“L’Islam vuole prendere il controllo di un Paese un tempo grande”: Trump sulle proteste in Francia

Il presidente Usa lega i disordini francesi all’immigrazione e all’Islam, senza prove o riscontri concreti, e si legano al più ampio disegno Maga di sostenere le forze di estrema destra europea
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Polizia schierata durante le proteste in Francia
Polizia schierata durante le proteste in Francia (Ipa)

“Quello che sta accadendo in Francia non è altro che immigrazione di massa fuori controllo“, ha scritto Donald Trump il 6 ottobre su Truth Social riferendosi ai disordini che stanno attraversando lo Stato transalpino. Per il presidente americano “non si tratta delle scuole”, ma dell’”Islam che vuole prendere il controllo di un Paese un tempo grande“.

Un’affermazione molto chiara, che Trump non ha accompagnato con elementi a sostegno del collegamento tra le proteste e immigrazione o religione. Al momento, va precisato, non sono stati stabiliti legami tra il movimento studentesco e rivendicazioni di carattere religioso o identitario.

Perché protestano in Francia

La mobilitazione che sta incendiando la Francia è iniziata due settimane fa e ha preso forma a partire dalle condizioni del sistema scolastico. Studenti e organizzazioni chiedono più personale, classi meno affollate, migliori condizioni degli edifici e maggiori risorse per l’istruzione, protestando per una situazione di carenze che si protrae da decenni.

Le manifestazioni hanno raggiunto dimensioni nazionali. Secondo il ministero dell’Interno francese, ieri sono scese in strada circa 266mila persone, 56mila delle quali a Parigi. Gli organizzatori hanno invece stimato una partecipazione complessiva di circa 450mila persone. Nella stessa giornata 891 licei sui circa 3.700 presenti nel Paese hanno registrato sospensioni totali o parziali delle lezioni.

Il movimento è stato accompagnato anche da violenze e scontri con le forze dell’ordine. Dall’inizio delle proteste ci sono stati migliaia di arresti, centinaia di feriti e danneggiamenti ad alcuni istituti scolastici. Il governo francese sostiene inoltre che gruppi radicali abbiano cercato di inserirsi nelle manifestazioni, mentre esponenti dell’opposizione e organizzazioni per i diritti civili hanno contestato la durezza della risposta della polizia.

Parigi, intanto, ha scelto di aprire un confronto con gli studenti. Il ministero dell’Istruzione ha disposto, a partire oggi 7 ottobre, una mezza giornata dedicata al dialogo in tutti i licei francesi e ha avviato una consultazione nazionale per raccogliere difficoltà e richieste degli studenti.

La strumentalizzazione della protesta

L’intervento di Trump sposta però la vicenda su un terreno politico molto più ampio, quello della strumentalizzazione della protesta. Immigrazione e Islam sono da tempo centrali nella sua critica all’Europa e nelle battaglie politiche interne agli Stati Uniti, ma sono il cavallo di battaglia anche della destra radicale europea, non ultimo il partito populista Rassemblement National. La cui leader, Marine Le Pen, al momento sembra proiettata dritta verso l’Eliseo alle prossime presidenziali che si terranno ad aprile, e ha a sua volta buon gioco a cavalcare la rabbia e lo scontento della popolazione.

Pertanto, per l’eurodeputato di Rn Fabrice Leggeri, esponente del gruppo dei Patrioti, “sulle proteste in Francia Trump non ha del tutto torto”. Perché, ha affermato durante un punto stampa al Parlamento Europeo, “le rivolte in corso, le rivolte dei cosiddetti studenti o presunti studenti, sono di fatto strumentalizzate dall’estrema sinistra e, come sappiamo, l’estrema sinistra è infiltrata da elementi islamisti”.

La stessa cosa la sta facendo Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di sinistra radicale La France Insoumise, favorito per essere uno dei due che passerà al ballotaggio delle presidenziali e criticato in questi giorni proprio per il suo sfruttare il malcontento dietro le proteste.

Allargando lo zoom, immagini delle violenze francesi sono state rilanciate negli ultimi giorni da diversi esponenti dell’area Maga (Make America Great Again) per sostenere l’idea di una crisi europea legata all’immigrazione. Ad esempio Glenn Beck, alleato del presidente statunitense, ha affermato al programma X che “le rivolte in Francia sono un chiaro avvertimento per il resto dell’Occidente. Quello che sta succedendo fa parte di una rete internazionale di socialisti che lavorano per smantellare l’Occidente”. D’altronde, uno degli obiettivi messi nero su bianco da Trump è proprio quello di sostenere e favorire le forze di estrema destra. E affermazioni del genere, non supportate da nessun riscontro concreto, rientrano in questo disegno più grande.

Proteste in Francia
Proteste in Francia (Ipa)

Intanto, gli uffici del premier francese Sébastien Lecornu hanno fatto sapere che stasera il primo ministro terrà un discorso da Matignon sulla “situazione nei licei, i prezzi dei carburanti, la crisi agricola e la situazione finanziaria del Paese”.


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