Bruxelles teme fughe di notizie: nel mirino l’accesso di Afd ai file riservati dell’Unione

L'accesso ai file riservati europei da parte del partito filorusso tedesco solleva timori di spionaggio e fuga di informazioni verso Mosca
2 ore fa
2 minuti di lettura
Bandiere unione europea canva

Dopo il caso del ministro degli Esteri ungherese che telefonava al suo omologo russo durante i lavori del Consiglio europeo per relazionarlo su quanto discusso, altri sospetti di spionaggio si fanno largo nella bolla di Bruxelles. E non è nemmeno una novità, come vedremo. Secondo quanto riferito da tre diplomatici europei e quattro parlamentari tedeschi a Politico, la Russia potrebbe accedere a migliaia di documenti riservati dell’Unione tramite Alternative für Deutschland.

La questione, riporta la testata, è che i deputati tedeschi, dunque anche Afd, hanno accesso a un database contenente migliaia di fascicoli europei, dalle note informative dei vertici ministeriali ai riassunti di incontri riservati tra ambasciatori, sui più svariati argomenti. Si tratta di una peculiarità tedesca, che trova origine nel voler arginare un eventuale potere incontrollato dell’esecutivo: come si può immaginare, un riflesso della dittatura nazista. Il Bundestag riceve i documenti dal governo e li inserisce nel sistema, EuDoX. Con 5mila utenti autorizzati, il rischio di fughe di notizie è alto, motivo per cui, spiega a Politico Sven Hölscheidt, professore di diritto presso la Libera Università di Berlino, la “piattaforma non contiene nulla di particolarmente sensibile. Il governo federale sa esattamente cosa vi immette“.

I sospetti generano cautela

Ma questo non basta a dissipare i sospetti, e una più generale atmosfera di prudenza, nelle istituzioni tedesche ed europee. “Abbiamo un partito, Afd, nei confronti del quale sussistono fondati sospetti di fughe di notizie verso la Cina o la Russia”, ha avvisato il deputato dei Verdi Anton Hofreiter, presidente della commissione affari Ue del Bundestag. E questi sospetti stanno influenzando il modo in cui vengono condotti incontri e colloqui, perché alimentano il timore che qualcosa di sensibile venga riportato a chi non dovrebbe esserne messo a parte (ovvero, Russia o Cina). Insomma, in maniera informale, diplomatici e funzionari ormai parlano e agiscono con cautela, cosa che può portare a disfunzioni comunicative e dunque decisionali.

Politico ha chiesto ad Afd di esprimersi sulla questione, ma il movimento ha risposto tramite un portavoce: “Non commentiamo le accuse infondate”.

Non è la prima volta

Il partito, classificato dall’Ufficio tedesco per la protezione della Costituzione come pericolo per la democrazia, si colloca su posizioni filorusse e non è la prima volta che si trova in mezzo a una storia di spionaggio. Ad esempio, lo scorso settembre un tribunale di Dresda ha condannato Jian Guo, assistente del deputato di Afd Maximilian Krah, a quattro anni e nove mesi di reclusione per aver agito come agente dei servizi segreti cinesi: tra le altre cose, avrebbe fornito informazioni sensibili sul lavoro dell’Europarlamento e sui vertici del partito fin dal 2002. Krah non risulta indagato, mentre è stato indagato per aver accettato tangenti sia dalla Cina che dalla Russia. Lui nega, il Parlamento tedesco gli ha revocato l’immunità.

Il caso Ungheria

La preoccupazione per le mosse di Afd è un tassello del clima di sospetto che avvolge le istituzioni: domenica scorsa il Washington Post ha riportato che il ministro degli Esteri di Orbán agiva sostanzialmente come ‘talpa’ per il Cremlino. Come Afd, Péter Szijjártó ha definito l’accusa assurda, anzi “la cosa più complottista mai vista”.

Ma anche in questo caso, non è la prima volta che Budapest si trova a smentire notizie simili. Solo lo scorso ottobre, un’inchiesta giornalistica ha coinvolto il commissario alla Salute Olivér Várhely, che avrebbe ‘coperto’ un agente segreto ungherese, identificato come ‘V.’. Ma siccome V. operava in modo plateale, pare che il ‘segreto’ della sua vera identità fosse noto a tutti.

Tra sospetti e ‘gole profonde’ accertate, cosa fare? Il Bundestag ha già introdotto alcune contromisure, limitando l’accesso fisico e digitale a membri dello staff di Afd. In Europa si sta ricorrendo a formati ridotti per le discussioni (E3, E4) per escludere Budapest. Ma per molti osservatori il problema resta: un sistema pensato per garantire trasparenza e controllo democratico rischia oggi di trasformarsi in un punto debole nella sicurezza informativa europea. Mentre la mancanza di fiducia mentre si discute di temi delicati e di fondamentale importanza complica il confronto.