Cosa pensano i cittadini europei del conflitto russo ucraino?

Un sondaggio di Ecfr mostra la resilienza dell’ucraina in contrapposizione con un pessimismo europeo. Tra i problemi, i aiuti militari e l’adesione all’Ue
2 settimane fa
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Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, al Consiglio Europeo (AFP)

Sono passati oltre due anni da quando la Russia ha invaso territori dell’Ucraina. E di dibattiti, da quel giorno, ce ne sono stati di ogni tipo. Primo fra tutti, la classica polarizzazione tra chi avesse torto e ragione; così come la questione dei aiuti economici e militari all’Ucraina o ancora, l’adesione del Paese all’Unione europea.

Ma cosa pensano i cittadini in guerra della situazione in cui si trovano e quanto divergono le loro opinioni da quelle dei cittadini europei? A spiegarlo è il sondaggio dell’European Council on Foreign Relation (Ecfr) che ha intervistato quasi 20mila persone di 15 Paesi diversi, compresa l’Ucraina, per capire qual è l’opinione attuale sul conflitto russo ucraino: vediamo cos’è emerso.

La resilienza dell’Ucraina

Quanto si fidano gli ucraini del presidente Volodymyr Zelensky? Il sondaggio mostra che attualmente solo il 34% afferma di fidarsi “molto” di lui. Percentuale alla quale si aggiunge un 31% di chi si fida di lui “abbastanza”: comunque la maggioranza delle persone intervistate.

Inoltre, il 58% è convinto in una vittoria dell’Ucraina sulla Russia, il 30% pensa ad un possibile accordo e solo l’1% si aspetta che la Russia ne esca vittoriosa. Gli ucraini sono ancora più ottimisti in uno scenario in cui le forniture occidentali di armi e munizioni aumenterebbero: in tale circostanza, il 69% pensa che l’Ucraina vincerebbe, mentre il 22% si aspetterebbe una soluzione con un accordo di pace.

Quanto durerà ancora la guerra in Ucraina? Per un terzo dei cittadini la guerra finirà entro il prossimo anno, e per i due terzi di questi (un quarto del popolo ucraino intervistato) è convinto che a vincere sia proprio il Paese sotto attacco.

Speranzosi sì, ma non irrealistici. Dal sondaggio è emerso che sono quasi tutti convinti che la Russia sia una grande potenza militare e, per questo motivo, non contano sul crollo del regime di Putin: il 57% ritiene improbabile che si verifichi un grande cambiamento politico in Russia entro i prossimi due anni; solo il 32% ritiene che ciò possa accadere.

A differenza di altri cittadini europei, la maggior parte degli ucraini non vede l’invasione del proprio paese da parte della Russia come un preludio a un’ulteriore aggressione. Mentre solo il 39% degli ucraini ritiene che la Russia possa attaccare un altro Paese europeo nei prossimi due anni, mentre il 48% lo ritiene addirittura improbabile.

Questo potrebbe anche essere il motivo per cui meno persone in Ucraina che praticamente ovunque (solo il 19%) credono che la Nato possa entrare in guerra con la Russia – rispetto al 44% nei Paesi Bassi, al 37% in Portogallo e al 34% in Russia.

“È interessante notare – scrive l’Ecfr – che gli ucraini hanno opinioni molto più favorevoli sul ruolo dell’UE nella guerra rispetto agli stessi cittadini europei. Sono molto positivi nei confronti dell’Ue e degli Stati Uniti in relazione alla guerra, soprattutto in contrasto con la loro visione del ruolo svolto dalla Cina e dai principali paesi del sud del mondo come Brasile, India e Sud Africa. Allo stesso modo, Germania e Francia godono della fiducia del pubblico ucraino, nonostante il vacillante sostegno di Berlino e Parigi nei primi mesi della guerra”.

E sulle future relazioni con gli alleati europei, due terzi degli ucraini credono che l’adesione all’Ue sia importante tanto quanto quella alla Nato. Però, quasi la metà degli ucraini teme che l’esito del conflitto possa essere deciso alle loro spalle nei negoziati tra Washington e Mosca. Negoziati che potrebbero prevedere la cessione di territori, decisione alla quale sette ucraini su dieci dice “No”.

Un considerevole 45% sarebbe disposto a cedere, solo se l’Ucraina mantenesse intatta la propria sovranità: con un proprio esercito e con la libertà di scegliere le proprie alleanze, come l’Ue e la Nato. Solo il 26% afferma che preferirebbe vedere l’Ucraina riconquistare il territorio occupato ma accettare la smilitarizzazione e la neutralità, il che significherebbe non aderire agli alleati occidentali.

