“Non prometto miracoli, ma un approccio serio“. Luca Niculescu, diplomatico ed ex giornalista, attuale segretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri, è il quarto premier in pectore incaricato dal presidente Nicușor Dan di formare un governo in Romania. I tre nomi precedenti hanno infatti tutti fallito nel trovare una maggioranza parlamentare.
Niculescu, 55 anni, “è un uomo il cui lavoro è armonizzare le posizioni”, ha sottolineato Dan spiegando che per questo motivo “ha le migliori possibilità di ottenere la maggioranza parlamentare” e che “è libero di decidere la formula di governo: politica, tecnocratica, dopo approfondite discussioni con i partiti”. “Ciò che conta di più è assicurarsi la maggioranza parlamentare”, perché è “vitale e urgente per la Romania avere un governo”, ha proseguito il presidente.
“Non prometto miracoli, ma un approccio serio”
“Il mio primo compito sarà quello di costruire una maggioranza parlamentare”, ha affermato Niculescu accettando l’incarico. “Non posso promettere miracoli, ma posso promettere un approccio serio all’utilizzo dei fondi pubblici, prevedibilità economica, rispetto degli impegni assunti dalla Romania, accelerazione degli investimenti e delle riforme e uno Stato che funzioni efficacemente per i suoi cittadini”.
Niculescu, laureatosi nel 1995 all’Università di Giornalismo di Bucarest (cui è seguito un master presso il Centro di Formazione Giornalistica dell’Università di Strasburgo), è stato ambasciatore della Romania in Francia, Andorra e Monaco e dal 2022 è anche coordinatore nazionale per il processo di adesione della Paese all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse).
Le tappe della crisi
Il governo filoeuropeo guidato dal leader del Partito Liberale Ilie Bolojan è caduto il 5 maggio dopo una mozione di sfiducia sostenuta dai socialdemocratici (Psd) insieme all’opposizione di destra radicale, l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (Aur). Da allora Dan ha cercato più volte di costruire un esecutivo in grado di ottenere una maggioranza parlamentare. Il primo è stato Eugen Tomac, designato il 4 giugno, che ha rinunciato non riuscendo a ottenere sufficiente sostegno parlamentare.
Adrian Veștea è subentrato a giugno, ma il suo governo è stato bocciato dal Parlamento il 22 giugno, ottenendo 189 voti favorevoli, insufficienti per la fiducia. Successivamente è stato incaricato Siegfried Mureșan, il cui esecutivo è stato respinto dal Parlamento il 30 settembre.
Ora tocca a Niculescu. La sua strada non sembra meno in salita dei suoi predecessori. Sorin Grindeanu, leader del Psd, ha dichiarato che la sua nomina “continua a sfidare la logica parlamentare” e che il suo partito analizzerà la proposta.
“Dopo quattro primi ministri di destra fallimentari, assistiamo a una nuova nomina che ignora il partito che ha vinto le elezioni. Se il primo ministro incaricato continuerà a sostenere le politiche di austerità di Bolojan, credo che l’unico modo per riportare la Romania sulla giusta strada sia quello di indire elezioni anticipate”, ha avvisato in un post su Facebook.
Cosa rischia il Paese
Ma per Dan le elezioni anticipate, che sarebbero una prima volta per il Paese, sono praticamente l’ultima spiaggia, dato che significherebbero consegnare l’esecutivo in mano all’estrema destra di Aur, euroscettica, populista e filo-russa.
Secondo il presidente, la Romania ha bisogno di un governo che riduca il suo grosso deficit (il più pesante dell’Unione europea) ed elabori un bilancio per il 2027. “Il protrarsi dell’incertezza avrà ripercussioni sulla vita dei rumeni, sul tasso di cambio – ne abbiamo visto l’evoluzione negli ultimi giorni – sui tassi di interesse sui prestiti, sugli investimenti che attendono la fine di questa fase di incertezza, investimenti che significano posti di lavoro per i rumeni”.
Al momento, le tre principali agenzie di rating – S&P, Moody’s e Fitch – mantengono la Romania all’ultimo livello dell’investment grade, appena sopra la categoria ‘speculative’ o ‘junk’, ma con prospettive negative. Il Paese è un sorvegliato speciale, e le agenzia ritengono fondamentale che approvi un bilancio per il 2027 entro la fine dell’anno, con riduzioni del deficit.
“Ho la garanzia che un governo guidato da Niculescu “manterrà la linea filo-occidentale della Romania e rispetterà tutti gli obiettivi e gli impegni finanziari assunti dal Paese”, ha sottolineato Dan.
Niculescu ha anche posto l’accento sulla sicurezza regionale, in un momento in cui si moltiplicano i casi di attacchi ibridi (che vengono ricondotti alla Russia) e gli sconfinamenti di droni russi legati alla guerra in Ucraina. “Uno Stato più forte è anche uno Stato meglio protetto; vista la guerra al nostro confine, abbiamo bisogno di fermezza e lungimiranza per difendere la Romania”, ha detto.
Il candidato premier ha ora 10 giorni per presentare programma e lista dei ministri e ottenere la fiducia del Parlamento, esattamente come i suoi predecessori. Certo è che non dovesse riuscire nell’intento, sarà molto difficile per Dan non sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate.

