La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è atterrata ad Algeri per un vertice bilaterale di massima urgenza. La missione arriva a soli due giorni dal referendum del 22-23 marzo, in un momento di delicate tensioni interne all’esecutivo. Ma con le forniture del Qatar paralizzate dal conflitto in Iran, la priorità assoluta è ora la sicurezza energetica nazionale, perché se il fronte nazionale scotta, quello energetico è in fiamme.
Fuga da Roma
Mentre i corridoi di Palazzo Chigi sono ancora agitati dal terremoto referendario, Meloni ha scelto di cambiare scenario per ribadire la propria solidità internazionale. La premier è volata ad Algeri portando con sé un carico pesante di tensioni domestiche: le poltrone già vuote del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della dirigente ministeriale Giusi Bartolozzi, le cui dimissioni hanno segnato l’inizio di una fase di estrema fragilità per l’esecutivo. Resta poi l’ombra ingombrante del caso della ministra del Turismo Daniela Santanchè, una questione che la Presidenza del Consiglio sembra ora intenzionata a chiudere definitivamente per “pulire” l’armadio dagli ultimi scheletri rimasti.
La grande “corsa al gas”
Ma per la presidente, le priorità sono altre. L’attacco missilistico iraniano al cuore della produzione di gas del Qatar, l’impianto di Ras Laffan, ha messo fuori gioco il 20% della fornitura mondiale di gas naturale liquefatto (Gnl), minacciando direttamente quel 10% di combustibile che l’Italia importa solitamente dal Paese del Golfo. Con riparazioni stimati tra i tre e i cinque anni, l’Italia si è gettata in quella che Bloomberg ha ribattezzato come una frenetica “corsa al gas” algerino, in aperta competizione con partner europei come Francia e Spagna.
Tuttavia, la partita con la società algerina Sonatrach non è priva di insidie. Secondo quanto riferito da Bloomberg, Algeri avrebbe alzato la posta chiedendo all’Italia di acquistare le forniture extra sul “mercato spot”, dove i prezzi sono sensibilmente più volatili e onerosi rispetto ai contratti a lungo termine. Una condizione che rischia di riflettersi pesantemente sulle bollette dei cittadini, in un momento in cui il costo del gas è già pronto a esplodere nuovamente sui mercati.
Oltre il gas: il Piano Mattei e l’asse con l’Europa
L’incontro con il presidente Abdelmadjid Tebboune rappresenta anche l’occasione di stabilizzare il rapporto su basi strutturali attraverso il Piano Mattei. L’Algeria, già oggi primo partner commerciale dell’Italia in Africa, è lo snodo centrale di progetti che vanno oltre l’energia, come il polo agricolo di eccellenza a Sidi Bel Abbès e nuove iniziative di agricoltura desertica. Per Roma, blindare questo asse significa anche assicurarsi un alleato fondamentale nella gestione dei flussi migratori e nella stabilità della regione del Sahel.
Anche Bruxelles guarda con estremo interesse a questa missione. La Commissione europea ha ribadito che l’Algeria è un partner “strategico e affidabile” per affrancarsi definitivamente dalle fonti fossili russe entro il 2027. In prospettiva, l’asse Roma-Algeri aspira a diventare la colonna portante del SoutH2 Corridor, l’avveniristico corridoio per il trasporto di idrogeno verde che collegherà il Nord Africa al cuore dell’Europa. In altre parole, la sfida è confermare il ruolo guida dell’Italia nelle politiche mediterranee dell’Unione.
La cronaca della giornata
Accolta all’aeroporto “Houari Boumédiène” dal primo ministro Sifi Ghrieb, la premier Meloni ha reso omaggio al Monumento dei Martiri prima di trasferirsi al Palazzo Presidenziale “El Mouradia” per il bilaterale decisivo. Un vertice che dovrà stabilire se l’Italia riuscirà a vincere la sfida energetica e, contemporaneamente, a voltare pagina rispetto alle turbolenze interne.
