Bilancio Ue, l’indiscrezione: “Verso l’unificazione della spesa del blocco”

Si parla di unificazione dei mercati per incanalare i fondi attraverso piani finanziari statali
4 giorni fa
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Euro Ue

La Commissione europea sta vagliando un progetto che trasformerebbe il bilancio dell’Ue. A lanciare l’indiscrezione è Bloomberg, secondo il quale, l’obiettivo di questa trasformazione soprannominata “Big Bang Budget” sarebbe quella di unificare la spesa del blocco e incanalare i fondi attraverso i piani finanziari dei singoli Paesi. I finanziamenti, si legge, verrebbero sbloccati una volta che gli Stati membri avranno rispettato i loro impegni politici.

L’ufficialità della notizia potrebbe arrivare con il discorso di conferma della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la prossima settimana a Strasburgo.

Perché rivoluzionare il bilancio?

Una delle motivazioni che potrebbe spingere a modificare il funzionamento attuale del bilancio europeo è la spesa per la difesa. Spesa che, nell’ultimo summit Nato che si tiene in questi giorni a Washington, dovrebbe essere pari al 2% del Pil dei singoli Stati. Aumentare l forze per la difesa fino al 2027 e rafforzarle per quanto possibile entro il 2030, farebbe sì che il bilancio europeo subisca un’alterazione totale.

In sintesi, si torna a parlare di “mercato unico”. Secondo l’autorità di regolamentazione dei mercati dell’Ue, l’obiettivo è quello di accelerare i tempi di regolamento dei titoli da due giorni a uno entro la fine del 2027. I depositari centrali di titoli (Csd) sono organizzazioni finanziarie nazionali o internazionali che gestiscono il “regolamento”, cioè il trasferimento di proprietà di titoli quali azioni e obbligazioni.

L’ipotesi “mercato unico”

Una vera unione dei mercati dei capitali dipende da tale regolamento. Da oltre due anni, il Consiglio intende semplificare le norme relative ad esso, preservando nel contempo la stabilità finanziaria: lo scopo è quello di rendere i depositari centrali di titoli più efficienti e competitivi nel mercato internazionale.

A rallentare la realizzazione concreta di un mercato unico ci sono alcune barriere:

  • sistemi fiscali nazionali frammentati
  • mercati nazionali diversi nel campo dei servizi finanziari, dell’energia e dei trasporti
  • normative e pratiche diverse tra i Paesi
  • norme complesse sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

E proprio in tema di competitività Bloomberg avvisa che “la Cina sta indagando per stabilire se la serie di azioni intraprese dall’Unione Europea contro Pechino costituisca un ostacolo illegale al libero scambio, mentre i due blocchi si avvicinano sempre di più a una guerra commerciale – e continua -. Il Ministero del Commercio ha affermato che l’indagine cinese avrebbe interessato una serie di settori, tra cui ferrovie, energia solare ed eolica e attrezzature di sicurezza. Sono aree che l’Ue ha preso di mira negli ultimi mesi con una serie di nuovi strumenti (quali i dazi alle auto elettriche, ndr), che afferma siano pensati per difendersi dalle pratiche sleali cinesi”. Un “occhio per occhio” al quale l’Ue non può farsi trovare impreparata.

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