Davos, l’Unione europea “patetica”. Trump? “Un T-Rex. O ti allei con lui o ti divora”

L'Ue risponde con piani d'azione per la Groenlandia e investimenti nella sicurezza artica
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Davos von der leyen afp
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al World Economic Forum a Davos (Afp)

La scena internazionale è stata “patetica” e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è un “T-Rex: o ti allei con lui o ti divora”. A fare questo riassunto impietoso delle prime 48 ore del World Economic Forum di Davos, in Svizzera, è stato il governatore della California, Gavin Newsom, tra gli aspiranti democratici alla Casa Bianca nel 2028, che ha rintracciato i punti di debolezza dell’Unione europea in poche parole: “È ora di farsi coraggio”.

Perché con la “questione Groenlandia” è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad aver svolto l’ultimo scacco matto sulla scena internazionale. I leader europei rispondono rivendicando la propria autonomia strategica e la difesa dello Stato di diritto. Sarà sufficiente?

La sfida dell’Artico: sovranità e investimenti

Il tema della Groenlandia ha dominato i corridoi del Forum. Se da un lato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump definisce l’isola “fondamentale per la sicurezza mondiale” e annuncia di voler procedere senza possibilità di tornare indietro, l’Ue alza un muro di difesa. Ad essere chiara sul tema è stata la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la quale ha dichiarato che la sovranità della Groenlandia e l’integrità del Regno di Danimarca “non sono negoziabili”.

Per rispondere alle mire americane, l’Ue ha annunciato così un piano d’azione concreto:

  • Un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia per sostenerne l’economia e le infrastrutture.
  • La creazione di una capacità europea di navi rompighiaccio, finanziata tramite l’aumento della spesa per la difesa, per garantire la sicurezza artica.
  • Una ferma condanna dei dazi proposti da Trump contro i Paesi che hanno inviato truppe nella regione, definiti da von der Leyen come “un errore tra alleati”.

“La sicurezza artica può essere raggiunta solo insieme – ha affermato la presidente dell’esecutivo europeo -. Ecco perché i dazi aggiuntivi proposti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data. L’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa”, ha poi concluso.

Macron al vetriolo in occhiali scuri e “bazooka”

Il presidente francese Emmanuel Macron – con le ormai iconiche lenti scure indossate a causa di un problema alla vista – è stato tra i critici più severi della linea Trump. Il capo dell’Eliseo ha invitato a non perdere tempo con “idee folli” che sanno di “nuovo imperialismo o colonialismo” e ha ribadito che l’Europa preferisce il rispetto, in senso diplomatico, alla prepotenza, così come tiene a garantire Stato di diritto contro la brutalità.

Sul fronte commerciale, Macron ha esortato l’Ue a utilizzare i suoi strumenti “molto potenti”, come lo strumento anti-coercizione (noto come “bazooka”), qualora l’Europa non venisse rispettata. Nonostante le tensioni, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha cercato di gettare acqua sul fuoco, definendo “isteriche” le reazioni ai dazi e dicendosi fiducioso che la situazione non degenererà in una guerra commerciale totale. Va anche ricordato che l’export francese verso gli Usa, che vale poco più di 50 miliardi di euro nel 2024, è meno di un terzo rispetto a quello della Germania, e inferiore a quello italiano. Dunque la posta in gioco è diversa per Merz e Meloni.

Il dramma ucraino e l’assenza di Zelensky

Grande assente a Davos è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha annullato la sua partecipazione a causa di un massiccio attacco russo che ha lasciato migliaia di edifici a Kiev senza luce e riscaldamento. La presidente von der Leyen ha risposto a questa escalation riaffermando l’impegno “incrollabile” dell’Ue, confermando un prestito di 90 miliardi di euro per l’Ucraina per il biennio 2026-2027 e l’intenzione di utilizzare i beni russi immobilizzati come monito per Mosca.

Proprio in queste ore, inoltre, l’Europarlamento ha approvato, per alzata di mano, la richiesta di accelerare l’iter legislativo relativo al pacchetto finanziario dell’Ue a sostegno di Kiev. Se adottato, questo nuovo strumento consentirebbe di fornire assistenza militare e sostegno al bilancio generale del governo ucraino, nonché di rafforzare l’industria della difesa ucraina e favorire l’integrazione dell’Ucraina nella base industriale e tecnologica di difesa europea.

Nel frattempo, a Davos, l’inviato russo Kirill Dmitriev ha pianificato incontri con la delegazione americana per discutere di un possibile processo di pace.

Verso un’Europa più semplice: nasce “Eu Inc”

Non solo equilibri politici, ma anche competitività dei mercati. Ursula von der Leyen ha annunciato, infatti, l’imminente presentazione di un “28esimo regime” per le imprese, denominato “Eu Inc”. Questo sistema permetterebbe agli imprenditori di:

• Registrare una società online in qualsiasi Stato membro entro 48 ore.

• Operare nel mercato unico seguendo un unico set di regole europee invece di 27 normative nazionali diverse.

In sintesi, nonostante le pressioni esterne e la “nostalgia” per il vecchio ordine mondiale, la linea della Commissione resta chiara: gli choc geopolitici attuali sono una necessità storica per costruire una nuova forma di indipendenza europea in settori che vanno dalla sicurezza alla democrazia.