“Non parteciperemo alle vostre guerre”: è questo lo slogan degli studenti tedeschi scesi in piazza contro l’ipotesi di leva obbligatoria in Germania. L’obbligo non è ancora in vigore, ma Bela Breitner, portavoce del movimento studentesco, sottolinea che è già iniziata la circoscrizione forzata, “che in realtà non doveva iniziare prima del luglio 2027”. Parlando con l’agenzia stampa tedesca Dpa, Breitner ha motivato la paura dei cittadini tedeschi: “[Il governo] è serio quando dice di voler reintrodurre gradualmente il servizio militare obbligatorio”.
Dietro la mobilitazione c’è l’alleanza “Schulstreik gegen Wehrpflicht” (“Sciopero scolastico contro la leva”), che scrive sul proprio sito scrive: “I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro”. Il movimento chiede il ritiro della legge di modernizzazione del servizio militare e la sospensione immediata delle visite di reclutamento.
Perché l’esercito tedesco sottopone i maggiorenni alle visite mediche
Il 25 settembre 2026, oltre 45.000 studenti sono scesi in piazza bloccando le lezioni in circa cento città tedesche, tra cui Berlino, Amburgo, Francoforte, Kiel e Monaco per protestare contro l’avvio dei primi accertamenti medici obbligatori per i nati dal 2008 in poi, estesi anche a chi aveva esplicitamente dichiarato di non avere interesse per l’esercito.
L’esercito tedesco utilizza i dati raccolti per operare una preselezione e convocare i giovani alle visite mediche obbligatorie di idoneità fisica, le quali servono a mappare e quantificare la potenziale forza difensiva del Paese. Sebbene l’arruolamento vero e proprio e lo svolgimento del servizio attivo rimangano su base esclusivamente volontaria, il rifiuto di compilare il modulo o di presentarsi ai controlli medici medici comporta sanzioni amministrative ed economiche, confermando la natura coercitiva dell’intero apparato burocratico contestato dai movimenti studenteschi.
Genitori e figli uniti contro la leva e il riarmo
Non protestano solo gli studenti. Lo scorso weekend (3-4 ottobre), in occasione del Giorno dell’Unità Tedesca, la città di Berlino è stata teatro di cortei pacifisti e di protesta sociale a cui hanno aderito decine di migliaia di cittadini. I manifestanti si sono scagliati non solo contro l’obbligatorietà burocratica della leva per i diciottenni, ma contro la più ampia strategia del Cancelliere Friedrich Merz di trasformare la Bundeswehr nell’esercito convenzionale più grande d’Europa.
Dai palchi allestiti alla Porta di Brandeburgo, gli attivisti dei movimenti pacifisti e le associazioni dei lavoratori dell’istruzione (come il sindacato Gew) hanno espresso profonda preoccupazione per la svolta bellicista, invocando soluzioni diplomatiche globali: “Nessun soldato in più per la coscrizione, serve un immediato appello al dialogo con la Russia” invece del riarmo, affermano. Diversi esponenti dei comitati spontanei dei genitori (“Genitori contro la coscrizione“), presenti ai cortei del weekend, hanno contestato la totale esclusione delle nuove generazioni dai processi decisionali: “Questa legge di modernizzazione del servizio militare è stata varata scavalcando completamente gli studenti. Molti di loro si sentono inascoltati e usati come pedine per futuri scenari di guerra”, denunciano i genitori.
Germania verso la leva obbligatoria?
Il Nuovo servizio militare (“Neuer Wehrdienst”) è stato presentato ufficialmente dal ministro della Difesa Boris Pistorius il 12 giugno 2024, con l’obiettivo di incrementare le forze attive da circa 184.000 a 260.000 soldati entro il 2035, supportati da 200.000 riservisti. Il 5 dicembre 2025, il Parlamento tedesco ha approvato formalmente la riforma della leva con 323 voti favorevoli, 272 contrari e 1 astenuto.
Il piano del governo Merz prevede che il servizio rimanga volontario fino al 2027. Tuttavia, se gli obiettivi di arruolamento per raggiungere i 260.000 soldati non dovessero essere soddisfatti tramite i soli volontari, la legge prevede lo scatto automatico di estrazioni a sorte (sorteggio) tra i soggetti dichiarati idonei durante le visite mediche per obbligarli a servire.
Subito dopo il voto del Bundestag, decine di migliaia di studenti e giovani sono scesi in piazza nelle principali città tedesche protestando contro la militarizzazione della gioventù, le politiche di riarmo e contestando l’obbligatorietà dei controlli medici e del questionario.
Un altro indizio della direzione presa a Berlino è arrivato ad aprile 2026, quando l’esecutivo ha implementato una norma che vieta a tutti gli uomini di età compresa tra i 17 e i 45 anni di lasciare la Germania per più di tre mesi senza una formale autorizzazione dell’esercito tedesco.
I volontari non bastano
I dati ufficiali rilasciati dal Ministero della Difesa tedesco dicono che su 298.200 questionari digitali inviati ai diciottenni (di cui circa 153.000 indirizzati a maschi con obbligo di risposta), solo 530 giovani hanno accettato e finalizzato l’arruolamento volontario. Un tasso ampiamente insufficiente a raggiungere il target di 255.000-270.000 soldati entro il 2035 rispetto ai circa 184.000-186.000 attuali.
La paura e (e il piano) dei giovani
La rabbia generazione è stata riassunta da Lisa Alexander (studentessa e attivista del movimento), che in un’intervista rilasciata al giornalista italiano Marco Veruggio e disponibile su Gli Stati Generali, ha dichiarato “No alla leva e militari fuori dalle aule”.
“La nostra strategia per il prossimo periodo è chiara: vogliamo ampliare ancora la resistenza contro la leva militare e le visite di idoneità. Queste ultime non sono un innocuo passaggio amministrativo, ma il presupposto per poter poi arruolare i giovani. Noi le rifiutiamo. Allo stesso tempo vogliamo cacciare la Bundeswehr dalle scuole. Le scuole non devono essere luoghi di propaganda e di arruolamento, ma devono rimanere luoghi di formazione e di pensiero autonomo”, ha dichiarato Alexander.

