Olanda, agricoltori al governo: politiche nazionali in contrasto con l’Ue?

Un partito di agricoltori sale al governo olandese e “minaccia” le politiche green dell’Unione europea
1 mese fa
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Trattori in fila
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Hanno ottenuto quasi il 20% dei voti. Gli spetterà fino a 15 seggi su 75 al senato. E hanno posto le basi per un possibile ritorno al passato nell’Unione europea. Si tratta del Movimento Civico-Contadino, in olandese il BoerBurgerBeweging (Bbb), il quale, lo scorso 15 marzo, ha raggiunto un traguardo imprevisto alle elezioni provinciale nei Paesi Bassi, e negli scorsi giorni ha raggiunto un accordo per il suo ingresso ufficiale al Governo.

La vittoria del Bbb è la vittoria di chi difende gli interessi dei lavoratori e dei cittadini delle aree rurali in Olanda. Il primo ministro Mark Rutte, con 32 seggi, potrebbe ottenerne solo 26 per il suo Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd). Ma chi sono i nuovi rappresentanti politici olandesi e come potrebbero cambiare gli equilibri dell’Europa?

Il partito dei contadini

Il partito è stato fondato da Caroline van der Plas nel 2019. L’attuale leader ha accolto le proteste degli agricoltori e allevatori che non vedevano come positive le strategie del governo sulle emissioni di composti azotati e di ammoniaca. L’evoluzione di queste proteste ha portato negli ultimi mesi, in numerosi paesi dell’Ue, gli agricoltori nelle piazze con trattori e striscioni. La chiusura di numerosi allevamenti e la riduzione di animali per allevamento, così come politiche stringenti e burocrazia pressante, ha messo in crisi il settore, chiedendo maggiori tutele al mercato. Il partito che ne è scaturito in Olanda ha dimostrato di poter ridimensionare la maggioranza, e che potrebbe ostacolare l’approvazione per la riduzione delle emissioni dannose.

Quali sarebbero le ricadute sull’Unione europea? I Paesi membri sono chiamati a votare tra il 6 e il 9 giugno i propri rappresentanti al Parlamento Ue e tra le politiche più contestate nei programmi ci sono proprio quelle relative agli sforzi europei di ridurre le emissioni entro la soglia di sicurezza. Il Bbb, per il momento, si è schierato contro il governo Rutte perché avrebbe “sacrificato posti di lavoro per la transizione economica verde”, questa la denuncia del partito.

Un problema oltre la politica

I Paesi Bassi si sono classificati al primo posto nell’Unione europea per la concentrazione di azoto nel terreno. Il composto è alla base della dispersione di gas a effetto serra e posiziona il settore agricolo tra i suoi responsabili produttori, così come per il metano. Inoltre, posseggono la densità più alta di animali da allevamento, e gli animali sono i contribuenti più importanti in termini di emissioni di composti azotati.

Nel 2019, il governo olandese aveva annunciato un piano per tagliare le emissioni, in primis di metano e disossido di azoto, del 50% entro il 2030 anche a costo della chiusura di numerose fattorie e della riduzione dei capi di bestiame per allevamento. I Paesi Bassi, dopo gli Stati Uniti, però, sono i maggiori esportatori mondiali di prodotti agricoli.

L’accordo con il Governo

Il partito Civico-Contadino formerà il nuovo Gabinetto insieme a PVV, VVD e NSC. La notizia arriva negli scorsi giorni: il nome del Ministero dell’Agricoltura verrà cambiato in Agricoltura, Pesca, Sicurezza Alimentare e Natura (LVVN). Ciò significa che il tema della ‘Pesca’ ritorna al ministero dopo 21 anni. “I pescatori meritano una seria attenzione e noi siamo orgogliosi dei nostri pescatori – scrive in una nota il Bbb -. Sono una parte inseparabile della cultura olandese e forniscono ogni giorno cibo sano e un mare sano. Facendo di nuovo parte a pieno titolo del ministero, la Pesca e i pescatori non saranno più ignorati. Noi siamo molto felici. Chi avrebbe mai pensato tre anni fa, quando siamo entrati alla Camera con 1 seggio, che avremmo già partecipato ad un Gabinetto e ottenuto così tanti punti? Le cose stanno davvero cambiando nei Paesi Bassi. Sono molto orgoglioso del nostro partito e di tutti coloro che all’interno del nostro partito hanno contribuito a raggiungere questo risultato”, ha affermato negli scorsi giorni la leader del partito Caroline van der Plas.

Il punto di equilibrio con l’Ue

Il punto di equilibrio tra economia e ambiente, in Olanda, sembra non essere stato trovato. La questione economica è stata messa al primo posto dal Movimento Civico-Contadino che sostiene che i partiti al governo abbiano preso di mira i lavoratori agricoli, mentre i settori industriale o dei trasporti, non avrebbero visto gli stessi vincoli. Dinanzi a queste barriere, la crescita economica olandese potrebbe risentirne.

I Paesi Bassi, con il successo del Bbb hanno aperto la strada, anche tra i partiti politici, ad una retorica che vede le politiche ambientali come impattanti per le economie di settore. Questo tipo di scenario consente ai partiti conservatori di intensificare la propria comunicazione identitaria a discapito dell’Unione europea stessa, i cui interessi, secondo questi partiti, non dovrebbero venire prima di quelli nazionali. E con 21 candidati e un programma politico dedicato al settore agricolo e alla pesca, ma anche ad anziani e sanità, si presenteranno alle elezioni europee del prossimo giugno.

Politica agraria comunitaria

La Commissione europea, per consolidare il ruolo dell’agricoltura ha varato le modifiche alla Politica agricola comune (Pac) che si è evoluta nel corso degli anni per adattarsi alle mutevoli circostanze economiche e alle esigenze e necessità dei cittadini. La Pac 2023-2027 è entrata in vigore a gennaio dello scorso anno. I sondaggi di Eurobarometro l’hanno data solo per il 50% favorita dai cittadini, i quali ritengono che l’Unione debba impegnarsi per garantire la salubrità e la qualità dei prodotti alimentari tra gli Stati membri. Il sostegno agli agricoltori e ai portatori di interessi rurali nei 27 paesi dell’Ue si basa sul quadro giuridico del quinquennio e sulle scelte specificate nei piani strategici, approvati dalla Commissione. I piani approvati sono concepiti per fornire un contributo significativo alle ambizioni del Green Deal europeo, della strategia “Dal produttore al consumatore” e della strategia sulla biodiversità. E su queste politiche, si gioca l’importante partita del futuro dell’ambiente e dell’Unione.