“Gli europei e le loro lingue”, l’indagine sulle conoscenze linguistiche dei cittadini Ue

Internet e social si dimostrano strumenti utili per l’apprendimento di una seconda lingua: l’inglese resta quella più diffusa tra i giovani
4 settimane fa
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Ragazzi Imparano Lingue
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La maggior parte dei cittadini europei ritiene che tutti dovrebbero parlare almeno una lingua straniera. Quasi tre su cinque riescono a conversare in una. Questi sono alcuni dei risultati del nuovo report Eurobarometro Gli europei e le loro lingue”, pubblicato dalla Commissione in concomitanza della Giornata mondiale per la diversità culturale.

L’indagine ha messo in evidenza un crescente riconoscimento dell’importanza di conoscere più lingue. La diversità linguistica, infatti, migliora la comprensione culturale, le opportunità economiche e la coesione dell’Unione europea. L’Ue possiede 24 lingue ufficiali e circa 60 lingue regionali e minoritarie.

Il multilinguismo dei cittadini dell’Unione europea, però, sembra non essere migliorato nel corso degli ultimi anni. Vediamo insieme perché.

Multilinguismo europeo

Condotto dodici anni dopo l’ultima indagine, l’Eurobarometro ha mostrato che i cittadini hanno un atteggiamento molto positivo nei confronti del multilinguismo:

• L’86% degli intervistati ritiene che tutti dovrebbero parlare almeno un’altra lingua oltre alla propria lingua madre e il 69% dice più di una lingua;
• Il 76% ritiene che il miglioramento delle competenze linguistiche dovrebbe essere una priorità politica;
• L’84% ritiene che le lingue regionali e minoritarie debbano essere protette.

Ma per quanto riguarda la conoscenza delle lingue straniere, l’indagine ha evidenziato i progressi positivi, anche se modesti, rispetto all’ultima indagine del 2012. Tre europei su cinque riescono a conversare in una lingua diversa dalla propria lingua madre, con un aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2012. La proporzione sale a quattro su cinque tra i giovani europei (79% tra i 15 e i 24 anni), con un aumento pari al 5%.

“Ciò avvicina l’Ue al suo obiettivo per i giovani stabilito nella raccomandazione del Consiglio del 2019 su un approccio globale all’insegnamento e all’apprendimento delle lingue, vale a dire l’acquisizione della competenza nella lingua di scolarizzazione e della conoscenza di altre due lingue prima della fine dell’istruzione secondaria superiore”, si legge nell’indagine.

Meno progressi, invece, sulla seconda lingua straniera: il 28% degli europei (+1%) e il 39% dei giovani (+2%) riescono a conversare in più di una lingua straniera. Tra gli europei che parlano almeno un’altra lingua oltre alla lingua materna, il 31% utilizza quotidianamente la prima lingua straniera (+8%).

L’inglese è parlato da quasi la metà degli europei (47%) come lingua straniera. Si tratta di un aumento notevole di 5 punti percentuali rispetto al 2012. 7 giovani europei su 10 riescono a sostenere una conversazione in inglese, ovvero 9 punti percentuali in più rispetto al sondaggio del 2012. È percepita come la lingua più importante da imparare per il futuro dei bambini (dall’85% dei partecipanti al sondaggio), seguita da spagnolo, tedesco, francese e cinese. Dopo l’inglese, il francese (11%), il tedesco (10%) e lo spagnolo (7%) sono le lingue straniere più parlate nell’Ue.

Lingue a scuola

Questi risultati sono in linea con quelli del rapporto Eurydice Key data 2023 sull’insegnamento delle lingue a scuola in Europa. Dall’analisi è emerso che il 98,3% degli studenti europei nella scuola secondaria inferiore e sempre più in età precoce studiano l’inglese. Secondo gli intervistati, i principali vantaggi derivanti dall’apprendimento di una nuova lingua includono:
• opportunità di lavoro (51%);
• poter comprendere persone di altre culture (45%);
• ottenere un lavoro migliore nel paese in cui vivono (42%);
• utilizzarlo durante le vacanze all’estero (42%);
• utilizzarlo al lavoro (inclusi i viaggi all’estero per lavoro; 40%).

Ma non solo scuola. L’Inglese, nello specifico, secondo lo studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, si apprende anche al di fuori della classe. Tra gli strumenti più utili di apprendimento vediamo Internet al primo posto, social media al secondo e contenuti in lingua originale a chiudere il podio. Il 53% degli europei, e in particolare il 65% dei giovani, preferisce contenuti sottotitolati a quelli doppiati.
Solo l’11% degli studenti parla una lingua diversa a casa rispetto che a scuola.

L’indagine è stata condotta nei 27 Stati membri dell’UE da settembre a ottobre 2023. 26.523 intervistati di età pari o superiore a 15 anni e provenienti da contesti demografici diversi sono stati intervistati nella loro lingua madre. In tutti i paesi le interviste sono state condotte faccia a faccia, integrate con interviste autocompilate in Repubblica Ceca, Danimarca, Malta e Finlandia.