“Solidarietà all’Iran”, polemica social per i tweet dai rappresentanti Ue

Il commissario Ue per la gestione delle crisi, insieme al presidente del Consiglio Ue Michel rischiano un incidente diplomatico
1 mese fa
3 minuti di lettura
Janez Lenarcic - Fotogramma
Janez Lenarcic - Fotogramma

Diplomazia e social network, un legame che crea danni. Lo hanno dimostrato domenica Janez Lenarcic, il commissario Ue per la gestione delle crisi e lunedì mattina Charles Michel il presidente del Consiglio europeo. I due, infatti, su X (ex Twitter) hanno commentato la notizia dell’incidente dell’elicottero sul quale viaggiavano il presidente iraniano Raisi e il ministro degli Esteri Abdollahian, la cui notizia della morte ha raggiunto i media italiani ieri.

Il Commissario Lenarcic ha scritto su X che “su richiesta di assistenza da parte dell’Iran, stiamo attivando il sistema di risposta rapida satellitare Copernicus, in seguito all’incidente dell’elicottero che avrebbe trasportato il Presidente dell’Iran e il suo Ministro degli Esteri. #EUSolidariety”.

Quel “Solidarietà dall’Ue”, però, avrebbe destato qualche polemica, in quanto, per molti utenti, si tratterebbe di esprimere solidarietà all’intero regime iraniano. Non sono perciò mancate le critiche che hanno presto raggiunto anche il presidente Michel, il quale, ieri mattina, dopo la notizia della morte del presidente Raisi, ha espresso le condoglianze da parte dell’Unione europea. Sulla stessa linea d’onda, ha fatto seguito anche un post dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera Borrell: “L’Unione europea esprime le proprie condoglianze per la morte del presidente della Repubblica islamica dell’Iran Ebrahim Raisi, del ministro degli Esteri Hussein Amir Abdollahian e di altri funzionari iraniani coinvolti nel tragico incidente in elicottero di domenica. L’Ue esprime le proprie condoglianze alle famiglie di tutte le vittime e ai cittadini iraniani colpiti”.

Ma quali sono i rapporti tra l’Ue e l’Iran e perché “solidarietà” e “condoglianze” espresse creerebbero dei problemi? Scopriamolo insieme.

Ue e Iran: il rapporto

L’Unione europea e l’Iran non vivono un rapporto “pacifico”. A partire dal 2022, nello specifico, l’Ue ha imposto pacchetti di sanzioni, dieci per la precisione, con il regime iraniano in risposta alle violazioni dei diritti umani. La questione, negli scorsi anni, riguardò la repressione delle proteste pacifiche da parte delle autorità iraniane che condusse alla morte di centinaia di vittime civili. Bruxelles chiede da tempo, inoltre, il rilascio di Johan Floderus, dipendente diplomatico detenuto da anni in Iran con l’accusa di spionaggio.

L’Iran è accusata dall’Unione europea anche dell’uso diffuso e sproporzionato “della forza da parte delle autorità contro manifestanti pacifici, le detenzioni arbitrarie come mezzo per mettere a tacere le voci critiche l’uso della tortura nelle carceri, la condanna a morte contro i manifestanti, le restrizioni sulle comunicazioni, comprese le interruzioni di Internet”. E non sono mancate le sanzioni anche rispetto al supporto militare e alla proliferazione nucleare che vedrebbero legati l’Iran alla Russia nell’invasione all’Ucraina.

Le misure restrittive dell’Unione europea connesse alle violazioni dei diritti umani in Iran comprendono:

  • il divieto di viaggio nei confronti di persone;
  • il congelamento dei beni nei confronti di persone ed entità;
  • il divieto di mettere fondi e risorse economiche a disposizione dei soggetti inseriti in elenco;
  • il divieto di vendere, fornire, trasferire o esportare in Iran attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione interna;
  • il divieto di fornire assistenza tecnica, servizi di intermediazione o finanziamenti a qualsiasi persona o organismo in Iran, o per un uso in Iran (qualora possano essere utilizzati per la repressione interna);
  • il divieto di fornire all’Iran qualsiasi tipo di servizio di controllo o intercettazione di telecomunicazioni o di comunicazioni internet.

Tra i soggetti sanzionati (227 fino ad oggi) ci sono membri del Parlamento iraniano, il ministro degli Interni Ahmad Vahidi, quello delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni Issa Zarepour, membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica che insieme alla polizia morale sono stati sanzionati anche come enti.

L’incidente diplomatico

Si può parlare di incidente diplomatico? In effetti, il presidente e il ministro defunti non rientrano tra i sanzionati dell’Ue e Borrell, Michel e Lenarcic avrebbero giustificato i tweet come “solidarietà umana”, come fosse un gesto di umanità, appunto, nei confronti di quanto accaduto nell’incidente e alle famiglie dei due rappresentanti politici iraniani. Ma per gli utenti online si è trattato di un grave errore, perché la stessa umanità non è mai stata dimostrata da quegli stessi rappresentanti politici. “Le sanzioni Ue sono al Paese e con esso ai suoi rappresentanti”, si legge nei commenti. Altri utenti si sono chiesti se gli organi Ue siano a conoscenza o meno dei post pubblicati su X da parte dei singoli individui sopra menzionati. Ma al momento, sembrano non esserci ripercussioni in merito.