvio della prima EU Screening Week, che parte sempre oggi e durerà fino al 4 ottobre.
La Commissione propone per la prima volta un quadro europeo comune che indichi chi sottoporre ai controlli, con quale frequenza e quali parametri verificare. Al centro ci sono obesità, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, alcuni dei principali indicatori di rischio per malattie che nell’Unione europea, spiega Palazzo Berlaymont, causano circa 1,7 milioni di morti ogni anno e interessano complessivamente 62 milioni di persone. Secondo la Commissione, fino all’80% delle malattie cardiovascolari potrebbe essere prevenuto intervenendo sui principali fattori di rischio.
“La prevenzione è il miglior investimento che possiamo fare per la nostra salute e per il futuro dei nostri sistemi sanitari”, ha sottolineato il commissario alla Salute e al Benessere animale Olivér Várhelyi presentando l’iniziativa e ricordando che questo tipo di patologie ha un impatto pesante anche sui sistemi sanitari e costa all’economia europea oltre 282 miliardi di euro all’anno.
La prevenzione e la promozione della salute sono tra i modi più efficaci in termini di costi per affrontare questo problema. Secondo il rapporto ‘Health at a Glance: Europe 2024’ , ogni euro investito in interventi di sanità pubblica ben progettati può generare fino a 14 euro di benefici economici.
A ogni età i suoi controlli
La proposta distingue i controlli in base all’età.
Prima dei 35 anni viene raccomandato almeno un controllo cardiovascolare, con ulteriori approfondimenti individualizzati in presenza, per esempio, di una storia familiare di malattie cardiovascolari premature o morte cardiaca improvvisa.
Tra i 35 e i 64 anni, invece, la Commissione propone controlli sistematici almeno ogni cinque anni, da effettuare più frequentemente quando il profilo di rischio individuale lo richiede. La valutazione non dovrebbe limitarsi a pressione, glicemia e colesterolo: il quadro comprende anche stile di vita, funzionalità respiratoria, indice di massa corporea, circonferenza vita, storia clinica e familiare e, quando rilevanti, salute renale, salute mentale e fattori legati alla salute riproduttiva.
Per le persone di 65 anni e oltre, i controlli dovrebbero essere effettuati ogni tre-cinque anni e potrebbero comprendere, quando indicato, anche elettrocardiogramma e controllo del polso per individuare eventuali alterazioni della frequenza o del ritmo cardiaco.
Accesso equo ai controlli
La Commissione vuole inoltre portare la prevenzione fuori dai soli ambulatori tradizionali. I controlli potrebbero essere effettuati anche nelle farmacie, nei centri di comunità e attraverso unità mobili, soprattutto nelle aree rurali o dove l’accesso ai servizi sanitari è più difficile. Oggi meno della metà degli Stati membri dispone di programmi di controllo cardiovascolare e i modelli adottati variano sensibilmente da un Paese all’altro.
Presentando l’iniziativa a Bruxelles, il commissario europeo alla Salute e al Benessere animale Olivér Várhelyi ha sintetizzato l’impostazione con una frase: “La prevenzione dovrebbe diventare un riflesso europeo”. E ha spiegato la necessità di cambiare modello: “Per troppo tempo, l’assistenza sanitaria si è concentrata soprattutto sulla cura delle persone una volta ammalate. Non possiamo più permetterci di considerare questo il nostro modello di riferimento”, ha aggiunto.
Dati e intelligenza artificiale
Un ruolo è previsto anche per dati e intelligenza artificiale, che potranno contribuire a individuare con maggiore precisione le persone a rischio e a personalizzare la prevenzione. La Commissione specifica però che questi strumenti dovranno essere basati su evidenze, utilizzati con supervisione umana e nel rispetto della normativa europea. Come ha sottolineato la presidente Ursula von der Leyen nel suo Discorso sullo stato dell’Unione di quest’anno, l’Ai non deve sostituire il medico ma potenziarlo.
Lo Spazio europeo dei dati sanitari, spiega ancora l’organo esecutivo, “migliorerà l’accesso di pazienti e operatori sanitari alle informazioni sanitarie pertinenti, favorendo una migliore valutazione del rischio e la continuità delle cure”. Inoltre, permetterà “il riutilizzo sicuro dei dati sanitari per la ricerca e l’innovazione”.
Un’altra importante iniziativa è la European Cardiovascular Health Data and AI Network, che prevede un finanziamento di circa 20 milioni di euro dal programma EU4Health: si tratta di una rete che collegherà dati e competenze cardiovascolari in tutta Europa per aiutare gli operatori sanitari ad adottare strumenti affidabili per identificare i rischi precocemente e per una prevenzione e una cura più personalizzate.
La prima EU Screening Week
Le raccomandazioni arrivano nel giorno di apertura della prima EU Screening Week, dal 28 settembre al 4 ottobre. In diversi Paesi europei sono previste attività di informazione e screening. La settimana accompagna inoltre la campagna ‘Know Your Numbers’, costruita sull’idea che conoscere valori come pressione, colesterolo e glicemia sia il primo passaggio per individuare precocemente un rischio cardiovascolare.
Dal Safe Hearts Plan alle nuove raccomandazioni
I controlli cardiovascolari sono una delle iniziative previste dal Safe Hearts Plan, il primo piano organico dell’Unione europea dedicato alla salute cardiovascolare, presentato dalla Commissione nel dicembre 2025. Il piano poggia su tre pilastri: prevenzione; diagnosi precoce e screening; trattamento, assistenza e riabilitazione, con interventi trasversali su innovazione digitale, ricerca e disuguaglianze sanitarie. L’obiettivo indicato è ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035. Il piano prevedeva esplicitamente entro il 2026 la proposta di una raccomandazione del Consiglio sui controlli cardiovascolari, arrivata quest’oggi.
Anche l’Europarlamento chiede più prevenzione
Le nuove indicazioni della Commissione arrivano a meno di due settimane dal voto del Parlamento europeo sulla strategia Ue per le malattie cardiovascolari. Nella plenaria del 16 settembre, gli eurodeputati hanno approvato con 545 voti favorevoli, 47 contrari e 75 astensioni un rapporto d’iniziativa con le proprie raccomandazioni per rafforzare la risposta europea alle patologie cardiovascolari. Il testo, preparato dalla commissione per la Sanità pubblica e affidato alla relatrice Romana Jerković, insiste sulla necessità di intervenire sui fattori di rischio modificabili e di migliorare prevenzione, diagnosi precoce, screening e riabilitazione cardiaca.
Tra i temi affrontati figurano il contrasto al consumo di tabacco e nicotina, alimentazione e riduzione di sale, zuccheri e grassi saturi, ma anche il rapporto tra rischio cardiovascolare e diabete, obesità, inquinamento atmosferico e temperature estreme. Il voto del Parlamento non introduce direttamente nuovi obblighi per gli Stati membri: si tratta di un rapporto d’iniziativa, con cui l’Eurocamera indica alla Commissione e ai governi le priorità che ritiene debbano essere sviluppate nella strategia europea.

