Negli ultimi giorni, la capitale ucraina Kiev è stata teatro di una delle offensive missilistiche e con droni più massicce da luglio. Numerosi edifici sono stati danneggiati, tra cui case residenziali, centri direzionali e aziende civili, oltre ad un bilancio di vittime che sembra superare le 20, più almeno 50 feriti, bambini inclusi.
A produrre ancora più indignazione a livello internazionale, però, è stato il colpire deliberato o la grave compromissione di diverse missioni diplomatiche europee presenti sul territorio. La sede del British Council a Kiev è stata “gravemente danneggiata”, mentre l’edificio della delegazione dell’Unione europea nella capitale ha subito danni significativi. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato che due missili hanno colpito a una distanza di 50 metri dalla Delegazione, in un intervallo di 20 secondi, aggiungendo di essere sollevata che nessuno del personale sia rimasto ferito.
Condanna internazionale e richieste di responsabilità
La reazione della comunità internazionale è stata immediata e unanime nel condannare questi attacchi. Il presidente ucraino Zelensky ha sottolineato che la Russia deve essere “ritenuta responsabile per questo attacco così come per ogni altro attacco contro il nostro Stato, la nostra gente e gli sforzi del mondo per porre fine a questa guerra”. Ha ribadito che “quando invece della diplomazia la Russia sceglie i missili balistici, di continuare a modernizzare (i droni) ‘Shahed’ per uccidere e a rafforzare la cooperazione con attori come la Corea del Nord, significa che il mondo deve rispondere di conseguenza”.
Il ministero degli Esteri britannico ha convocato l’ambasciatore russo nel Regno Unito per i danni alla sede del British Council. Mentre l’Unione Europea ha convocato il proprio rappresentante russo per i danni alla sua delegazione.
Ursula von der Leyen si è detta “indignata” e ha dichiarato che gli attacchi “non faranno che rafforzare l’unità dell’Europa e la resistenza dell’Ucraina”, ribadendo che “il Cremlino non si fermerà davanti a nulla per terrorizzare l’Ucraina, uccidendo ciecamente civili – uomini, donne e bambini e persino prendendo di mira l’Unione europea”.
L’Alta rappresentante della politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha sottolineato che l’attacco dimostra “una scelta deliberata di escalation e di prendere in giro gli sforzi di pace” da parte della Russia. Così come, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, si è detto “inorridito” e ha dichiarato che “l’Ue non si lascerà intimidire. L’aggressione della Russia non fa che rafforzare la nostra determinazione a sostenere l’Ucraina e la sua popolazione”.
Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato che i “terribili attacchi” dimostrano che “non possiamo essere ingenui nei confronti della Russia” e che è necessario “garantire che l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per difendersi e assicurare una pace duratura”.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato gli attacchi e ha ribadito che “gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili sono inaccettabili e devono cessare immediatamente”, rinnovando l’appello per un “cessate il fuoco completo, immediato e incondizionato”.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha definito l’attacco a una missione diplomatica “una nuova violazione palese del diritto internazionale”. Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi come “Terrore e barbarie”, affermando che dimostrano la volontà della Russia.
Verso il diciannovesimo pacchetto di sanzioni Ue
In risposta a questa escalation, l’Unione europea sta preparando una mossa ferma. Il presidente Zelensky ha avuto un colloquio con Ursula von der Leyen, durante il quale i due leader hanno discusso degli sforzi diplomatici per fermare le uccisioni e garantire la sicurezza, con Zelensky che ha ribadito la necessità di intensificare la pressione finché la Russia non compirà passi concreti verso la pace. Von der Leyen ha condiviso aggiornamenti sulla preparazione del diciannovesimo pacchetto di sanzioni Ue e sul coordinamento con altri partner.
La presidente della Commissione europea ha chiarito che l’Ue sta “mantenendo la massima pressione sulla Russia. Ciò significa inasprire il nostro regime sanzionatorio. Presto presenteremo il nostro 19° pacchetto di sanzioni severe”. Zelensky stesso ha invocato “sanzioni dure, pressing intenso, passi decisi in modo che gli assassini non percepiscano un senso di impunità“, affermando che “la Russia capisce solo la forza e ora servono dimostrazioni di forza”. Ha anche sottolineato che, per il rifiuto del cessate il fuoco e i continui tentativi russi di sottrarsi ai negoziati, sono necessarie “nuove e severe sanzioni”, poiché “i russi capiscono solo la forza e la pressione”.
Oltre alle sanzioni, l’Ue sta avanzando nel lavoro sui beni russi congelati per contribuire alla difesa e alla ricostruzione dell’Ucraina e sta garantendo un “sostegno forte e incrollabile” all’Ucraina, definita un “vicino, partner, amico e futuro membro”. Von der Leyen ha inoltre annunciato che si recherà nei sette Stati che rafforzano e proteggono i confini esterni con Russia e Bielorussia per esprimere piena solidarietà e condividere i progressi nella costruzione di una forte industria di difesa europea (Lettonia, Finlandia, Estonia, Polonia, Lituania, Bulgaria e Romania).