Addio Vestager, avanti con i campioni europei

In attesa della nuova Commissione, le due principali potenze prospettano un cambio delle regole antitrust per aumentare la competitività europea
4 settimane fa
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Macron e Scholz
Il piano di Macron e Scholz per l'economia Ue

“Dobbiamo rivedere le attuali regole di concorrenza europee” per garantire all’Ue una maggiore competitività internazionale, a partire dai settori del trasporto aereo e delle telecomunicazioni. La richiesta congiunta arriva da Germania e Francia, le due principali potenze europee, che insistono anche sulla necessità di rivedere il meccanismo degli aiuti di Stato per far crescere le aziende europee.

Si tratta del secondo round dopo che cinque anni fa la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager bocciava la proposta di Parigi e Berlino di costruire un campione europeo per competere con i rivali cinesi nel settore ferroviario attraverso la fusione di Alstom-Siemens.

Vestager aveva giudicato la proposta di dare maggior peso a un colosso europeo dannosa per i consumatori e l’innovazione nell’Ue, piuttosto che dare priorità a un colosso europeo.

Adesso, però, con una nuova Commissione in vista dopo le elezioni europee di giugno, le due maggiori economie europee cercano di cambiare le regole antitrust.

Le richieste di Francia e Germania

La linea dei due Paesi è chiara: in un contesto economico sempre più competitivo e frammentato, serve unire, consolidare, creare realtà più grandi che siano in grado di affrontare anche periodi difficili.

“Dobbiamo rivedere le attuali regole di concorrenza europee” per verificare se consentono “consorzi e consolidamenti in settori chiave” come le reti mobili o lo spazio aereo “per rafforzare la resilienza europea,” hanno dichiarato i due governi in un comunicato.
L’appello di Francia e Germania non è isolato e sembra seguire le tendenze globali. Un mondo spaccato che però vive di merge and acquisition.

Già il presidente dell’Eba (Autorità bancaria europea) Jose Manuel Campa ha espresso un concetto analogo per il settore bancario per favorire una maggiore solidità economico-finanziaria dell’Ue.

Per farlo bisogna passare dalle fusioni nel settore bancario, ha spiegato Campa citando i successi delle acquisizioni che in Spagna hanno portato alla creazione di istituti più solidi: “la consolidazione in Europa sarebbe una buona strategia per le banche”, ha detto il presidente dell’Eba a Bloomberg Tv.

Il caso Lufthansa

Intanto, la tedesca Lufthansa vorrebbe partecipare nella compagnia Ita Airways, ma deve fare i conti con l’opposizione dell’Ue. L’accordo tra il ministero dell’Economia e Lufthansa sul futuro di Ita Airways è a un passo dal naufrago per mano dell’Antitrust Ue. I tecnici della Direzione generale della Concorrenza europea, sotto la guida dalla commissaria Vestager, sono disposti a dare il via libera alla partecipazione, ma a patto che Ita non entri mai nella joint venture transatlantica che Lufthansa ha con United Airlines e Air Canada, un accordo commerciale che porta centinaia di milioni di euro ogni anno. Roma e Francoforte hanno definito “inaccettabile la condizione posta dall’Ue.

Redditività da una parte, regole dall’altra. In mezzo la necessità di aggiornare le regole al mercato che cambia e di evitare che la iper regolamentazione europea ostacoli la crescita economica. O peggio, decreti l’uscita dell’Unione dai giochi che contano.

Gli aiuti di Stato

Berlino e Parigi spingono anche per allargare le maglie degli aiuti alle imprese, vogliono un “ulteriore miglioramento del quadro degli aiuti di Stato” per rafforzare gli investimenti privati e uno strumento di sussidio di politica industriale esistente e “fornire un supporto mirato alle aziende nel loro processo di transizione, nei settori industriali più strategici e nelle tecnologie altamente innovative, creando così spazio per le aziende europee per diventare competitive a livello globale.”

La richiesta ricalca l’iniziativa del presidente francese Macron “Buy Europe,” dove si prevede la “preferenza europea per gli appalti pubblici nei settori strategici, come la difesa e lo spazio.”

Insomma, Parigi e Berlino non hanno dubbi: la Commissione ha bisogno di procedure più elastiche e semplici per i finanziamenti che partono dall’Ue e dai singoli Paesi membri.

Il primato tecnologico

La necessità di una revisione regolamentare diventa ancora più urgente in materia di tecnologia, che con l’avvento dell’intelligenza artificiale corre a un ritmo troppo più veloce delle istituzioni.
Per questo, Francia e Germania chiedono che progetti di comune interesse europeo, che canalizzano denaro da più Paesi verso programmi industriali chiave, debbano essere “ottimizzati per guidare l’innovazione tecnologica profonda e dirompente”.

In cosa dovrebbe tradursi tutto ciò? In una procedura Ue di autorizzazione più semplice e veloce per tali sussidi, meglio se combinata con altre forme di finanziamento dell’Ue.

Attualmente, l’Unione dipende da Paesi terzi nel settore della tecnologia e della transizione green. Occorre un nuovo corso se si vuole rendere l’Europa un leader globale in una serie di settori, sottolineano i due esecutivi: tecnologie a zero emissioni, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, spazio e aeronautica, biotecnologie, robotica, mobilità e chimica.

Un messaggio sullo sfondo: non basta arrivare primi nella regolamentazione, come fatto dall’Ue con l’Ai Act, serve offrire soluzioni europee a un mercato sempre più veloce ed esigente.

Il problema delle risorse

Se si diminuiscono le barriere all’ingresso (maggiore elasticità), devono aumentare i controlli sull’operato, per evitare che l’equa concorrenza cada sotto la scure della redditività. Consapevoli di questa necessità e delle difficoltà economiche interne all’Ue, i due governi suggeriscono ai regolatori della concorrenza europei di finanziare le commissioni di supervisione per il Digital Markets Act tramite le tariffe Big Tech.

Ma la fusione e il consolidamento non sono sempre alleate dell’Unione europea. Approfittando del ritardo Ue nel progresso tecnologico, altre potenze possono insinuarsi nelle grandi società europee, mettendo a repentaglio la stessa innovazione della comunità.

Per questo, Francia e Germania propongono di “adeguare le attuali regole e regolamenti europei sul controllo delle fusioni per affrontare le acquisizioni strategiche di potenziali concorrenti che ostacolano l’innovazione (‘killer acquisitions’)”.

Le due super potenze tracciano il solco, auspicandosi che con il cambio della Commissione, e l’addio a Margrethe Vestager, l’Ue possa intraprendere un nuovo corso all’insegna dell’elasticità normativa e di una maggiore resilienza economica.

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