“Volete un’Europa di serie A con risorse di serie B”: l’Europarlamento contro i Paesi ‘Frugali’

Gli eurodeputati respingono l'ipotesi di ridurre le risorse per il periodo 2028-2034 e ribadiscono la propria posizione: il 10% in più rispetto alla proposta della Commissione. In arrivo la nego-box irlandese
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Siegfried Mureșan (Afp)


“Qualsiasi taglio al bilancio che indebolisca l’Europa negli anni a venire non potrà costituire la base per il consenso del Parlamento“. Sono molto chiare le parole pronunciate da Siegfried Mureșan, esponente del Partito popolare europeo e correlatore dell’Eurocamera sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034, su cui è in corso da mesi un infuocato negoziato tra le capitali. “Quest’Aula non approverà un bilancio che non ci consenta di raggiungere i nostri obiettivi o che comprometta la nostra capacità di reagire in caso di crisi o sviluppi imprevisti”, ha aggiunto il legislatore romeno, per maggiore precisione.

Europarlamento vs Frugali

Gli eurodeputati chiedono un aumento del 10% rispetto alla proposta presentata nel luglio 2025 dalla Commissione europea, avversata dai Paesi cosiddetti ‘Frugali’. Questi, capitanati dalla Germania, vogliono tagli trasversali su tutte le voci di spesa e dare priorità a competitività, innovazione e difesa. Ma l’Eurocamera lo ha ribadito ieri, 7 ottobre, durante il dibattito in plenaria: un’ulteriore riduzione dei fondi comprometterebbe la capacità dell’Ue di affrontare le sfide economiche, geopolitiche e sociali dei prossimi anni. Nel mirino, la riduzione del 2% del budget pluriennale ipotizzata dal Consiglio secondo la nego-box avanzata dalla precedente presidenza cipriota.

Secondo Mureșan, fresco del fallito tentativo di formare un governo in Romania, la proposta della Commissione mantiene sostanzialmente invariato il peso del bilancio europeo rispetto a quello attuale, nonostante l’aumento delle responsabilità dell’Unione. Il nuovo MFF rappresenterebbe infatti l’1,15% del reddito nazionale lordo degli Stati membri, contro l’1,14% previsto inizialmente per il periodo 2021-2027.

Il deputato ha inoltre sottolineato che, mentre i bilanci nazionali sono cresciuti complessivamente del 68% in termini assoluti negli ultimi sette anni, quello europeo non ha registrato un incremento paragonabile.

La richiesta del Parlamento: +10% per le priorità europee

La posizione approvata dall’Eurocamera nell’aprile 2026 prevedeva già un aumento di circa il 10% rispetto alla proposta della Commissione, per finanziare priorità come difesa e sicurezza, competitività, coesione territoriale e agricoltura.

“Non stiamo chiedendo più soldi. Stiamo chiedendo risorse adeguate alle responsabilità affidate all’Ue“, ha dichiarato la portoghese Carla Tavares (S&D), correlatrice del Parlamento.

L’eurodeputata ha criticato la contraddizione tra le ambizioni europee in materia di competitività, indipendenza energetica, sicurezza, clima, istruzione e sanità e la richiesta di ridurre le risorse disponibili.
“Significa volere un’Europa di serie A con un bilancio di serie B“, ha affermato, sottolineando che “non abbiamo più a che fare con crisi temporanee, ma con sfide strutturali, e la nostra risposta deve essere altrettanto strutturale e ambiziosa”.

Gli eurodeputati chiedono inoltre maggiori garanzie per i finanziamenti destinati all’agricoltura, alle regioni e alle politiche sociali, insieme a una maggiore trasparenza sull’utilizzo delle risorse.

Nuove entrate europee e negoziati con gli Stati membri

Per sostenere l’aumento della spesa senza gravare esclusivamente sui contributi nazionali, il Parlamento propone nuove entrate proprie dell’Unione, ovvero tasse. Tra le ipotesi figurano un prelievo sui servizi digitali, una tassa sul gioco d’azzardo online, l’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) e un’imposta sulle plusvalenze derivanti dalle criptoattività.

Il commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin, ha criticato l’approccio dei governi che valutano il bilancio comunitario “con la mentalità dei contabili che esaminano i bilanci aziendali: quanto verso e quanto ne ricavo”. “Questo approccio era già sbagliato in passato, ma con il nostro bilancio moderno è del tutto inadeguato”, ha affermato ancora Serafin spiegando che molte sfide comuni “non possono essere risolte da un singolo Stato membro, e comporterebbero costi molto più elevati se affrontate individualmente”.

In arrivo la nego-box irlandese: “Decisioni difficili”

Il prossimo passaggio negoziale è previsto per sabato prossimo, 10 ottobre, quando la presidenza irlandese del Consiglio presenterà una nuova proposta negoziale. Thomas Byrne, ministro irlandese per gli Affari europei, ha sottolineato: “Il nostro obiettivo è avvicinare i negoziati a un accordo. Trovare un equilibrio comporta decisioni difficili“.

L’approvazione definitiva del quadro finanziario pluriennale richiederà l’unanimità dei governi nazionali e il consenso del Parlamento europeo, espresso a maggioranza assoluta dei suoi membri.