Il “pessimismo” europeo

La maggior parte dei Paesi europei ritiene giusto inviare munizioni e sostegni all’Ucraina, ma l’opinione pubblica è fortemente scettica sulla capacità di Kiev di vincere la guerra. Contrariamente all’opinione pubblica ucraina, solo un piccolo numero di persone ritiene che una vittoria ucraina sia il risultato più probabile. L’opinione prevalente nella maggior parte dei paesi (ad eccezione dell’Estonia) è che il conflitto si concluderà con una soluzione di compromesso. “Quindi, quando si arriva alla fine della guerra – scrive l’Ecfr -, l’opinione pubblica europea esprime il pessimismo mentre gli ucraini rappresentano l’ottimismo della volontà politica”.

A far cambiare idea agli europei sarebbe l’aumento di munizioni, in quel caso cresce di 12 punti percentuali l’opinione positiva di una vittoria Ucraina. Tuttavia, anche in tali circostanze, un accordo è ancora considerato il risultato più probabile in 11 paesi su 15 intervistati. In sintesi, l’opinione pubblica dell’Unione europea è divisa in due macro-gruppi:

  1. Il gruppo della pace: sono coloro che sperano che la guerra finisca il prima possibile e sono Italia, Bulgaria e Grecia.
  2. Il gruppo della “Giustizia”: credono che dovrebbe vincere l’Ucraina e sono Repubblica Ceca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.

I cittadini dei paesi del primo gruppo sono tra i più scettici sul fatto che l’Ucraina possa prevalere, anche se Kiev dovesse ricevere maggiori forniture militari. E ad essere frammentate sono soprattutto le opinioni interne ai singoli Paesi. Caso emblematico è la Francia: un terzo è favorevole a sostenere l’Ucraina, un altro terzo preferirebbe negoziare un accordo di pace con la Russia, mentre l’ultimo terzo rimane indeciso. E la percentuale di francesi che credono che il loro paese sia in guerra con la Russia è aumentata dal 24 al 32% dall’ottobre 2023, “indicando che gli sforzi di Macron per alzare la posta potrebbero aver mobilitato coloro che temono di finire coinvolti nella guerra, piuttosto che coloro che temono la pacificazione”.

L’enigma dell’adesione dell’Ucraina all’Ue

Il tema forse maggiormente messo in discussione è quello dell’adesione Ucraina all’Unione europea. Negli scorsi giorni si è dato il via ufficialmente ai negoziati, ma in Europa c’è un campo pro-adesione e uno che non è proprio d’accordo e che comprende Paesi come Bulgaria, Repubblica Ceca e Germania.

Il sondaggio rileva che uno degli argomenti più popolari a favore dell’adesione dell’Ucraina, tra gli intervistati che sostengono l’idea, è che “aiuterebbe a porre fine alla guerra in Ucraina”. Questo punto di vista guadagna popolarità solo con l’affermazione che “l’Ucraina è culturalmente parte dell’Europa e appartiene all’Ue”. “Considerando coloro che concordano sul fatto che l’adesione dell’Ucraina all’Ue contribuirebbe a porre fine alla guerra – spiega il think tank -, e coloro che affermano che l’adesione renderebbe l’Ue più sicura, gli intervistati attenti alla sicurezza rappresentano, in media, il 17% del totale degli intervistati – che vanno dal 7% in Bulgaria al 26% in Portogallo. Nel frattempo, tra coloro che sono contrari all’adesione dell’Ucraina all’Ue, molti sottolineano che ciò renderebbe l’Ue meno sicura. Questa convinzione rivaleggia solo con l’argomentazione secondo cui l’Ucraina è troppo corrotta”.

Coloro che si oppongono all’adesione dell’Ucraina all’Ue principalmente a causa di problemi di sicurezza rappresentano tra il 5 e il 14% della popolazione totale intervistata. In particolare, il gruppo più numeroso di questo tipo si trova in Germania. Nel complesso, il sondaggio presenta un quadro in cui molti europei credono che l’adesione dell’Ucraina all’Ue potrebbe contribuire a porre fine alla guerra o rendere l’Europa più sicura.

Supporto fermo ma limitato

Il sondaggio rivela anche i probabili limiti di ciò che gli europei sono disposti a fare: “Gli europei sono fortemente contrari all’invio di truppe in Ucraina – si legge nel sondaggio -. Questo è vero anche nei paesi che sono più critici riguardo alla guerra. La maggioranza della popolazione è contraria all’impiego delle truppe in questo modo. Allo stesso tempo, molti cittadini europei sostengono il coinvolgimento delle truppe nazionali in altri modi, ad esempio fornendo assistenza tecnica all’esercito ucraino o pattugliando il confine tra Ucraina e Bielorussia”.

Questo tema si ricollega a quello della difesa. Se i cittadini europei non sono convinti a spendere di più, di altro parere sono i leader politici che si preparano a fare della cooperazione rafforzata in materia di difesa un elemento chiave dell’agenda della prossima Commissione europea. Infine, molti cittadini europei non sono d’accordo sul fatto che la guerra in Ucraina coinvolga direttamente l’Europa: l’opinione prevalente ritiene che l’Ue non sia in guerra con la Russia. Quelli più pacifisti pensano che sia la Nato più in guerra con la Russia di quanto lo possa essere l’Ue.