“Teoria della Vittoria“, è questo l’ambizioso titolo scelto dalla Nato per il piano che punta a difendere il fianco orientale dell’Alleanza. Il documento sarà presentato il prossimo 12 ottobre, in Polonia, in occasione del Warsaw Security Forum.
A illustrarlo sarà il Comandante supremo delle Forze Nato in Europa, il generale americano Alexus Grynkewich, lo stesso che un anno fa, intervenendo a LandEuro, ha messo in guardia gli alleati sulla possibilità che Russia e Cina possano avviare guerre in Europa e nel Pacifico simultaneamente innescando un doppio confronto con la Nato.
L’aumento della provocazioni russe sul territorio europeo sta accelerando i piani dell’Alleanza. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Bloomberg, il nuovo piano stabilisce cosa debba fare la Nato in caso di attacco russo in un punto del versante orientale che tocca Finlandia, Paesi Baltici, Polonia e si estende fino alla Bulgaria.
La reazione Nato a un attacco russo sul fronte Est
La prima reazione verrebbe affidata a un fuoco di sbarramento con droni a basso costo, guidati da pochi soldati. L’individuazione degli obiettivi sarebbe affidata all’intelligenza artificiale. Una volta respinto l’assalto, la Nato passerebbe alla controffensiva attaccando le centrali di comando russe e travolgendo le forze sul campo “rapidamente e in modo soverchiante”, si legge nel documento anticipato da Bloomberg.
Secondo funzionari e diplomatici citati da Bloomberg, il documento ha anche una funzione rivolta agli alleati: mostrare come le armi convenzionali debbano essere integrate con capacità emerse o sviluppate rapidamente dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, favorendo maggiori investimenti nella difesa e una migliore preparazione.
Il meccanismo punta a disarticolare la capacità russa di coordinare l’attacco, non soltanto a distruggere i mezzi che hanno oltrepassato il confine. Colpire comando, comunicazioni e reti che indicano i bersagli può rendere meno efficace la forza schierata sul campo. La possibilità di operare sul territorio nemico è il punto politicamente più delicato del piano, che sarà approfondito lunedì prossimo a Varsavia.
Vincere senza combattere
La prima finalità del piano non è attaccare, ma dissuadere l’avversario dall’attaccare. La strategia punta a dimostrare una preparazione sufficiente a convincere Mosca che non potrebbe vincere. Il concetto è stato ribadito da Mark Rutte la settimana scorsa dopo l’ipotesi nucleare rilanciata da Vladimir Putin: “La Nato è molto più forte della Russia; non c’è quindi alcuna possibilità che possano mai sconfiggerci” e “Putin sa che non potrà mai vincere contro la Nato”, ha detto il Segretario generale della Nato smentendo l’ipotesi di una “escalation nucleare“.
Il nuovo piano ribadisce la natura difensiva dell’Alleanza atlantica e l’esigenza di evitare provocazioni involontarie, senza rinunciare a una risposta collettiva alle minacce ibride di Mosca.
“La ‘Teoria della vittoria’ del comandante supremo alleato in Europa è semplice: mantenere il vantaggio della Nato. Considerato il contesto globale di sicurezza instabile e complesso, dobbiamo creare fin da ora le condizioni per dissuadere l’aggressione e, se necessario, vincere qualora venissimo attaccati”, ha detto a Bloomberg il colonnello Martin O’Donnell, portavoce di Grynkewich.

