Nel nuovo Parlamento Ue il centro tiene, von der Leyen: “Fermeremo gli estremisti”

La presidente uscente della Commissione soddisfatta dal risultato dei popolari, ma la destra estrema avanza
2 settimane fa
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Europee 2024, discorso di Ursula von der Leyen
Ursula von der Leyen commenta i risultati delle europee 2'24

Nelle europee 2024, l’avanzata delle destre è stata forte, ma non abbastanza da stravolgere la maggioranza centrista dell’Europarlamento. Gli elettori europei affermano in maniera ancora più decisa la vittoria dei popolari europei, prendendo un distacco su S&D (stabili rispetto alle elezioni 2019) e i liberali (in leggero calo).

Von der Leyen sulle europee 2024

Equilibri di forza cruciali per decidere il o la prossima presidente della Commissione europea. In tal senso, esce rafforzata la candidatura della presidente uscente Ursula von der Leyen che a caldo ha parlato così nell’emiciclo del Parlamento Europeo la Spitzenkandidatin (candidata comune) dei popolari europei: “È vero che gli estremi a destra e sinistra si sono rafforzati, ma il centro sta reggendo e abbiamo tutti un interesse per un’Europa stabile e forte. Da domani – ha aggiunto – prenderemo contatti con S&D e Renew Europe, abbiamo lavorato bene insieme negli ultimi cinque anni e costruiremo una relazione di fiducia”.

Già prima della tornata elettorale, von der Leyen aveva sottolineato la necessità di un centro forte per la tenuta dell’Unione europea in un contesto geopolitico particolarmente instabile, anche a costo di allargare l’alleanza a politici di destra, Giorgia Meloni in primis. Un’apertura strategica che le è costata diverse critiche delle Sinistre europee. D’altronde era stata la stessa von der Leyen a stabilire i tre criteri minimi per l’apertura a determinati nomi: essere favorevoli all’Unione europea; essere schierati contro Putin e pro Ucraina; essere a sostegno dello stato di diritto.

Non bisogna confondere le persone con i gruppi, aveva dichiarato al dibattito degli Spitzenkandidaten la presidente dell’esecutivo europeo, che  nelle prime ore dello spoglio ha lanciato la sfida agli estremisti: “Il PPE è il gruppo politico più forte del Parlamento europeo. Il PPE ha il maggior numero di leader, quindi nessuna maggioranza può essere formata senza il PPE. E questo è importante. E Manfred, lo hai detto insieme ad altri, costruiremo un bastione contro gli estremisti di sinistra e di destra. Li fermeremo”.

Gli altri esiti dalle urne

“Vedo i risultati di oggi come un segno di fiducia dei nostri cittadini”, ha detto la presidente uscente del Parlamento europeo Roberta Metsola nonostante l’affluenza al 51% a livello europeo (molto bassa ma comunque superiore al 50,66% del 2019).

Oltre all’avanzata delle destre e alla tenuta dei popolari, le europee 2024 consegnano altre importanti risposte.

Innanzitutto, nonostante l’ottimo risultato ottenuto da Alleanza Verdi e Sinistra in Italia, a livello comunitario emerge la sconfitta dei Verdi europei che scendono da 71 a 53 seggi. Due corollari del calo dei Verdi:

  • il Green Deal europeo è ancora più in bilico e aumentano le probabilità di una importante revisione;
  • si rafforza il fronte di chi vuole continuare a sostenere l’Ucraina con l’invio delle armi.

Come preannunciato, emerge anche la modesta avanzata dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) e dell’estrema destra di Identità e Democrazia (Id), che passano rispettivamente da 69 a 73 seggi e da 49 a 58 seggi. Resta l’incognita dei partiti nazionali che al momento si ritrovano nel gruppo dei non iscritti o che entrano all’Europarlamento per la prima volta. Comunque, gli equilibri sono scritti.

I prossimi passi verso la nuova Commissione

Analogamente a quanto avviene in Italia, le elezioni del Parlamento Ue sono prodromiche alla formazione del nuovo esecutivo europeo.

Ma come avviene la nomina della Commissione europea?

Attraverso due fasi:

  • Nomina del presidente della Commissione: il Consiglio europeo (che è formato dai capi di Stato o di governo), tenendo conto dei risultati delle elezioni del Parlamento europeo e deliberando a maggioranza qualificata, propone un candidato alla presidenza della Commissione. Questo candidato deve essere poi “approvato” dal nuovo Parlamento europeo che deve eleggerlo a maggioranza. Se non viene raggiunta, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, deve proporre entro un mese un nuovo candidato che sarà eletto dal Parlamento seguendo la stessa procedura;
  • Nomina dei commissari: il Consiglio dell’Unione europea, in accordo con il presidente eletto della Commissione, adotta un elenco di commissari designati sulla base dei suggerimenti degli Stati membri dell’Unione europea. Tutti i membri della Commissione, tra cui il presidente, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sono quindi soggetti, come organo, al voto di approvazione del Parlamento.
    Dopo l’approvazione dell’Eurocamera, la Commissione è nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata. La legislatura dura 5 anni, ma nel caso in cui la Commissione si dimetta nel corso del suo mandato, viene nominata una nuova Commissione seguendo la stessa procedura.

Il primo passo sarà trovare l’accordo dei Ventisette sul nome da proporre come nuovo o nuova presidente della Commissione.
Intanto, la presidente uscente del Parlamento Europeo ha detto che: “Il Parlamento Europeo inizierà a lavorare già da martedì, i capigruppo si incontreranno per una prima conferenza dei presidenti, faranno il punto sui risultati delle elezioni e stabiliranno una tabella di marcia per la nomina della presidenza dell’esecutivo”.

Roberta Metsola ha quindi aggiunto: “Nelle prossime settimane si costituiranno i gruppi politici, si dovranno formare delle maggioranze su un programma politico che darà una direzione alla nostra Unione per i prossimi cinque anni”.
Non ci sono date prestabilite per le varie fasi dell’iter, ma la deadline è già fissata: il 16 luglio si terrà a Strasburgo la sessione inaugurale della decima legislatura europea.

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