Sicurezza digitale e antiterrorismo: ecco cosa prevede la nuova strategia ProtectEU

Il nuovo piano dell'Unione contro terrorismo, crimine organizzato e minacce ibride punta su cooperazione, innovazione digitale e la coinvolgimento di tutti, anche dei cittadini
22 ore fa
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Cybersicurezza

Si chiama ProtectEu ed è la strategia sulla sicurezza interna presentata ieri dalla Commissione con l’obiettivo di rafforzare la capacità del blocco di rispondere nello specifico a minacce ibride, criminalità organizzata e terrorismo. Cooperazione, coinvolgimento di tutta la società civile e approccio sempre aggiornato: questi i pilastri di base che sostengono la proposta, che nel suo insieme punta a realizzare un “un cambiamento culturale”, come ha spiegato Magnus Brunner, commissario per gli Affari Interni e l’Immigrazione: “La sicurezza è il compito dei nostri tempi. Ciò richiede un cambio nella nostra mentalità. ProtectEU contribuirà a promuovere una nuova cultura della sicurezza dell’Ue”.

Tutti sono coinvolti, ha chiarito la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che ha sottolineato: “La sicurezza è uno dei prerequisiti fondamentali per società aperte e dinamiche e per un’economia fiorente. (…) Anche ricercatori, aziende e persino cittadini possono contribuire a una maggiore sicurezza per tutti“.

Il piano presentato ieri si basa sulle raccomandazioni della relazione Niinistö sulla preparazione alle crisi e si affianca ad altri provvedimenti presi nelle ultime settimane. Insieme alla Strategia per la preparazione dell’Unione, al Libro bianco sulla difesa e al prossimo scudo europeo per la democrazia, configura infatti un quadro in cui il blocco dei Ventisette si attrezza contro una situazione geopolitica instabile e i rischi collegati alle nuove tecnologie.

Ma cosa prevede ProtectEU?

Cosa c’è nella Strategia ProtectU

Il piano mira ad anticipare e rispondere sempre meglio sia alle minacce tradizionali sia a quelle nuove, e intende farlo introducendo specifici strumenti legali, migliorando la cooperazione e promuovendo una maggiore condivisione delle informazioni.

Cibersicurezza e privacy

Vista la natura sfuggente, non convenzionale e tecnologica dei nuovi pericoli, l’approccio alla sicurezza deve essere sempre aggiornato e al passo con i tempi. Quindi sono necessarie analisi regolari dei rischi e una migliore condivisione delle informazioni di intelligence, sia tra gli Stati membri sia con le agenzie dell’Ue sia con il Siac (Single Intelligence Analysis Capacity).

Un altro punto importante è l’accesso ai dati da parte delle forze dell’ordine, perché, ricorda la Commissione, circa l’85% delle indagini penali si basa su informazioni digitali. Un accesso che dovrà essere garantito salvaguardando la cibersicurezza e i diritti fondamentali dei cittadini, a partire dalla privacy.

Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha anche annunciato “un nuovo hub regionale baltico” per sorvegliare i cavi sottomarini: “una risposta diretta alle crescenti vulnerabilità nelle nostre infrastrutture digitali e critiche”. 

Rafforzamento dell’Europol e maggiore condivisione delle informazioni

Rilevante poi il rafforzamento dell’Europol, l’agenzia dell’Ue finalizzata alla lotta al crimine, con l’obiettivo di “trasformarlo in un’agenzia di polizia veramente operativa”, spiega l’esecutivo del blocco. Verranno rafforzati anche Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera), Eurojust (Agenzia dell’Ue per la cooperazione giudiziaria penale) ed Enisa (Agenzia dell’Ue per la cibersicurezza), che dovranno anche cooperare più strettamente.

ProtectEU prevede una nuova legge sulla cibersicurezza e misure per lo sviluppo della sovranità tecnologica, e diversi piani d’azione. Tra questi, quello contro le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.

Criminalità organizzata, norme più rigorose

Sul fronte della criminalità organizzata, la Commissione propone un approccio globale che affronti non solo gli effetti ma anche le cause strutturali del fenomeno, come la povertà, la disoccupazione e l’esclusione sociale. Al tempo stesso, punta a rafforzare il quadro normativo con regole più stringenti per le indagini. La strategia prevede l’adozione di un nuovo piano d’azione contro il traffico di droga, armi da fuoco e stupefacenti, misure specifiche per la protezione dei minori, una nuova strategia anticorruzione, il potenziamento dell’approccio “follow the money”, iniziative contro la tratta di esseri umani e a tutela dei diritti delle vittime, oltre a un piano d’azione mirato contro le frodi online.

La strategia richiede anche un’applicazione rigorosa del Dsa, la legge sui servizi digitali che impone alle piattaforme di adottare misure proattive per gestire i rischi e rimuovere i contenuti illegali. L’obiettivo è proteggere gli utenti online, in particolare i bambini, dalle minacce di abusi sessuali, dalla tratta di esseri umani e dalla radicalizzazione via web. Per i minori, viene anche previsto un Centro Ue specifico per contrastare gli abusi sessuali.

Rischio terrorismo alto, azioni contro la radicalizzazione

Poiché il livello di minaccia terroristica in Europa rimane elevato, la Strategia prevede una nuova agenda sulla prevenzione e la lotta contro il terrorismo e l’estremismo violento, una nuova ’cassetta degli attrezzi’ per prevenire la radicalizzazione e uno studio di fattibilità per un nuovo sistema a livello comunitario per monitorare il finanziamento del terrorismo.

Rafforzare la cooperazione internazionale

Infine, l’Unione intende porsi come attore globale forte in materia di sicurezza in modo da contrastare l’impatto dell’instabilità internazionale. Ecco perché, spiega la Strategia, il blocco deve agire anche oltre le proprie frontiere, rafforzando la cooperazione internazionale nella materia e i partenariati “con regioni chiave come l’America latina e quella mediterranea”.

La sicurezza è una precondizione per la nostra democrazia e le nostre economie prospere. L’Ue deve essere coraggiosa e proattiva nell’affrontare le complesse sfide alla sicurezza che ci troviamo ad affrontare”, ha concluso Virkkunen.