L’agenda politica di Macron e Scholz: “Insieme per un’Europa più competitiva”

È la prima visita ufficiale di un presidente francese in Germania in 25 anni. I due scrivono un editoriale sul “Financial Times”, altro tassello di un nuovo paradigma europeo che si aggiunge al rapporto Draghi sulla competitività e al lavoro di Enrico Letta sul Mercato unico
4 settimane fa
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Emmanuel Macron e Olaf Scholz
Emmanuel Macron e Olaf Scholz

“Rafforzare la nostra competitività globale e accrescere la nostra resilienza, rendendo al contempo il Green Deal e la transizione digitale un successo. A tal fine, Francia e Germania propongono oggi un rinnovato slancio alla competitività per il prossimo mandato dell’Ue”. A scriverlo sul Financial Times sono il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Dopo 25 anni dall’ultima visita di Stato di un presidente francese in Germania, i due hanno ribadito di essere pronti a cogliere le sfide di un’Europa “mortale”.

Il discorso dei leader si inserisce nella cornice economica delineata da Mario Draghi, secondo il quale l’“Europa necessita di un cambiamento radicale”, anteprima del suo rapporto sulla competitività che sarà presentato dopo le elezioni, e da Enrico Letta, incaricato dal Consiglio europeo di studiare il futuro del Mercato unico. L’Europa deve trovare nuove strade per non perdere (altro) terreno rispetto a Stati Uniti e Cina.

L’Unione europea “più competitiva”

La crescente tensione geopolitica ha ricordato all’Unione europea quanto sia importante restare compatta e migliorare sotto più punti di vista. Dalla difesa e sicurezza, in cui restano fondamentali gli americani, fino all’approvvigionamento energetico, per troppi anni dipendente dalla Russia, per arrivare allo sviluppo di industrie in cui si staglia l’ombra asiatica: Macron nel suo discorso alla Sorbona aveva già chiarito la sua agenda europea che oggi condivide con il collega tedesco. “L’Europa – scrivono i due – sta vivendo la sua Zeitenwende (punto di svolta, ndr). Non possiamo dare per scontate le basi su cui abbiamo costruito il nostro modo di vivere europeo e il nostro ruolo nel mondo. La nostra Europa sta morendo e dobbiamo essere all’altezza della sfida”.

“Per essere all’altezza di queste ambizioni comuni – hanno sottolineato Scholz e Macron -, Germania e Francia sono convinte che l’Ue abbia bisogno di più innovazione, più mercato unico, più investimenti, più parità di condizioni e meno burocrazia. Insieme, sosterremo il rafforzamento della sovranità dell’Ue e la riduzione delle nostre dipendenze critiche, basandoci al tempo stesso sulla riuscita attuazione dell’agenda sviluppata dal vertice di Versailles del marzo 2022. Con una politica industriale ambiziosa, possiamo consentire lo sviluppo e l’introduzione di tecnologie chiave di domani, come l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche, lo spazio, il 5G/6G, le biotecnologie, le tecnologie a impatto zero, la mobilità e le sostanze chimiche. Dobbiamo sfruttare appieno e accelerare in modo significativo gli strumenti UE esistenti, dagli importanti progetti di comune interesse europeo al ruolo degli appalti pubblici, considerando un approccio più strategico nei settori rilevanti, e modernizzare le nostre regole di concorrenza in vista della competitività globale”.

L’agenda europea

L’agenda europea dei due maggiori leader Ue si inserisce in un quadro più generale che vede protagonisti Enrico Letta e Mario Draghi. Gli ex premier italiani hanno designato i punti di forza e le difficoltà Ue nel rapporto sul Mercato unico scritto su mandato del Consiglio europeo e nella relazione sulla competitività che sarà pubblicata a breve. Non è un caso che Emmanuel Macron nel 2021 il suo editoriale sul Financial Times lo scrivesse a doppia firma con Draghi. Allora, i due chiedevano più riforme, elogiando i successi del Next Generation Eu: il primo grande finanziamento europeo in grado di sostenere economicamente i Paesi membri uscenti dalla crisi pandemica, e che poteva essere la base di un nuovo federalismo. Lo stesso federalismo, definito “pragmatico” da Mario Draghi al Parlamento europeo e che Emmanuel Macron propone come “Comunità politica europea”.

All’epoca, però, l’Ue non era ancora schiacciata dal peso di un conflitto russo-ucraino che intima le potenze mondiali e l’approvvigionamento di energia, così come, la ripresa economica post Covid-19 risultava essere la priorità assoluta. Oggi, invece, si punta su un mercato unico che renda il continente europeo protagonista e non spettatore dei prossimi decenni di tensione.

L’importanza di un mercato unico

Sulla questione “mercato unico” Macron e Scholz, inoltre, si sono espressi con chiarezza: “Uno dei maggiori punti di forza competitivi dell’Europa è il mercato unico, che consente alle imprese di sviluppare prodotti e servizi innovativi, di crescere e di competere, garantendo al tempo stesso standard elevati. Dobbiamo trarne tutti i benefici con un mercato unico modernizzato, riducendo la frammentazione e le barriere, favorendo la connettività, migliorando le competenze, promuovendo la mobilità e la convergenza”. 

E chiare sono le richieste ai futuri vertici europei: “Chiediamo un ambizioso programma di riduzione della burocrazia per realizzare procedure amministrative più semplici e veloci e ridurre gli oneri burocratici per le imprese di tutte le dimensioni. Accogliamo con favore l’iniziativa della Commissione Europea di ridurre del 25% gli obblighi di rendicontazione per le nostre aziende. Questa promessa deve essere attuata con una legislazione specifica. Anche i principi di sussidiarietà e proporzionalità necessitano di un nuovo inizio. Sosterremo congiuntamente una politica commerciale europea ambiziosa, solida, aperta e sostenibile che consenta accordi commerciali equi e promuova gli interessi dell’Ue, crei opportunità di accesso reciproco al mercato e condizioni di chiara parità con i nostri partner commerciali. L’Ue dovrebbe continuare a sostenere il sistema commerciale multilaterale basato su regole e agire per una concorrenza leale”. 

Infine, prioritarie sono la decarbonizzazione, sicurezza dell’approvvigionamento, investimenti privati e pubblici. Come? “Dovremmo adeguare il bilancio dell’Ue al futuro e dare ulteriore priorità agli investimenti nella spesa per la trasformazione e nei beni pubblici europei, lavorando al contempo sull’introduzione di nuove “risorse proprie” come concordato nel 2020. Insieme, invitiamo a mettere questa agenda al centro del prossimo mandato. L’Ue è il nostro futuro comune”.